Peonie arbustive e peonie erbacee: che differenze ci sono? Da circa vent’anni mi sento fare questa domanda. In effetti, non c’è nulla di complicato, la differenza è spiegata dagli stessi aggettivi: le erbacee hanno fusti erbacei, che non lignificano mai e che seccano in autunno, come la maggior parte delle piante erbacee perenni. Al contrario, le arbustive, sinonimo di arboree e legnose, hanno la parte aerea formata da veri e propri rami legnosi, come tutti gli arbusti.

Note botaniche

La cosa strana effettivamente è che due piante così diverse appartengano allo stesso genere: nessuno potrebbe immaginare una rosa erbacea, oppure un iris arboreo. Ebbene, il genere Paeonia comprende, in differenti sezioni, specie arbustive e specie erbacee, e tutte hanno pieno diritto di chiamarsi peonie. Vorrei evitare di approfondire la tassonomia delle peonie e rimando quanti sono interessati a consultare un testo specifico. Proporrei invece una classificazione molto semplificata, basata su quello che è possibile trovare in commercio e coltivare nei nostri giardini.

Il comportamento di erbacee e arbustive è molto diverso e condiziona la loro ambientazione nei giardini. Inoltre nell’ambito dei due gruppi ci sono parecchie specie, e dato che le peonie sono piante con costumi sessuali abbastanza allegri, non è stato difficile per i vivaisti creare nuove varietà e incroci interspecifici ma anche ibridi fra arbustive ed erbacee chiamati perciò intersezionali.

La pianta 

peonie erbacee
Corona di peonia intersezionale con nuovi getti. Foto ©Giovanni Buffa

Le peonie erbacee riformano tutti gli anni la parte verde della pianta a partire da una “corona” di gemme poste subito sotto terra, al colletto delle radici. Per questa ragione, raggiunta una certa altezza, caratteristica della specie o della varietà, non crescono più. Questa altezza può variare dai 30 centimetri delle specie più basse al metro e più degli ibridi più alti. La crescita nel corso degli anni delle peonie erbacee avviene soltanto orizzontalmente, a macchia d’olio. L’apparato radicale e la corona di gemme diventano via via sempre più estese e quindi, in primavera cresceranno sempre più numerosi gli steli che portano le foglie e i fiori. Un cespo di peonie erbacee di cinque-sei anni può tranquillamente superare un metro e mezzo di diametro e continuare ad allargarsi, anche se più lentamente che nel primo periodo.

Le peonie erbacee

Le varietà di Paeonia lactiflora, insieme ad alcune varietà di Paeonia officinalis e di Paeonia peregrina, costituiscono la grande maggioranza delle peonie erbacee presenti nei giardini. Sono conosciute al mondo più di duemila varietà di lactiflora a fiore semplice, ad anemone, semi-doppio e doppio. Sono caratterizzate quasi sempre dall’avere un grande bocciolo principale, posto in punta allo stelo florale, che ha sotto alcuni boccioli secondari, inseriti all’ascella delle prime foglie. Altra caratteristica saliente è una certa tardività nella fioritura. Le varietà di officinalis e di peregrina, che sono poche decine, hanno invece sempre un solo fiore per stelo e sono di fioritura notevolmente più precoce. Gli ibridi erbacei sono per la stragrande maggioranza costituiti dall’incrocio della P. lactiflora con una di queste due specie o, in alcuni casi con la Paeonia mlokosewitschii, la P. macrophylla o la P. tenuifolia. Generalizzando e semplificando, possiamo affermare che gli ibridi erbacei hanno un solo bocciolo per stelo e una fioritura più precoce rispetto alle varietà di lactiflora. In genere negli ibridi erbacei il fiore è di dimensioni notevoli, ben sostenuto da un robusto stelo, e tutta la pianta risulta molto vigorosa. La colorazione del fiore e la forma del fogliame dipendono ovviamente dai genitori.

