A Saint-Jean-Cap-Ferrat il paesaggista Jean Mus ha trasformato un ripido pendio affacciato sul mare in un rigoglioso paradiso mediterraneo. Nel cuore della Costa Azzurra, incastonato in un paesaggio in continuo dialogo con il Mar Mediterraneo e l’orizzonte, Saint-Jean-Cap-Ferrat è una piccola penisola punteggiata da circa 500 ville esclusive con giardini raffinati.

Un dettaglio della scalinata tra olivi, Erigeron karvinskianus, Pittosporum tobira ‘Nanum’, Helichrysum stoechas e, in primo piano a destra, Chamaerops humilis. Foto di Philippe Perdereau.

Sin dai tempi della Belle Époque, infatti, quello era un borgo di pescatori ha attratto l’elite culturale, economica e aristocratica internazionale, non solo per il clima sempre mite e il fascino unico del luogo ma anche per il bien-vivre, lo stile di vita rilassato, tranquillo e discreto, lontano dai clamori delle località vicine. Anche le residenze beneficiano di questa atmosfera, idealmente scomparendo nel paesaggio e nella quiete, avvolte da giardini colmi di specie esotiche ormai acclimatate e mediterranee, pini d’Aleppo, l’albero simbolo del luogo, cipressi, olivi, lecci, e che incorniciano ampie vedute private sul mare.

Rocce affioranti intervallate da Trachelospermum jasminoides, Myrsine africana, Pistacia lentiscus, cisti e Teucrium fruticans. Foto di Philippe Perdereau.

In origine era immersa in un bosco di pini e arroccata su una delle scogliere di roccia calcarea di Saint-Jean-Cap-Ferrat una proprietà di circa 3.500 metri quadrati che il celebre paesaggista francese Jean Mus ha trasformato in un giardino atemporale, un’accogliente oasi privata di benessere, naturale estensione verso il paesaggio di una villa moderna progettata dagli architetti Francine e Pascal Goujon.

Chamaerops humilis. Foto di Philippe Perdereau.

Pur assecondando la natura del terreno, Mus ne ha addolcito la pendenza creando aree pianeggianti raccordate le une alle altre da sentieri o gradinate che conducono fino al mare; ha quindi contenuto la spinta della terra tramite muretti realizzati con le rocce estratte durante i lavori, per rimanere in armonia con i colori e le texture del sito. Non si è trattato solo di un’opera di sottrazione ma anche di aggiunta e valorizzazione: ogni terrazza, ogni radura, ogni sentiero è una scenografia differente con una sua individualità aperta a una diversa prospettiva.

Terrazza sotto alla piscina, tra pini d’Aleppo esistenti e altri messi appositamente a dimora. Foto di Philippe Perdereau.

La mano esperta che padroneggia il territorio ha anche salvaguardato la vegetazione autoctona, creando un paesaggio intorno a essa e ha raggiunto la perfetta armonia tra nuovo ed esistente. “La sfida è stata quella di trasformare i ripidi pendii per creare un giardino da percorrere a piedi”, racconta Jean Mus. “Un percorso iniziatico che abbandona gradualmente la civiltà mediterranea per scoprire un paesaggio naturale e selvaggio”.

Una vista della piscina con la cascata d’acqua e del giardino superiore. Sul muro di contenimento a sinistra, si notano Erigeron karvinskianus, Pittosporum tobira ‘Nanum’, Euphorbia dendroides, Teucrium fruticans e Arbutus unedo e giovani cipressi. In alto, pini d’Aleppo e olivi. Foto di Philippe Perdereau.

Gli spazi sono ben definiti, in relazione gli uni con gli altri anche in termini di equilibrio di volumi e forme, di geometria e di curve naturali, di piani orizzontali e verticali; le piante, adatte al clima, sono state scelte per lasciar emergere la spirito del luogo, senza ridondanze né banalità, mirando alla creazione di una composizione coesa e coerente. All’ingresso della proprietà dalla Corniche, in alto, si trova una prima grande area pianeggiante dove i pini, i cipressi e gli olivi regalano la giusta privacy e assecondano il viale di accesso insieme a qualche pianta che è ripetuta in macchie e in associazioni in tutto il giardino come un fil rouge: Pittosporum tobira, P. t. ‘Nanum’, Pistacia lentiscus e Myrtus communis ‘Tarentina’.

