Anemone, il fiore del vento

fiore di anemone

Il genere Anemone è molto ampio con specie che fioriscono in stagioni diverse, presenti in una vasta gamma di habitat, dai boschi ai prati aperti: si potrebbe quasi affermare, con un’iperbole, che si potrebbe avere un giardino di soli anemoni. A seconda delle specie l’anemone si può coltivare in giardino o in vaso, oppure nell’orto come fiore da recidere.
Il genere Anemone è originario delle regioni temperate, principalmente dell’emisfero settentrionale, raramente di quello meridionale e comprende circa 120 specie erbacee, perenni, con radici rizomatose, tuberose, quasi tutte rustiche. Negli ultimi anni, sulla base di nuove ricerche, Anemone è stato oggetto di riclassificazione da parte dei botanici, che hanno mutato il nome di alcune specie, spostandole sotto altri generi, ma lasciando il nome precedente come sinonimo. In questo articolo l’Anemone e le sue specie sono indicate secondo la nomenclatura più seguita dalla tradizione giardinistica.
Le specie si dividono generalmente in tre gruppi, con esigenze colturali diverse, in relazione al periodo di fioritura: fine inverno / primavera, primavera / inizio estate, fine estate / autunno.

Il fiore

I fiori dell’anemone sono generalmente solitari oppure riuniti in gruppetti di circa 15 – 20consistono in cerchi singoli, o a volte doppi, di tepali (che risultano dall’unione di un sepalo – la piccola foglia che circonda il fiore – e di un petalo), a coppa, la cui colorazione varia dal bianco puro al viola intenso al blu, e caratterizzati da un nucleo centrale di stami filiformi ma ben evidenti, solitamente dorati, in rari casi colorati, nelle specie botaniche. L’effetto complessivo della loro corolla può variare da una forma simile a una margherita a una più simile a un papavero.

Anche i boccioli dei fiori possono essere sorprendenti: alcuni sono lucidi, altri traslucidi oppure simili a perle.

bocciolo di anemone
Boccioli chiusi di Anemone japonica – Foto di Peter Stenzel (Flickr CC BY-ND 2.0)

Botanicamente Anemone, il cui nome fu attribuito da Linneo (il padre della classificazione scientifica degli organismi viventi), appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae. Nei paesi di lingua anglosassone è noto come windflower (fiore del vento) poiché, tipicamente, i suoi fiori ondeggiano nella brezza.

Etimologia

Il nome Anemone fu usato per la prima volta da Teofrasto, il filosofo e botanico greco (371 a.C – 287 a.C.) che successe ad Aristotele nella direzione della Scuola peripatetica, e deriva dal greco ánemos (άνεμος), vento.

Anche Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia (libro XXI, paragrafo CLXV) racconta che l’etimologia del nome sia da attribuire al vento “flos numquam se aperit, nisi vento spirante: unde et nomen accepere” – il fiore si apre solo quando soffia il vento, e da questa peculiarità la pianta ha preso il nome.
Plinio racconta altri dettagli sull’uso medico dell’anemone (libro XXI, paragrafo CLXVI) in epoca preimperiale romana: “Magi occultum quiddam iis tribuere, quae primum aspiciatur eo anno tolli iubentes dicique colligi eam tertianis et quartanis remedio, postea adligari florem panno russeo et in umbra adservari, ita, cum opus sit, adalligari.” I Magi, a dire la verità, hanno attribuito agli anemoni un grande potere, e raccomandano di cogliere la prima pianta che compare nell’anno, dicendo che la si coglie come rimedio contro la febbre terzana e quartana; poi di avvolgere il fiore in un pezzo di stoffa rossa e conservarlo all’ombra , per legarselo in tal modo al collo, a mo’ d’amuleto, quando ve ne sia bisogno.

