Di padre in figlio: i Pistoletto in mostra a Biella

Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Ph: Pierluigi Di Pietro
Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Ph: Pierluigi Di Pietro © Tutti i diritti riservati

Alle radici del genio: una mostra inedita in tre tappe

Questa primavera Biella si apre al genio dei Pistoletto e no, il plurale non è un errore di battitura: Padre e Figlio (17 aprile – 13 ottobre 2019) è infatti il grande progetto espositivo che coinvolge il grande Michelangelo e il padre Ettore Olivero.

A cura del critico d’arte Alberto Fiz, l’inedita mostra si sviluppa in tre sedi: Palazzo Gromo Losa, Casa Zegna e Cittadellarte. Qui le vicende artistiche del genio performativo s’intrecciano con quelle del padre, noto pittore di paesaggi e nature morte che ha legato la sua sorte a quella di Ermenegildo Zegna.

Autoritratto attraverso mio padre, 1933–1973 © Tutti i diritti riservati
Autoritratto attraverso mio padre, 1933–1973 © Tutti i diritti riservati

Pistoletto: il linguaggio pubblico dell’arte in una dialettica privata

Il percorso espositivo è l’occasione – come evidenzia il titolo – per riflettere sull’arte come emblematico ponte tra generazioni e culture diverse: il dialogo tra i due Pistoletto si fa infatti paradigmatico e suggestivo, oltre che naturalmente archetipico.

Così tra dipinti, fotografie, quadri specchianti e installazioni, oltre cento opere raccontano le implicazioni di questa dialettica, che prende le mosse dal privato per trovare una dimensione pubblica. L’oggetto di indagine è naturalmente l’arte, a cui viene assegnato un ruolo sociale proprio a partire dalla riflessione sul passato:

“Lo specchio indica l’impos­sibilità di progredire se non considerando ciò che sta dietro di noi”.

D’altronde, il celebre artista aveva già posto le basi di un percorso con il padre nel 1973, quando la galleria Gian Enzo Sperone ospitò la mostra Ettore Pistoletto Olivero Michelangelo Pistoletto Padre e Figlio. È nato in quell’occasione l’aspetto rivoluzionario dei quadri specchianti, che facendo interagire l’immagine fotografica con ciò che avviene nello spazio circostante entrano in relazione con le nature morte di Ettore Olivero.

La rivoluzione era servita: i due universi della ricerca smettevano di contrapporsi e si specchiavano l’uno nell’altro.

“C’è un tempo che allontana e un tempo che avvicina. Mio padre è mancato ma è tornato nella mia arte. Le mie opere riprendono e RISPECCHIANO le opere dei miei genitori fatte per rispecchiare le mie ed esserne rispecchiate”.

Tre sedi espositive per un progetto unico e integrato

Il percorso prende il via da Palazzo Gromo Losa, in cui manifesto è proprio quel rispecchiamento tra i lavori di padre e figlio. Succede ad esempio per il Vaso specchiante, un dipinto di Ettore che si modifica in Autoritratto, la serigrafia su acciaio inox lucidato del figlio.

A guidare il percorso è un’installazione sonora di Michelangelo, che compita 31 aforismi dal titolo Autoritratto attraverso mio padre. Un’ora dedicata ai 31 giorni del mese di marzo 1977.

Il tavolo diviso, 1979 ph: archivio Pistoletto © Tutti i diritti riservati
Il tavolo diviso, 1979 ph: archivio Pistoletto © Tutti i diritti riservati

A Casa Zegna dominano invece dieci affreschi di Ettore su L’arte della lana, peculiari nella loro ambientazione rinascimentale. Qui la mostra si rende l’occasione per riflettere sul paesaggio biellese, reso evidente da 15 dipinti che illustrano la realizzazione della Panoramica Zegna, la grande opera sociale voluta da Ermenegildo Zegna.

Esposte in un allestimento particolarmente suggestivo, le tele sono poste accanto a immagini fotografiche dell’epoca di Rodolfo Mazzeranghi. Al centro della sala espositiva domina invece la nuova versione della grande installazione Metamorfosi realizzata da Michelangelo nel 1976, che serve a mettere in guardia lo spettatore da ogni forma di illusionismo.

Piano opere Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Ph: Eleonora Angius © Tutti i diritti riservati
Piano opere Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Ph: Eleonora Angius © Tutti i diritti riservati

La famiglia al centro

Infine, l’esposizione della sede di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto acutizza il concetto di famiglia e società partendo dalla ricostruzione della stanza Padre, figlio e creatività, realizzata nell’ottobre 1975 nello spazio della galleria Christian Stein.

Dialogando con le opere permanenti di Michelangelo, si vengono così a creare cortocircuiti spaziotemporali sul tema del passaggio generazionale del sapere e della creatività. Qui due videowall raccontano infatti la relazione tra Cittadellarte e Fondazione Zegna, in un processo di continuità rispetto a quanto era accaduto tra Ermenegildo e Ettore.

Lo dimostra Visible, un progetto di ricerca sociale dedicato alle pratiche artistiche contemporanee in cui vengono esposti alcuni ritratti. Tra questi emerge Le tre figlie di Zegna: mai esposta prima d’ora, è una grande composizione di quasi due metri d’altezza proveniente dalla collezione VAF-Stiftung.

Il percorso accende la riflessione sulle dinamiche familiari, e per la prima volta utilizza l’arte come strumento per un serrato confronto sul rapporto padre/figlio, declinato in molte delle sue implicazioni. Perché in fondo, usando le parole di Michelangelo, il punto è tutto questo:

“si tratta di lasciare un’eredità ai padri”