La passeggiata prosegue, passando accanto a un microboschetto di pini d’Aleppo, lungo un camminamento fiancheggiato da una siepe perimetrale mista con osmanto, viburno, corbezzolo e alloro fino a un secondo terrazzamento, tra rocce affioranti intervallate da Trachelospermum jasminoides, Myrsine africana, cisti e Teucrium fruticans. Chamaerops humilis ritmano il percorso e introducono un elemento di varietà.

Una vista del panorama che si gode dalla seconda terrazza. © Foto Atelier Jean Mus

Ai lati dei gradini, cuscini di Erigeron karvinskianus e di Helichrysum stoechas ingentiliscono il cammino, al termine del quale si trova un vecchio olivo. L’attenzione alla discesa non può tuttavia distogliere lo sguardo dall’incantevole vista del mare, che all’improvviso dopo la prima curva appare come un elemento di sorpresa, si svela progressivamente e lascia senza fiato. Lo sguardo si perde nella contemplazione del blu intenso che all’orizzonte si unisce all’azzurro del cielo.

Un particolare del rettangolo che separa le due piscine, con Erigeron karvinskianus e Pittosporum tobira ‘Nanum’ e il mare sullo sfondo. Foto di Philippe Perdereau.

Una volta raggiunta la seconda terrazza, l’atmosfera è rinfrescata e rallegrata dai giochi d’acqua di un piccolo lago racchiuso dalle medesime piante incontrate fino a ora, in un’alternanza di cromie di verdi, texture e fioriture. Sul lato opposto si trova la grande villa disposta su più piani e in più volumi, costeggiata da scalinate e pergolati che traboccano di piante dai profumi intensi (Mus è nato e cresciuto a Grasse, che i francesi definiscono la capitale mondiale del profumo).

Vista della terrazza con la piscina e la vasca d’acqua. Foto di Philippe Perdereau.

Gelsomini, glicini, rose, lavande, osmanti, pittospori, agrumi, Hedychium coronarium, sarcococche, mimose e altre diffondono la loro fragranza nell’arco delle stagioni. In realtà, l’intero giardino emana in sottofondo il profumo caratteristico e inconfondibile della macchia mediterranea. Un ulteriore salto di quota riserva una nuova sorpresa: una cascata d’acqua che alimenta una lunga piscina panoramica con bordo a sfioro.

Jean Mus
Uno scorcio del giardino che arriva al mare con Salvia rosmarinus, Euphorbia dendroides, Trachelospermum jasminoides, Pistacia lentiscus, cipressi, olivi e pini d’Aleppo. © Foto Atelier Jean Mus

Posta sull’ampia terrazza – solarium davanti al piano principale della villa, la piscina è lambita da un muro di contenimento da cui spuntano morbidamente pittospori nani ed Erigeron, davanti a cuscini di Euphorbia dendroides, macchie di Teucrium fruticans e lentisco e solo un rettangolo con Erigeron e Pittosporum tobira ‘Nanum’ la separa da un altro specchio d’acqua, meno profondo, disposto ortogonalmente e sempre con il bordo a sfioro.

Jean Mus
Una vista della casa e del panorama dal giardino. © Foto Atelier Jean Mus

Da questo luogo, dedicato al relax e alla convivialità, si può godere del paesaggio del giardino oppure lasciarsi incantare dallo spettacolo del mare, secondo una prospettiva inedita. Prima di giungere alla spiaggia rocciosa, si incontrano altri terrazzamenti e radure, la prima delle quali è situata sotto alla vasca parallela alla casa, che termina al piano inferiore, ed è un altro luogo di sosta circondato da un mix di piante esotiche e mediterranee, che poi lentamente si fondono con quelle autoctone, fino a lasciare loro il sopravvento. 

Jean Mus
Una vista della terrazza esterna alla casa con la pergola e le vasche d’acqua, nelle quali si rispecchia la vegetazione circostante. Foto di Philippe Perdereau.

Le inquadrature perfette delle viste, l’impeccabile ma al contempo estremamente fluida disposizione degli spazi, i giochi di luce e ombra, le piante, la loro distribuzione accurata, il loro ritmo e i profumi sono gli elementi che donano al giardino un ampio respiro e una sensazione di naturalezza, o, come dice Jean Mus “La nature au naturel”. jeanmus.fr

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