Storia e tradizione

Una leggenda greca, le cui prime tracce si trovano nella Biblioteca dello pseudo-Apollodoro, fa risalire la nascita dell’anemone al mito di Adone, di cui Afrodite (la dea Venere per i Romani) e Persefone (Proserpina) si invaghirono. Per risolvere la controversia tra le due divinità, Zeus divise l’anno in tre parti, stabilendo che Adone avrebbe trascorso in solitudine il primo quadrimestre dell’anno, con Persefone il secondo e con Afrodite il terzo. Quest’ultima, tuttavia, convinse Adone a trascorrere con lei anche il primo quadrimestre.
Appena Persefone lo venne a sapere si adirò e subito ne informò Ares (Marte), che di Afrodite era un amante geloso e non esattamente un pacifista: era il dio della guerra violenta. Questi si trasformò in cinghiale e uccise Adone; Afrodite, addolorata (si narra che disse “vivrai per sempre, Adone, e il ricordo del mio lutto e l’immagine della tua morte, rinnovandosi ogni anno, saranno l’espressione del mio dolore”), versò una sostanza non conosciuta sulle gocce di sangue di Adone, dalle quali nacque un fiore, fugace perché i venti ne soffiarono via i petali e  che ogni anno rinasceva ricordandole il suo dolore.

Anemone
Cornelis Pietersz Holsteijn: Venere in lutto per la morte di Adone

Un’altra leggenda di tradizione cristiana racconta che l’anemone sia nato dalle gocce di sangue del corpo di Gesù ai piedi della croce, legando questo fiore alla speranza che nasce subito dopo la tristezza.

Quando regalato, l’anemone può significare l’anticipazione e l’amore incorruttibile, la buona fortuna e la protezione contro il male, per altri simbolizza l’ingresso in una nuova fase della vita.

Le specie di anemone più diffuse a fioritura invernale / primaverile

Sono piante che si trovano facilmente nei boschi di leccio, faggio e quercia e nei prati alpini, luoghi freschi e ombrosi. Trattandosi di specie da sottobosco prediligono un’esposizione a mezz’ombra, in terreno umido ma ben drenato, ricco di humus. I rizomi devono essere messi a dimora in autunno.

Anemone apennina L.

È una pianta erbacea perenne, rizomatosa, spontanea nei prati nell’Europa meridionale; ha piccoli fiori di 3 cm circa bianchi o azzurri in marzo – maggio. È una specie protetta in Abruzzo e Molise. il nuovo nome è Anemonoides apennina (L.) Holub.).

Anemone blanda Schott & Kotschy 

Originaria della Grecia e dell’Asia Minore, A. blanda è alta circa 15 – 20 cm, ha fiori a stella, di solito azzurri nella specie, ma nelle varietà di origine orticola le colorazioni possono essere bianco, tonalità di rosa e lilla. Degne di nota sono le cultivar  ‘Atrocaerulea’ e ‘Blue Shades’ di colore azzurro scuro, ‘Ingramii’ blu intenso, ‘Rosea’ rosa, ‘Radar’ color magenta e con il centro bianco e, infine, ‘White Splendour’ bianco. I bulbi sono spesso venduti in mix di colore con una predominanza dei toni blu e viola. Il suo nuovo nome è Anemonoides blanda (Schott & Kotschy) Holub)

Anemone blanda

Anemone nemorosa L. 

E’ una pianta rizomatosa che è originaria delle zone a clima freddo o temperato-freddo dell’Europa, dell’Asia e del Nordamerica. In Italia è naturalizzata nei boschi di latifoglie, dove trova in terreni freschi e posizioni in mezz’ombra, durante la fioritura, e ombra quando entra in riposo, poichè in quel periodo gli alberi sono ricoperti di foglie. Quando è fiorita A. nemorosa è alta circa 15 – 20 cm, ha candidi fiorellini solitari, eretti su uno stelo sottile, talvolta soffusi di delicate tonalità rosa pallido; dopo la fioritura appaiono le foglie, finemente dentellate, quasi un pizzo. È noto per formare grandi raggruppamenti che rallegrano i boschi di latifoglie (alberi a foglia decidua) a inizio primavera. Sono disponibili numerose cultivar con fiori di colore diverso rispetto alla specie tipica (rosa, blu, lavanda, lilla) e spesso di dimensioni maggiori. il nuovo nome è Anemonoides nemorosa (L.) Holub.
In Lombardia è una specie protetta.

anemone nemorosa
Foto Enzio Harpaintner (Flick CC BY-NC-ND 2.0)

Le specie di anemone più diffuse a fioritura primaverile / estiva

Anemone coronaria L. 

