Giardini all’Italiana e alla Francese: differenze e continuità

Le Château de Vaux-Le Vicomte. Foto di Stéphanie Le Lay

I giardini all’Italiana e alla Francese sono le due tipologie di giardino che hanno avuto maggior successo presso le corti e le dimore di prestigio europee, nel lungo periodo che da dal 500 all’800. Per le loro caratteristiche di regolarità geometrica, configurazione prospettica e ricorso all’ars topiaria, questi due stili vengono spesso confusi e spesso anche identificati. Tuttavia, nonostante gli indubbi elementi di somiglianza e continuità, molte sono le differenze, certamente difficili da cogliere dall’occhio inesperto, ma non per questo irrilevanti.

Il giardino formale

I giardini all’italiana e alla francese rientrano in una categoria più ampia: quella dei giardini formali, caratterizzati da ripartizioni geometriche ordinate, definite da arbusti sempreverdi e piante  con forma geometrica. I giardini formali si possono definire i primi “giardini architettonici”, in quanto progettati come proiezione dei volumi e delle proporzioni degli edifici, di cui costituiscono un prolungamento “verde”, perfettamente integrato.

Il nuovo ruolo del giardino 

Giardino all’italiana di Villa Paolina di Compignano

Questa complementarietà tra casa e giardino fece cambiare definitivamente l’aspetto e la struttura del verde. Il giardino diventò inoltre un elemento di mediazione tra edificio e paesaggio. La dimora era pensata per aprirsi sul giardino, che a sua volta si doveva aprire al paesaggio circostante. Nel caso del giardino all’italiana, questa apertura al paesaggio viene realizzata attraverso la presenza di belvedere e terrazze panoramiche; nel caso del giardino alla francese grazie alla realizzazione di un asse prospettico principale di grandi dimensioni che sembra oltrepassare i confini del giardino, creando un effetto di fusione con le foreste che lo circondano. Questa evoluzione dal giardino medievale, chiuso in se stesso, sia visivamente sia strutturalmente, riflette inoltre una mutata concezione della Natura. Vista ormai come un ordine razionale che può essere dominato attraverso la conoscenza di leggi e formule matematiche. La geometria diventa quindi un modello da seguire anche per i giardinieri, che iniziarono a pianificare le forme di parterres, labirinti e boschetti secondo un principio guida unificatore e regole rigorose e precise.

Il giardino all’italiana: un luogo di delizia

Il giardino all’italiana di Villa Badasseroni

I giardini all’italiana erano pensati per diventare luoghi di delizie e di svago per le classi agiate, perdendo così ogni connotazione pratica e utilitaristica. Le piante da frutto lasciarono così spazio a varietà ornamentali, che si prestavano a essere messe in forma per creare scenari in grado di offrire viste sublimi, da contemplare sul piano della pura sensibilità estetica. La natura veniva così sottomessa per essere messa in forma secondo i dettami della scienza delle proporzioni e della simmetria. Perdendo il suo carattere cupo e minaccioso per diventare fonte di piacere per un’aristocrazia oziosa.

I primo giardini all’italiana

Nel tardo 400, infatti, soprattutto in Toscana, le famiglie più in vista iniziarono a farsi costruire grandi tenute, nelle quali nacquero i primi giardini all’italiana compiuti. Le linee guida che ispirarono questi progetti si possono trovare nel “De re aedificatoria” di Leon Battista Alberti. In questo poderoso trattato, l’architetto rinascimentale attribuiva al giardino un ruolo di prolungamento dell’edificio. Lo spazio paesaggistico doveva quindi  integrarsi con l’architettura, seguendo le stesse regole compositive di armonia e proporzioni che avevano regolato il disegno della facciata e più in generale dell’intero edificio.

Siepi di Bosso e  alberi topiati a Villa I Tatti (Firenze)

Elementi tipici dei giardini all’italiana

Da un punto di vista più strettamente progettuale ed estetico il giardino all’italiana presenta delle caratteristiche molto precise, che lo rendono estremamente riconoscibile e apprezzato.

