Ad Alassio, perla della riviera ligure, i Giardini di Villa della Pergola sono un gioiello incastonato lungo il fianco di un’altura che digrada verso il mare. Nei Giardini di Villa della Pergola l’effetto ottico è dei migliori: il mare è, ovunque si volga lo sguardo, una presenza costante, con la trama delle sue onde dalla spuma biancastra. Una sensazione che richiama un infinito oltre la siepe che non pretende si abbandoni il privilegio di stare in questo luogo.

Veduta di Villa della Pergola e della sua caratteristica cupola ricoperta in maioliche di Albisola, dalla passeggiata del Sole, un camminamento creato dagli inglesi.
Villa della Pergola è oggi parte di Relais & Châteaux e sede del Ristorante Nove, Stella Michelin. Foto Archivio Villa della Pergola. © Foto Matteo Carassale

Esteso su una superficie di oltre due ettari, il parco si articola intorno al villino, inizialmente denominato Casa Napier e costruito secondo i canoni e il gusto anglo-indiano, e alla successiva villa vera e propria, di gusto eclettico e più elegante, fatti costruire dal generale scozzese William Montagu Scott Mc Murdo a partire del 1876. Il parco fu ideato come una naturale estensione all’esterno delle ville, seguendo il pendio della montagna con vialetti, terrazzamenti e scalinate circondati dalla vegetazione mediterranea.

Erano quelli i tempi in cui Alassio iniziava a essere meta privilegiata dalla nobiltà e dall’alta borghesia inglese, che qui dimorava dall’autunno alla primavera inoltrata, lontano dal clima rigido e dalla severa corte della Regina Vittoria. Sulle colline e in città iniziarono a sorgere magnifiche ville circondate da ampi giardini, dove la ricca e colta comunità inglese trascorreva la winter season e godeva dell’incanto del paesaggio e del mare. Ai primi del 900 Villa della Pergola fu acquistata da Sir Walter Hamilton Dalrymple, baronetto e cugino di Virginia Woolf, che continuò l’opera di progettazione e arricchimento botanico del parco, definito nel 1908 “una delle meraviglie della Riviera … degno rivale dei Giardini della Mortola” nella guida storico-artistica di William Scott intitolata ‘The Riviera’.

Il parco iniziò ad assumere nei fondamenti l’attuale disegno dal 1922 quando Daniel Hanbury, secondogenito di Thomas, proprietario dei celeberrimi Giardini Hanbury sul promontorio della Mortola a Ventimiglia, ne divenne il proprietario. Furono introdotte collezioni di cactacee, Cycas ed eucalipti, principalmente, e altre specie esotiche di cui i giardini di Ventimiglia erano ricchi. Celebri erano le feste di primavera organizzate dalla vedova di Sir Daniel, Ruth, durante il periodo di fioritura dei glicini.

La scalinata che porta al Villino della Pergola ricoperta di esemplari di Wisteria floribunda ‘Royal Purple’. Foto Archivio Villa della Pergola. © Foto Matteo Carassale

Dopo un periodo di abbandono legato a vicende di successioni e vendite, era inevitabile che le ville e il parco, collocati in posizione dominante sul golfo, accendessero l’attenzione del settore edilizio. Salvato dalla speculazione da una cordata guidata da Silvia e Antonio Ricci, il complesso è stato sottoposto a recupero e restaurato; Villa e Villino sono stati sono stati riportati all’aspetto vittoriano e coloniale dall’architetto Ettore Mocchetti, mentre il parco è stato ripristinato e impreziosito ulteriormente dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone. Nel 2012, la riapertura al pubblico ha inaugurato una nuova stagione di splendori che continua fino a oggi.

Con i lavori di restauro, nei giardini, sull’ordito esistente di piante secolari, capaci di caratterizzare fortemente il luogo, sono state inserite una quantità di specie che hanno riportato in vita parti perse e arricchito di novità l’offerta del luogo. Tre sono le collezioni che caratterizzano i giardini: glicini, agapanti e agrumi. La prima, che con la copiosa fioritura rappresenta un appuntamento primaverile imperdibile, capace di creare un’atmosfera romantica unica, conta ben quaranta tra specie e varietà.