Le peonie arbustive

peonia rbustiva Waucedah princess
Peonia arbustiva ‘Waucedah princess’. Foto ©Giovanni Buffa

Queste peonie crescono come tutti gli arbusti spoglianti: la vegetazione primaverile inizia da gemme poste su rami e tronchi legnosi, portando la pianta a svilupparsi anche in altezza, oltre che in diametro. La crescita delle arbustive è lenta, in quanto tutti i nuovi getti raggiungono il massimo allungamento in aprile-maggio, prima della fioritura. In seguito, i rami nuovi lignificano, sviluppando le gemme per la crescita dell’anno successivo, ma, tranne che in pochi casi, non si allungano ulteriormente. Il legno delle peonie arbustive è abbastanza fragile, con un midollo spugnoso al centro che lo rende debole e soggetto a rotture, soprattutto se le piante sono esposte al vento. I cespugli, a seconda della varietà, possono raggiungere dimensioni di oltre due metri di altezza e altrettanti di diametro. Come già detto, sono piante lente e ci mettono parecchi anni a diventare grandi. Dal momento che non amano troppo essere spostate una volta ben attecchite, non si deve fare l’errore di piantarle troppo vicino ad altre piante o fra di loro.

Alcune specie 

peonia osti arbustiva
Paeonia ostii ‘Fenice bianca’. Foto ©Giovanni Buffa

Le arbustive più conosciute e diffuse sono varietà giapponesi, cinesi o francesi derivanti da quello che secondo la più recente classificazione viene chiamato il gruppo della Paeonia suffruticosa o Peonia Moutan, costituito da cinque specie: P. rockii, P. ostii, P. decomposita, P. qiui, P. jishanensis. Queste specie vivono tutte in zone remote della Cina e sono fra loro perfettamente fertili, tanto che in passato erano considerate un’unica specie: la Paeonia suffruticosa.

Le caratteristiche più evidenti delle varietà derivanti dall’incrocio o dalla selezione di queste specie riguardano il fiore, singolo per ogni stelo, molto grande e tendenzialmente portato ben al di fuori del fogliame. La fioritura è precoce con colorazioni di tutte le tonalità, eccetto quelle del giallo e del blu.

Un secondo gruppo di arbustive comprendente solo una specie, la Paeonia delavayi, con tre sottospecie, la delavayi, la lutea e la potaninii, è molto meno noto e raramente presente nei giardini. Le piante appartenenti a questa specie hanno moltissime differenze rispetto alle peonie che siamo abituati ad ammirare: i fiori sono piccoli, tre-quattro centimetri di diametro, portati generalmente su steli incurvati e un po’ nascosti dal fogliame, di colore giallo o rosso mattone con tutte le tonalità intermedie; la fioritura è più tardiva, le piante sono più alte, vigorose e pollonifere e il fogliame è molto più diviso e seghettato rispetto alle Moutan.

Anche nelle arbustive, seppure con maggior difficoltà, sono stati ottenuti ibridi fra i due gruppi, principalmente alla ricerca di fiori grandi come quelli delle Moutan ma con le tonalità gialle o mattone che non erano presenti.

Ibridi di peonie arbustive 

ibridi di peonie arbustive
‘Golden bowl’, ibrido di peonia arbustiva. Foto ©Giovanni Buffa

Gli ibridi arbustivi, ottenuti incrociando varietà appartenenti al gruppo della P. suffruticosa con specie o addirittura ibridi riconducibili al gruppo della P. delavayi, presentano fiori più piccoli, portati su steli a volte incurvati sotto il loro peso. Oltre al bocciolo principale ne sono spesso presenti altri secondari che estendono il periodo di fioritura, e questa è sempre più tardiva rispetto alle Moutan; gli “Ibridi di lutea”, come vengono comunemente chiamati (anche se sarebbe più corretto indicarli come “Ibridi di Delavayi”), sono generalmente più vigorosi e di accrescimento più rapido rispetto alle varietà classiche, ascrivibili al gruppo della P. suffruticosa o Moutan.

I primi ibridi di Toichi Itoh 

Per complicare un po’ la questione erbacee o arbustive, da alcuni anni sono in commercio degli ibridi fra i due gruppi. Molti ibridatori avevano tentato di incrociare erbacee e arbustive, in primo luogo per ottenere peonie erbacee a fiore giallo carico, colore che mancava completamente, ma nessuno era riuscito ad ottenere nulla. Addirittura si riteneva che l’incrocio fra questi due tipi di pianta, completamente diversi anche se appartenenti allo stesso genere, fosse impossibile.