Un parterre d’acqua nel giardino all’italiana di Villa I Tatti (Firenze)
  1. Impianto simmetrico e di proporzioni armoniose
  2. Utilizzo di siepi sempreverdi ben formate che definiscono la suddivisione degli spazi
  3. Articolazione su terrazze digradanti (generalmente tre)
  4. Presenza di elementi di decoro come sculture, scale e grotte
  5. Giochi d’acqua 
  6. Il giardino all’italiana è uno spazio ordinato da un pensiero razionale. La recinzione ha la funzione di delimitarlo dal paesaggio circostante, privo di questo ordine rigoroso.
  7. Le piante più utilizzate sono
  8. Ampio utilizzo di varietà mediterranee
  9. Esprime lo spirito della cultura umanistica italiana e del Rinascimento

Il giardino alla francese: apertura verso l’infinito

Lo stile del giardino alla francese è nato in Francia nel 600, come espressione di un’estetica barocca. Si tratta di un giardino formale che occupa grandi estensioni di terreno, e disegnato attorno a un grande asse principale che sembra oltrepassare i confini del giardino per andare a perdersi all’infinito. Attorno a questo asse sono organizzati, in maniera ordinata geometricamente e perfettamente integrata nell’insieme, allée, bosquet, fontane, giochi d’acqua, padiglioni, palissade e parterre.  

I Giardini alla francese di Château de Vaux-le-Vicomte Maincy (Seine-et-Marne, France).© Jean-Pol Grandmont
Allée  

Gli allée sono dei percorsi pavimentati con ghiaia, terra battuta o sabbia, e bordati da una siepe ben formata o da filari di alberi. Questi viali definiscono la struttura della composizione e separano i bosquet. Gli allée identici per dimensioni possono essere affiancati in una composizione chiamata double allée, oppure da altre allée di minori dimensioni che vanno a definire un contre-allée. Gli allée verte sono invece percorsi su prato delimitati da due filari di piante e gli allée en berceau, dei percorsi coperti con piante rampicanti..

Bosquet

I bosquet sono un altro elemento tipico dei giardini alla francese. Si tratta di un gruppo di alberi o arbusti sempreverdi piantati a breve distanza l’uno dagli altri. Al loro interno possono contenenere fontane, labirinti, vasche, bacini.

Palissade 

Il palissade è una siepe alta utilizzata per delimitare gli allée e i bosquet. Può essere integrata con alberi topiati, con forme geometriche.

Parterre  
Giardini di Versailles, uno scorcio del Parterre du Nord. Foto di Russell Yarwood 

Sono le caratteristiche porzioni di forma quadrata nel quale la vegetazione viene utilizzata per realizzare dei disegni ornamentali. Il parterre de broderie, tipici dei giardini alla francese, consiste di riquadri realizzati con bossi potati con motivi ornamentali, prati in erba con inserimento di sabbie o ghiaie colorate. Spesso sono arricchiti anche da fiori colorati. Possono essere alternati a parterre d’acqua, nei quali il disegno è composto da vasche, getti d’acqua e statue.

I primi giardini alla francese 

Il giardino del castello di Vaux-le-Vicomte, disegnato da Le Nôtre, Le Vaux e Le Brun è considerato il primo esempio compiuto di giardino alla francese. La grande novità introdotta in questo progetto è stata la funzione unificatrice della scienza ottica. Le Nôtre infatti applicò i principi della prospettiva non più come fattori del controllo della composizione, come avveniva nei giardini all’italiana, ma come tecnica per correggere o esaltare effetti compositivi o per nascondere deformazioni dell’insieme. Il giardino si estende in campo lungo, ma questa vastità viene enfatizzata da effetti ottici che dilatano ancora maggiormente gli spazi. Da un punto di vista compositivo, è questa la caratteristica che differenzia maggiormente i giardini all’italiana e alla francese.

I Giardini alla francese di Château de Vaux-le-Vicomte Maincy (Seine-et-Marne, France). Foto di Marilane Borges

I tre architetti sono anche gli artefici del più famoso giardino alla francese, quello della reggia di Versailles, commissionato, come noto dal Re Sole.

I giardini di Versailles

Elementi tipici dei giardini alla francese 

  1. Costruito attorno a un asse principale attorno al quale sono organizzati alléè e contre allée, bosquet, fontane, giochi d’acqua, padiglioni, palissade e parterre
  2. Area molto vasta e pianeggiante, senza dislivelli
  3. Composizione scenografica studiata secondo le regole della prospettiva e dell’ottica che integra tutti questi elementi di diversa scala, in una totalità ordinata e simmetrica che vuole esprimere magnificienza
  4. Studiato e disegnato per essere visto, in tutta la sua maestosità, da tutti i punti di vista, compresi quelli rialzati. Il giardino della reggia di Versailles, per esempio  è stato concepito per essere ammirato principalmente dal piano nobile del palazzo reale.
  5. I tracciati definiti dalle allée sono sempre rettilinei e delimitati da aiuole da entrambi i lati, simmetriche e dalle proporzioni identiche. Gli incroci sono ortogonali.

Marco Miglio

 

 

 

 

 

Giornalista e professore universitario al Dipartimento Architettura e Design della Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Genova. Collabora dal 2014 con la rivista Villegiardini.