Noto anche come anemone dei fiorai, proviene dalle aree mediterranee e dall’Asia orientale. È una specie rizomatosa con fiori semplici tipicamente bianchi, con sfumature in rosso e azzurro; le varietà commerciali, invece, hanno una gamma di colori molto ampia, dal blu violetto al celeste al rosso purpureo, senza dimenticare le tonalità di rosa.

Il giallo è l’unico colore escluso. Gli stami sono di colore giallo o anche scurissimi, dal blu al nero. Le foglie sono palmato – lobate (a 3 – 5 lobi), profondamente incise, riunite in gruppi di 3 foglioline.
È una pianta coltivata in giardino, dove può formare grandi macchie oppure mescolarsi alle altre erbacee che fioriscono contemporaneamente, oppure  nell’orto,  preferibile, per poterne recidere i fiori. Il fiore di questo anemone è stato  di moda nell’800 quando si iniziarono a ottenere le varietà a fiore doppio, più grandi e con colori vivaci  (molti delle quali non più disponibili) ed è tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni, in seguito alle nuove ibridazioni che hanno dato vita a fiori con colori incantevoli e tonalità delicate. Sono meravigliosi i bouquet di soli anemoni soprattutto in vaie sfumature di bianco/avorio indicati per le spose oppure in nuance o in contrasto, oppure le composizioni che li mescolano ad altri fiori di stagione, quali tulipani, ranuncoli, ellebori, Leucojum. Gli ultimi ibridi sono disponibili solo dai fioristi, tuttavia esistono in commercio, anche per i non professionisti, rizomi di due gruppi di A. coronaria ancora molto popolari, che si prestano bene come fiore reciso: 

  • Gruppo St. Brigid a fiore doppio o semidoppio, azzurro, scarlatto, rosa, violetto e bianco, con uno stelo circa 30 cm;
anemone coronaria Gruppo St. Brigid
Fiore di Anemone coronaria Gruppo St. Brigid: si notano gli stami scuri in contrasto con il colore dei tepali e la corolla doppia
  • Gruppo De Caen dai fiori semplici, di aspetto più delicato, dal viola al bianco, passando attraverso l’azzurro e le varie sfumature di rosa.
anemone coronaria gruppo de Caen
Fiore di A. coronaria Gruppo De Caen – Foto Ray (Flickr CC BY 2.0)

Messa a dimora di A. coronaria

La messa a dimora dei rizomi (o zampe) di A. coronaria, generalmente a gruppetti, si effettua in settembre/ottobre o alla fine dell’inverno a 3-5 cm di profondità, in terreno soffice e con esposizione al sole o mezz’ombra, avendo cura di proteggere il terreno dai geli invernali con foglie secche o altro tipo di pacciamatura.

Coltivazione e cure successive

Gli A. coronaria fioriscono in aprile e gradualmente nuovi fiori si possono aprire fino a giugno; al termine della fioritura le foglie devono essere lasciate perché devono compiere la fotosintesti per dare nuova energia ai rizomi, quando saranno secche i rizomi potranno essere rimossi, lasciati asciugare e riposti in un locale fresco, asciutto e bui, in un sacchetto di carta, fino a quando verranno nuovamente messi a dimora.

Moltiplicazione

I rizomi possono essere moltiplicati tramite propagazione, in altre parole dividendoli, oppure attraverso la semina primaverile (in questo caso i fiori non devono essere raccolti ma lasciati fino a quando non matureranno i semi, poi lo stelo potrà essere reciso).

I fiori recisi di A. coronaria

I fiori si raccolgono la mattina presto quando sono ancora chiusi, devono essere messi in un secchio con acqua bollente per una manciata di secondi (per eliminare il lattice) e poi in un vaso, soli o con altri fiori, con acqua fresca. Avendo cura di tenerli lontano dal sole diretto e di cambiare l’acqua tutti i giorni (deve sempre essere limpida), i fiori possono durare a lungo. I fiori recisi sono disponibili dai fiorai da novembre a giugno.