La realizzazione di un sogno

peonie arbustive ibridi
Ibrido di peonia intersezionale ‘Copper kettle’. Foto ©Giovanni Buffa

Questo “incrocio impossibile”, che rappresenta il passo più recente nella millenaria storia dell’ibridazione delle peonie, venne raggiunto alla fine degli anni Quaranta dal giapponese Toichi Itoh, che riuscì a incrociare una varietà di P. lactiflora – e quindi erbacea – la ‘Kakoden’, usata come porta-seme, con un ibrido di lutea– e quindi arbustivo – usato come impollinatore. Sembra che per ottenere i trentasei semi, da cui nacquero i primi “Ibridi di Itoh”, il signor Toichi avesse effettuato circa 20.000 impollinazioni, provando a incrociare praticamente tutte le piante che aveva a disposizione. Solo una decina delle piantine derivate da questi semi mostrò di avere caratteristiche di entrambi i genitori. Tutto questo impegno non fu adeguatamente ricompensato, perché lo sfortunato Itoh non vide mai il risultato dei suoi sforzi. Le piantine infatti fiorirono alcuni anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1954.

L’eredità di Itoh e gli ibridi intersezionali 

‘Morning lilac’, ibrido interzionale (ibrido di Itoh). Foto ©Giovanni Buffa

Louis Smirnow, un vivaista americano, riuscì negli anni Sessanta a farsi dare dalla vedova di Itoh alcune di queste piante e ne iniziò la moltiplicazione e la diffusione. Quattro di questi ibridi: ‘Yellow Crown’, ‘Yellow Dream’, ‘Yellow Emperor’ e ‘Yellow Heaven’ sono tuttora in commercio, le altre sono purtroppo andate perse. Queste sono le prime piante di peonia che uniscono un comportamento erbaceo con un fiore giallo carico simile a quello delle arbustive. Sono piante presentano quindi caratteri intermedi fra i due genitori: disseccamento in autunno della parte aerea, come le peonie erbacee, ma fusti ramificati e aspetto delle foglie, dei fiori e dell’apparato radicale simile alle arbustive.

Peonia arbistiva Garden treasure Itoh
‘Garden treasure’, Hollingsworth 1984-Ibrido intersezionale. Foto ©Giovanni Buffa

Una volta aperta la strada, molti appassionati e ibridatori – fra cui è doveroso ricordare Roger Anderson e Don Hollingswort – riuscirono a ottenere nuove peonie che vennero chiamate “Ibridi Intersezionali” o “Ibridi di Itoh”, in omaggio al loro primo creatore. Oggi disponiamo di una cinquantina di queste varietà, parecchie delle quali non ancora in commercio, quasi tutte create negli Stati Uniti.

Note botaniche sulle peonie Itoh

Gli Ibridi Intersezionali sono piante molto vigorose e resistenti alle malattie sia fogliari sia radicali. Il loro accrescimento è molto rapido e già in due stagioni si possono avere piante ben sviluppate. Hanno un bellissimo fogliame, lucido come molte erbacee ma frastagliato come le arbustive, che rimane verde molto più a lungo di qualsiasi peonia. La loro fioritura è particolarmente lunga, estesa dai numerosi boccioli secondari che si aprono successivamente a quello principale. Complessivamente hanno un ampio “ventaglio di precocità”: i primi ibridi intersezionali fioriscono verso fine aprile, mentre quelli più tardivi sono ancora fioriti all’inizio di giugno. La coltivazione di questo tipo di piante è praticamente identica a quella delle peonie erbacee, ma bisogna porre particolare attenzione a piantarle nel modo corretto e alla giusta profondità. La maggior parte delle gemme sono sulla corona, come in tutte le peonie erbacee. Queste gemme, che sono spesso di piccole dimensioni, vanno sempre interrate sotto tre-quattro centimetri di terra e non di più. Spesso però formano gemme anche sui corti fusti legnosi che producono. In questo caso sarà preferibile piantarle obliquamente, in modo da interrare completamente le gemme formatesi sul fusto, ma senza mettere troppo in profondità le piccole gemme presenti sulla corona.

Anche il taglio autunnale di pulizia è un po’ diverso da quello che si effettua sulle peonie erbacee; invece di tagliare tutti i fusti alla base, è preferibile lasciare una corta porzione di fusto lignificata e tagliare sopra alle gemme più basse: da queste, sovente, si svilupperanno nuovi rami la primavera successiva.

Ovviamente fra arbustive, erbacee e intersezionali ci sono molte altre differenze, ma le più importanti per un giardiniere forse riguardano la loro collocazione.