Pergola con esemplari di Wisteria floribunda ssp. multijuga (syn. W. f. ‘Macrobotrys’), i cui racemi vantano il record di lunghezza di 180 cm, raggiunti in Giappone. Ai Giardini di Villa della Pergola hanno raggiunto una lunghezza di 147 cm.
Foto Archivio Villa della Pergola. © Foto Matteo Carassale

Quella degli agapanti, già introdotti alla fine dell’800, la più estesa di cui si abbia notizia in Europa, vanta più di 500 cultivar (tutte certificate dalla SOI, la Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana) e migliaia di esemplari. Gli agrumi per il periodo di attrattiva assai più dilatato, grazie alla lunga permanenza sui rami dei frutti e alla contemporanea fioritura, sono la collezione che i visitatori possono ammirare più a lungo: cedri, limoni, aranci e altre rarità, ad alberello, oppure a spalliera lungo i muretti a secco che sostengono le varie gradinate alternano forme classiche a quelle insolite per forma e colore.

Giardini di Villa della Pergola
Veduta dei Giardini dal Ristorante Nove con le Bougainvillea in fiore e le grandi Phoenix canariensis. Foto Archivio Villa della Pergola. © Foto Dario Fusaro

Dalle collezioni, senza apparente interruzione, si entra in un luogo ombroso dove piante esotiche e dell’emisfero nord convivono formando una sorta di foresta primordiale fra palme, felci, grandi foglie di Farfugium, bambù come la ricercata Phyllostachys reticulata ‘Castilloni’ dagli inserti di colore verde, e, a un tratto, una distesa di Hydrangea arborescens ‘Annabelle’, poste all’ombra in una conca freschissima dove l’acqua non manca.

Giardini di Villa della Pergola
Una pergola ricoperta di esemplari di Wisteria floribunda ‘Longissima Alba’. Foto Archivio Villa della Pergola. © Foto A. Le Mure

È un luogo silenzioso e di autentico incanto, un percorso breve ma sufficiente a far estraniare il visitatore dal resto, da quanto visto e da quanto incontrato, un angolo che in ogni giardino non dovrebbe mai mancare, dedicato alla tranquillità e al dialogo con se stessi e con il paesaggio. La Villa si erge maestosa incorniciata dagli alti cipressi che le svettano accanto, isolati, in gruppi di due o più, affiancati o fusi insieme per un buon tratto della chioma. Nello skyline dei giardini che da qui si osserva per buona parte non possono mancare le linee pulite e geometricamente perfette delle palme, le loro foglie arcuate e i contrasti che si possono creare per forma e colore, affiancandone specie diverse.

E poi ancora pini marittimi, cedri del Libano, olivi e lecci, Jacaranda, araucarie, banani dai fiori che si aprono di notte, Dicksonia antarctica, Erythrostemon gilliesii, la rara Wollemia nobilis tanto che ogni latitudine del globo sembra essere rappresentata. Senza dimenticare le romantiche pergole di Rosa banksiae e di glicini, fioriti a primavera, che servono a collegare i diversi livelli del parco, ricoprendo scale e passaggi che divengono vere e proprie gallerie disegnate nel verde.

Infine l’acqua, elemento prezioso nei giardini di Villa della Pergola, a partire dalle fontane, che creano angoli di atmosfera rarefatta e romantica con statue colorate dal muschio o rivestite di Ficus pumila, alle vasche che ospitano fior di loto o ninfee, alle nicchie umide dove iris giallo oro contrastano con i grandi Echium fastuosum dalle infiorescenze profondamente strutturate, ma sempre informali, per il loro portamento imprevedibile, che dal verde virano al blu. Villa della Pergola fa parte del Network Grandi Giardini Italiani. giardinidivilladellapergola.com

Elisabetta Pozzetti e Alessandro Mesini

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