Anemone ranunculoides L.

È una specie rizomatosa di origine europea con piccoli fiori gialli, simili a quelli del ranuncolo, in gruppi di 2-3, che spesso appaiono accanto a quelli di A. nemorosa. È protetta, allo stato spontaneo, in Lombardia e Molise. La nuova denominazione è (Anemonoides ranunculoides (L.) Holub

anemone ranunculoides

Le specie di anemone a fioritura tardo estiva / autunnale

Gli anemoni a fioritura estiva / autunnale sono comunemente noti come anemoni giapponesi, ma in botanica appartengono a specie diverse:

Anemone japonica Thunb.

Sull’identificazione di questi anemoni molto ancora si dibatte, ne esiste, infatti, una quantità di sinonimi: Anemone hupehensis (Lemoine) Lemoine, Anemone hupehensis var. japonica (Thunb.) Bowles & Stearn, Anemone japonica var. hupehensis Lemoine, Anemone scabiosa H.Lév.& Vaniot.

Gli Anemone japonica sono piante perenni e pollonanti dai fiori semplici, in gruppi di circa 15, generalmente bianchi o rosa, larghi circa 6 cm, e formati da 5 – 6 tepali, portati su steli ramificati; la loro altezza è compresa tra 60 e 90 cm. Hanno foglie basali tripalmate (con tre lobi divergenti e allargati) verde scuro, grandi circa 15 cm e foglie caulinari (distribuite lungo lo stelo) dentate, più piccole, ricoperte da peluria (pubescenti) nella pagina inferiore.
Le loro cultivar (cultivated variety =varietà coltivate) possono avere fiori semidoppi (con 10 / 20 tepali) e raggiungere un’altezza di circa 120 cm.

anemone japonica
Fiore di Anemone japonica

Anemone x hybrida Paxton

Si tratta di ibridi ottenuta da incroci tra A. japonica e altri di importanza minore. Sempre piante perenni erette e pollonanti (che si propagano orizzontalmente), con fiori semplici, semidoppi, doppi e nelle nuove varietà anche stradoppi, da bianco a rosa scuro, larghi fino a 9 cm, con 6 / 15 tepali, riuniti in gruppi di circa 20 fiori; la loro altezza può raggiungere i 150 cm. La loro fioritura è leggermente più tardiva di quella di A. japonica.
Mischiando sapientemente le due specie e le loro cultivar si può ottenere un gruppo fiorito per un tempo decisamente lungo.

anemone x hybrida
Fiore di Anemone x hybrida con corolla doppia – Foto Cob Lands (Flickr CC BY-SA 2.0)

La scoperta in Cina

Le piante di anemone a fioritura tardiva hanno avuto origine in Cina e si sono naturalizzate nei secoli scorsi in GiapponeIl loro arrivo in Europa, da Shangai a Londra, nel 1844, nel giardino della RHS (Royal Horticultural Society), si deve al famoso cacciatore di piante scozzese Robert Fortune, lo stesso che, tra l’altro, introdusse la pianta del tè in India sempre dalla Cina, e pose fine al monopolio cinese sul tè. La loro prima denominazione e descrizione completa nel suo ‘Flora Japonica’ del 1784, invece, fu opera dello svedese Carl Peter Thunberg, che ne aveva raccolto campioni e li aveva fatti essiccare durante il suo incarico come medico per la Compagnia delle Indie Orientali Olandesi.

Perché meritano un posto in giardino

La varietà di colori dei fiori e forme, oltre al periodo di fioritura prolungato, rendono l’anemone giapponese una delle piante protagoniste del giardino di fine estate, quando molte piante da fiore stanno scomparendo. Si notano appena durante la primavera e nei mesi estivi, quando lentamente, da una massa di foglie, iniziano a erigersi i boccioli tondeggianti e a gruppi sulla cima di steli che divengono sempre più alti. In tarda estate e in autunno regalano uno spettacolo quasi senza pari con lampi di fiori bianchi e rosa, in varie tonalità, alcune delle quali si avvicinano al magenta. Si sono guadagnati la scena anche per il loro danzare alle prime brezze autunnali e brillare non appena la luce dell’alba o del tramonto li colpisce.