Le peonie in giardino 

Dare delle indicazioni univoche sull’utilizzo delle peonie nei giardini non è facile. Sono piante estremamente adattabili che, per la bellezza dei loro fiori, per il loro profumo o per l’eleganza del portamento, ogni giardiniere può coltivare e ambientare secondo la sua sensibilità e il suo senso estetico. Le peonie sono piante che fioriscono una sola volta all’anno, brevemente e intensamente, e che quindi segnano il susseguirsi delle stagioni. Chi le ama attende tutto l’anno il fugace periodo di splendore della loro fioritura e spesso, con il passare del tempo e l’aumentare della passione, questa attesa diventa piacevole quasi quanto l’evento stesso. Sono anche piante molto longeve ma, soprattutto le arbustive, di accrescimento lento, poco adatte quindi al “pronto effetto”.

Tanto le erbacee che le arbustive amano il sole, tuttavia un’ombreggiatura parziale nelle ore più calde della giornata può contribuire ad aumentare la durata dei fiori. Generalmente possiamo affermare che le arbustive sono più adatte a condizioni di mezzo sole, mentre le erbacee a quelle di sole pieno.

Le peonie arbustive 

Le arbustive sono piante molto eleganti e decorative anche quando non sono in fiore.  Spesso il fogliame e i giovani rami hanno sfumature rosse o glauche che le rendono particolarmente adatte a essere accostate a piante a foglia azzurra o grigia, come lavande o santoline. Sono piante consigliabili per formare il primo piano davanti ad alberi o arbusti di taglia alta. In. alternativa si possono piantare in secondo piano, come esemplari isolati, oppure a gruppi fra cespugli di taglia bassa e compatta. Possono anche essere utili, in virtù del loro aspetto leggero e aereo, per attenuare il rigore di un giardino troppo formale.  Nel porle a dimora, sarà comunque necessario fare attenzione a lasciare loro abbondante spazio perché si possano sviluppare.

Le peonie erbacee 

Le erbacee sono piante che formano cespi più bassi e compatti. Però, pur mantenendo il fogliame fino all’autunno inoltrato, sono meno interessanti una volta sfiorite. Normalmente si consigliano nel bordo misto, accostate a piante dalla fioritura più tardiva o più precoce. Personalmente amo molto ambientarle con altre erbacee perenni a sviluppo verticale, come lupini e digitali, o con piante a foglie nastriformi come Iris sibirica o Hemerocallis, in modo da formare grandi macchie o bordure. Si possono ben utilizzare anche per mascherare il piede di rampicanti che tendono a spogliarsi in basso, purché piantate a una certa distanza da essi. In molti giardini le peonie erbacee si trovano accostate validamente alle rose antiche oppure alle iris, con le quali condividono il periodo di fioritura.

Peonie nell’orto e nei giardini rocciosi

Tradizionalmente le erbacee erano coltivate negli orti, che grazie alla loro esposizione e fertilità, sono ottimali per la loro crescita. Inoltre, questa collocazione permette la raccolta dei fiori senza timore di rovinare il giardino. Nei giardini rocciosi possono essere vantaggiosamente impiegate le specie botaniche erbacee di piccola taglia come ad esempio la P. tenuifolia dal bel fogliame finemente diviso, la P. mollis che non ama stare troppo al sole in estate, la P. mlokosewitschii dal fiore giallo pallido o la stessa P. officinalis, che troviamo allo stato spontaneo sui monti di molti Paesi mediterranei.

Coltivare le peonie in vaso

Le peonie non sono fra le specie più adatte a essere coltivate in vaso. Hanno un apparato radicale piuttosto voluminoso e tendono a riempire con esso tutto lo spazio disponibile nel contenitore. Per questa ragione, soprattutto le peonie erbacee, dopo alcuni anni in vaso smettono di fiorire. A questo punto bisognerà svasarle, dividerle e ripiantarle, cambiando completamente la terra.

Radici di peonia erbacea. Foto ©Giovanni Buffa

Volendo proprio tenere le peonie in vaso, consiglio di scegliere le varietà arbustive. Sono più indicate perché ad accrescimento più lento e hanno radici un po’ meno voluminose. Per i recipienti si potrà fare una miscela così composta:
– 45% di terra da orto o da giardino fertile e un po’ argillosa
– 40% di terriccio universale neutro
– 10%di sabbia e
– 5%di humus di lombrico

Sul fondo può essere utile porre uno spessore di cinque centimetri circa di argilla espansa o ghiaia grossa. Consiglio anche di non utilizzare mai il sottovaso.

Giovanni Buffa

www.vivaiobuffa.com

©Villegiardini. Riproduzione riservata

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