Lungo la Senna, a pochi passi dalla Torre Eiffel di Parigi, l’architetto Jean Nouvel ha inventato il lessico architettonico del Museo Quai Branly in dialogo con l’esposizione di arte primitiva. Inaugurato nel 2006, è stato voluto dall’allora presidente francese Jacques Chirac per ospitare le collezioni etnologiche precedentemente contenute nel Musée de l’Homme e nel Musée national des arts d’Afrique et d’Océanie.

Il museo e la collezione: contenitore e contenuto

Questo è un museo costruito intorno a una collezione specifica, dove tutto è pensato per evocare una risposta emotiva all’oggetto primario, per proteggerlo dalla luce, ma anche per catturare quel raro raggio di luce indispensabile per farlo vibrare e risvegliarne la spiritualità”. Così Jean Nouvel racconta l’idea generatrice dell’architettura, una presenza alternativa alle espressioni occidentali dell’intorno che enfatizza l’arte degli antichi popoli di Africa, Asia, Oceania e delle Americhe.

Il paesaggio del Museo Quai Branly a Parigi di Jean Nouvel

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Prospettiva urbana del Museo Quai Branly © Jean-Pierre Dalbéra (CC BY 2.0)

Il Museo Quai Branly è composto da volumi che, giustapposti a uno storico edificio della Parigi haussmanniana, dichiarano la loro indipendenza immersi in un giardino dalla vegetazione rigogliosa.

Galleria espositiva

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Galleria principale del Museo Quai Branly © Ninara (CC BY 2.0)

L’edificio principale del museo è una galleria dallo sviluppo lineare di 200 metri, articolata su livelli collegati da un sistema dinamico di elementi di risalita. Sostenuta da pilastri di sezione differente, è stata organizzata internamente per aree tematiche, cromaticamente distinte, che corrispondono ad altrettante culture. La differente composizione dei due fronti opposti crea un “luogo unico e strano, poetico e inquietante”: a nord, l’andamento curvilineo è scandito da una successione di parallelepipedi multicolore simili alle cappelle di una chiesa; a sud, pannelli vetrati con schermature orientabili descrivono le linee rette della figura.

Giardino

Giardino del Museo Quai Branly © Jean-Pierre Dalbéra (CC BY 2.0)

La teatralità degli spazi interni del Museo Quai Branly è completata dalla dimensione esterna, in cui il giardino gioca un ruolo essenziale. Progettato dal paesaggista francese Gilles Clément, autore del Parc Andre Citreon a Parigi, è uno scenario che introduce l’atmosfera primordiale regalando un’esperienza sensoriale tra percorsi definiti da fitte bordure di arbusti e alberi ad alto fusto.

Edificio Branly 

Edificio Branly © Jean-Pierre Dalbéra (CC BY 2.0)

Percorrendo il boulevard che dalla Torre Eiffel conduce al museo si incontra l’edificio Branly. Progettato dal Pritzker Prize 2008 Jean Nouvel in collaborazione con il biologo francese Patrick Blanc, è caratterizzato da un muro vegetale di circa 800 metri quadrati che comprende uffici amministrativi.

Andrea Zanin

 

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