anemone japonica

I nomi comuni

Il nome comune in lingua cinese, mandarino per la precisione, è da 打破碗花花 che in italiano si potrebbe leggere Po wan hua hua, mentre 貴船菊 Kibune-giku, 秋明菊 Syumei-giku e 秋牡丹 Syuu-botan  sono quelli giapponesi.
In seguito a recenti lavori filogenetici sul genere Anemone, gli anemoni a fioritura estiva / autunnale sono stati riclassificati in Eriocapitella dal botanico giapponese Takenoshin Nakai, sebbene, come spesso accade, occorreranno decenni prima che i produttori e gli appassionati adottino questa nomenclatura.

Le varietà più comuni di anemone a fioritura autunnale

A. j. ‘Bressingham Glow’ – fiori doppi rosa scuro

A. j. ‘Hadspen Abundance’ – fiori semplici rosso violacei

A. j. ‘Little Princess’® – fiori semplici rosa chiaro, di piccola taglia

A. j. ‘Pink Saucer’ – fiori semidoppi rosa sfumato

A. j. ‘Praecox’  – fiori semplici rosa

A. j. ‘Rotkäppchen’ – fiori semidoppi rosa scuro / rosso, di piccola taglia

A. j. ‘Superba’ – fiori semidoppi rosa lavanda

A. j. ‘Pamina’ – fiori doppi rosa porpora

A. j. ‘Prinz Heinrich’ – fiori semidoppi e doppi rosa intenso

A. j. ‘Splendens’ – fiori semidoppi rosa porpora

A. x hybrida ‘Andrea Atkinson’ – fiori semplici bianchi

A. x hybrida ‘Coupe d’Argent’ – fiori semidoppi rosa chiaro

A. x hybrida ‘Crispa’ – fiori semplici rosa puro e fogliame arricciato

A. x hybrida ‘Dreaming Swan’® – fiori semidoppi bianchi con pagina inferiore del petalo screziata blu lilla

A. x hybrida ‘Elegans’ – fiori a coppa semidoppi rosa chiaro

A. x hybrida ‘Elfin Swan’® – fiori semplici bianchi con pagina inferiore del petalo screziata blu lilla

A. x hybrida ‘Fantasy Cinderella’ – fiori semplici rosa, di piccola taglia

A. x hybrida ‘Fantasy Pocahontas’  -fiori semidoppi rosa, di piccola taglia

A. x hybrida ‘Honorine Jobert’ – fiori semplici bianchi

A. x hybrida ‘Königin Charlotte’ – fiori semidoppi rosa chiaro

A. x hybrida ‘Lorelei’ – fiore semidoppio rosa con tepalo leggermente arricciato

A. x hybrida ‘Max Vogel’ – fiori semidoppi rosa

A. x hybrida ‘Montrose’ – fiori doppi rosa chiaro

A. x hybrida ‘Richard Ahrens’ – fiori semplici rosa chiaro

A. x hybrida ‘Rosenschale’ – fiori semplici rosa intenso

A. x hybrida ‘September Charm’ – fiori semplici rosa chiaro

A. x hybrida ‘Serenade’ – fiori semidoppi rosa

A. x hybrida ‘Whirlwind’ – fiori semidoppi bianchi

A. x hybrida ‘Wild Swan’® – fiori semplici bianchi con pagina inferiore del petalo screziata blu intenso 

Coltivazione delle specie di anemone a fioritura tardo estiva / autunnale

Terreno

Piante di facile coltivazione, gli anemoni giapponesi e i loro ibridi e cultivar richiedono terreno subacido (pH intorno a 7), ricco di humus e ben drenato (mal sopportano eccessi di umidità) e un’esposizione al sole o mezz’ombra, soprattutto nelle regione più calde e a fortemente soleggiate in estate. Si preferisce pacciamare con foglie, corteccia o paglia per evitare la crescita di erbacce in primavera e per proteggere le giovani piante dalle gelate tardive.

