Acero giapponese, come sceglierlo e coltivarlo

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L’acero giapponese è una pianta caduca originaria del Giappone. Il suo nome scientifico è Acer Palmatum. Palmatum significa “a forma di mano”, dalla caratteristica forma delle foglie. Le foglie si dicono lobate, e il numero di lobi cambiare a seconda della specie e può avere dai cinque (come le dita di una mano) fino a nove lobi. Sono piante di dimensioni ridotte, l’altezza media è due/sei metri. Può raggiungere anche i dieci metri, ma, trattandosi di una pianta a crescita lenta, è più raro trovare esemplari di queste dimensioni. Lo sviluppo si concentra nei primi anni di vita, giunta a maturità la crescita rallenta. Ne esistono numerose varietà che si distinguono per dimensione, forma e dal colore del fogliame. E’ molto diffusa la sua variante bonsai, in cui i giapponesi sono veri maestri della coltivazione.

Sommario dell’articolo

Coltivare l’acero giapponese

L’acero giapponese è una pianta ornamentale che si adatta sia alla coltivazione a terra che a quella in vaso. Molto resistente, dunque la coltivazione a terra è molto semplice. Per fare crescere al meglio l’acero giapponese, l’ideale è piantarlo in un terreno a PH principalmente acido, indicato è mischiare della sabbia al terriccio.
L’acero giapponese si adatta facilmente ai diversi climi. Sopporta bene le gelate, anche se periodi prolungati di gelo potrebbero danneggiarne il manto. Quando la temperatura scende molto sotto lo zero e per periodi prolungati, è meglio, qualora l’acero giapponese fosse in vaso, portarlo in un ambiente più caldo, qualora fosse all’esterno, coprirle con un telo. 

Preferisce le mezze stagioni e ama la luce. Il modo in cui la riceve ne determina la crescita e il colore delle foglie. Troppa luce potrebbe danneggiarne le foglie, troppa poca luce non permette alle foglie di sviluppare tutte le colorazioni con le tonalità del rosso che caratterizzano alcune varietà di questa pianta nel periodo autunnale. Il punto migliore dove inserire il nostro acero giapponese è una zona che sia ombreggiata nelle ore più soleggiate e dove possa ricevere il sole nelle altre ore della giornata.

Le stagioni migliori in cui piantare l’acero giapponese sono l’autunno e l’inverno. Dopo aver piantato l’acero giapponese bisogna annaffiarlo abbondantemente. L’irrigazione dovrà essere costante nei primi mesi, il terreno non deve essere secco in superficie. Le annaffiature dovranno essere abbondanti per i primi due anni di vita della pianta. Successivamente, la quantità d’acqua dovrà essere regolata in base alla stagione. Nel periodo invernale sarà sufficiente l’acqua assorbita durante le piogge, così anche in autunno e primavera se in zone climatiche che caratterizzano queste stagioni con frequenti piogge. Durante il periodo estivo, solitamente più secco, si dovrà intervenire e bagnare la pianta ogni qual volta il terreno diverrà eccessivamente arido.

Il portamento dell’acero giapponese

L’acero giapponese è particolarmente apprezzato per il suo portamento elegante e per il colore del suo fogliame.
Il designer del giardino spesso sceglie questa pianta per i suoi progetti di garden design o per i balconi dei suoi clienti. Questa scelta è data dall’effetto suggestivo della pianta. I suoi colori autunnali catturano subito lo sguardo contrapponendosi al verde del manto erboso. L’acero giapponese è una pianta caduca, questo significa che perderà le foglie durante l’inverno, durante questa stagione le foglie dai colori brillanti formeranno un suggestivo tappetto di colori.
  
L’acero giapponese è costituito da un tronco non troppo grosso, dritto o annodato su sé stesso, il cui colore varia a seconda dell’età. Dall’estremità del tronco si apre una folta raggera di rami e ramoscelli da cui spunta una folta chioma a forma di cupola che tende a riversarsi verso il basso. I colori delle foglie cambiano a seconda della varietà. Possono essere di un verde brillante, e passare al rosso, arancio ramato durante il periodo autunnale. La bellezza di questa pianta è innegabile dal mese di ottobre fino a marzo.

Varietà di acero giapponese

Acer palmatum 

Suminagashi”, probabilmente è quello più conosciuto. Si tratta di una variante a crescita più veloce rispetto alle altre. Di dimensioni ridotte da giovani, la loro chioma si allarga con l’età. Il tronco è eretto e le foglie sono rosso porpora in primavera, diventano marroni in estate e poi rosso brillante in autunno. 

Acer shirasawanum

Detto “Autumn Moon”, è particolarmente apprezzato per il colore delle sue foglie che sono di un arancione intenso e brillante. Fiorisce in primavera e le sue foglie cambiano colore diventando rosso-arancio intenso della stagione autunnale.

Acer palmatum

Variante “Dissectum Atropurpureum”, dalle foglie ramificate e contorte che ricordano i ricami. In primavera sono di colore rosso intenso, si evolvono al verde e diventano viola in estate, e ancora cambiano in autunno diventando rosso arancio.

Acer palmatum 

Sango-kaku, caratterizzato dal colore della corteccia. Durante i periodi freddi la corteccia che ne riveste il è di un intenso color rosa. Il rosa è più intenso nei ramoscelli sottili. Le foglie invece sono di un verde brillante, solitamente a sette lobi e il contorno è rosa intenso. Il nome di questa pianta non a caso significa “torre di corallo”.

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L’acero giapponese in misura bonsai

La coltivazione in vaso dell’acero giapponese è una allettante sfida per i giardinieri meno e più esperti.
Per garantirgli una crescita costante è preferibile sistemare la pianta in una zona ombreggiata in cui riceva il sole, ma non in maniera diretta. L’irrigazione deve essere costante ma senza esagerare per evitare ristagni d’acqua che, nella coltivazione in vaso, porterebbero le radici della pianta a marcire. Utilizzare un vaso grande, in modo da permettere all’acero giapponese di crescere al meglio nei primi anni di vita. Considerata la sua crescita lenta, il primo rinvaso è consigliato dopo almeno due anni. La pianta dovrà essere piantata in un vaso ancora più grande e con del nuovo terriccio.

La coltivazione del bonsai giapponese richiede qualche accorgimento in più. Per far crescere un bonsai d’acero giapponese la prima cosa da fare è piantarlo all’interno di un vaso di dimensioni ridotte. Il primo rinvaso andrà fatto dopo due anni e alla fine del mese di febbraio per evitare che la potatura delle radici provochi traumi alla pianta. E’ importante potare adeguatamente le radici poiché la loro crescita è molto intensa. Esistono terricci appositi per la coltivazione del bonsai giapponese e un’utile espediente è quello di stendere sul fondo del vaso uno strato drenante che aiuta a tenere il terriccio umido tutto l’anno. Durante l’estate le foglie del piccolo bonsai fanno evaporare più acqua di quella che la pianta è in grado di assorbire. Questo può provocare l’ingiallimento dell’estremità delle foglie. Quindi, quando le temperature si alzano è bene aumentare le innaffiature e posizionare il bonsai giapponese in zone riparate.

Testo Jessica Loddo