Consigli per la messa a dimora

Si consiglia la messa a dimora (in piena terra o in vaso) delle nuove piante nel mese di ottobre, quando il terreno è ancora tiepido ma è passato il grande caldo: in questo modo le piante riescono a emettere nuove radici e ad ancorarsi prima dei rigori invernali. Qualora il terreno del giardino sia molto pesante o sia in montagna è meglio posticipare la piantagione a marzo.
In linea di massima, è preferibile mettere a dimora piante piccole per facilitarne la ripresa. Prima della piantagione assicurarsi che la zolla sia ben bagnata, ma non eccessivamente, posizionare quindi la pianta a dimora, in una buca poco più larga del diametro del vaso e poco più profonda, mettendo sul fondo buon terriccio da giardino mescolato a terra, e con lo stesso mix, a cui si può aggiungere poco compost ben maturo, si chiude la buca di impianto e si preme leggermente, facendo sì che il colletto (la zona di passaggio fra il fusto e la radice) sia a livello del terreno. Questi piccoli accorgimenti favoriranno l’uscita delle radici dalla zolla verso il terreno e doteranno la pianta di una riserva di sostanza organica, facendo sì che l’anemone giapponese si affranchi e fiorisca copiosamente.

Che cosa fare quando l’Anemone è sfiorito

Una volta terminata la fioritura, le foglie non vanno tagliate poiché raccolgono la luce del sole  (fotosintesi) per fornire le sostanze nutritive necessarie per la fioritura dell’anno successivo; con i primi freddi ingialliranno e seccheranno: a quel punto l’anemone andrà a riposo. Le nuove tendenze del giardino prevedono di lasciare lo scheletro della pianta con i suoi capolini di semi a vista, per apprezzarne la bellezza nel corso della stagioni.

Riproduzione degli anemoni giapponesi

Il metodo di propagazione classico è la talea di radice o la divisione dei rizomi in primavera.È anche possibile una semina in primavera (se non si tratta di cultivar), lasciando i semi indisturbati a lungo (a volte anche per anni); le giovani plantule potranno essere ripicchettate quando sarà possibile farlo senza danno.

semi anemone japonica

Malattie degli anemoni in generale

Generalmente gli anemoni sono piante sane, tuttavia in casi da considerarsi eccezionali possono essere colpiti da malattie o essere attaccati da piccoli insetti: le cause sono principalmente legate a coltivazione non corretta, terriccio inadeguato, oppure alla combinazione di temperatura e umidità.
Gli anemoni possono essere colpiti da virosi che deformano le foglie, provocano la screziatura dei petali dei fiori, e sono causa di uno sviluppo stentato della pianta. Le virosi si prevengono piantando rizomi sani e controllando la presenza di afidi e ragnetto rosso.
La ruggine provoca deformazioni e decolorazioni delle foglie, con punteggiature giallo scuro sulla loro pagina inferiore; a volte sono in grado di  annullare la fioritura. Esistono in commercio prodotti appositi contro la ruggine.
La peronospora (il fungo Peronospora anemones) provoca l’accartocciamento oppure lesioni nerastre delle foglie. Si controlla con gli appositi fungicidi o, a scopo preventivo, poltiglia bordolese.
Un eccesso di umidità può provocare l’oidio che si manifesta con una muffa bianca pulverulenta (polverosa) sulle foglie. Si controlla con gli appositi antiodici o con trattamenti a base di zolfo (da non applicare sui fiori aperti per non causare ustioni).

Parassiti

Tra i parassiti animali più pericolosi per le radici rientrano i nematodi. Le foglie, invece, sono attaccate dalle larve di alcune farfalle che rodono le foglie, i fusti e le gemme, dalle altiche, minuscoli insetti nerastri e lucidi noti anche come pulci di terra, che scavano buchi nelle foglie e dalle lumache: tutto si può prevenire e / o trattare con gli appositi insetticidi, anche biologici, e le esche per le lumache e limacce.

Tossicità

Gli anemoni sono debolmente tossici, a causa della presenza di protoanemonina, che irrita le mucose e  la pelle, ma che con l’essiccamento si trasforma in anemonina, innocua.

Elisabetta Pozzetti