Il rosmarino prostrato: bello e buono

Il rosmarino è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Labiate ed è propria delle regioni mediterranee. Una delle varietà più note è il rosmarino prostrato, il cui nome scientifico è rosmarinus officinalis prostratus o repens, il quale può essere coltivato in vaso o utilizzato per la realizzazione di siepi dai colori suggestivi e profumi inebrianti.

 Sommario dell’articolo

Differenza tra rosmarino e rosmarino prostrato

Il rosmarino è un arbusto alto fino a 2 metri e presenta foglie lineari, sempreverdi e biancastre. Tutta la pianta, ma in particolare le foglie e i fiori, è fortemente aromatica, motivo per cui viene spesso impiegata in cucina.
Le due piante si distinguono soprattutto per la differente morfologia e composizione. Infatti, se i rami del rosmarino si sviluppano verso l’alto, la pianta del rosmarino prostrato ha un portamento verso il basso e in genere ha dimensioni molto più contenute, di circa 20 cm. Questa peculiarità la rende particolarmente elegante ed ornamentale, adatta ad arricchire balconi e terrazzi.

Le caratteristiche del rosmarino prostrato

Il rosmarino prostrato fiorisce da marzo a ottobre, periodo in cui iniziano a comparire i primi fiori, particolarmente decorativi e soprattutto capaci di attirare molti insetti. I fiori permangono durante tutta la stagione primaverile e, al termine della fioritura, compaiono i frutti contenenti il seme.

In virtù del fenomeno dell’estivazione, in cui la pianta arresta quasi completamente la vegetazione in estate, la fioritura e la fruttificazione del rosmarino prostrato avvengono più frequentemente in primavera. Infatti, durante la stagione estiva, la pianta tenderà ad entrare in una fase di riposo.
Inoltre, resiste al freddo, con temperature che possono scendere fino ai -6°C: ciò rende questa pianta particolarmente versatile e adatta per la realizzazione di siepi e aiuole.

Infine, è una varietà che non necessita di particolari cure e attenzioni e per mantenerla rigogliosa basterà conoscere soltanto alcune regole e abitudini riguardanti l’annaffiatura e la messa a dimora.

rosmarino prostrato

Le proprietà

Essendo una pianta molto aromatica, il rosmarino prostrato è ampiamente impiegato in cucina, specialmente in quella italiana e mediterranea, per insaporire il cibo. Tuttavia, oltre ad essere commestibile si presta ad ulteriori utilizzi, grazie alle svariate proprietà che possiede, tra cui quelle balsamiche e stomachiche. L’infuso, ad esempio, funge da digestivo e purificante dell’organismo, mentre l’estratto è prezioso per lenire eruzioni cutanee o per purificare la pelle ed è largamente utilizzato in profumeria.
Grazie alla sua funzione antisettica, il rosmarino prostrato è frequentemente impiegato in caso di raffreddore o tosse, ma anche in condizioni di stanchezza psicofisica per la sua forte azione energizzante.
Inoltre, i rami eliminati durante la potatura possono essere suddivisi in mazzetti ed utilizzati per profumare gli ambienti della casa.

Alcune varietà

Il rosmarino prostrato nano è un arbusto selvatico e sempreverde che cresce abbondantemente nelle località marittime e in terreni particolarmente calcarei e rocciosi, con un pH superiore a 6,5-7. Sebbene esistano tante varietà, dal rosmarino prostrato nano a quello grande o gigante, la varietà più diffusa non supera i 20 cm di altezza.

Inoltre, le varietà officinalis e prostratus si prestano particolarmente bene per la realizzazione di un bonsai, in quanto sono in grado di garantire dimensioni ridotte, fiori molto colorati e decorativi, un profumo inebriante e una ricca ramificazione.

Spesso il rosmarino prostrato è coltivato insieme alla lavanda; anche quest’ultima, infatti, è un’erba aromatica a portamento arbustivo, apprezzata per il profumo dei fiori e per essere un ottimo repellente contro gli insetti e le zanzare. Così come il rosmarino, vanta delle proprietà fondamentali per il benessere psico-fisico ed è considerabile come una preziosa alleata contro insonnia, stanchezza e ansia.

La coltivazione in vaso del rosmarino prostrato

Questa pianta aromatica, oltre ad essere frequentemente utilizzata per la realizzazione di siepi ed aiuole, è molto indicata per la coltivazione in vaso o nelle fioriere.

Non ci sono dei periodi dell’anno particolarmente raccomandati per piantare il rosmarino; tuttavia si consiglia di non eseguire questa operazione in presenza di temperature troppo elevate o troppo basse.
Per la coltivazione in vaso è opportuno scegliere un contenitore con una profondità proporzionale alle dimensioni della pianta e, successivamente, procedere all’inserimento del rosmarino prostrato con del terriccio fertile.
Una buona messa a dimora prevede che la terra sia leggera e soprattutto ben drenata. Si consiglia, infatti, di mescolare del terriccio con della sabbia, assicurandosi che non si creino ristagni idrici.

Trascorse due o tre settimane, periodo necessario alla formazione delle radici, è possibile procedere al travaso. Il contenitore deve essere un po’ più grande dei precedenti e si consiglia di rinvasare ogni due anni durante il mese di aprile, subito prima o subito dopo la fioritura.

Come si cura

La cura del rosmarino prostrato non è complessa, in quanto si tratta di una pianta versatile e che necessita soltanto di alcuni, ma essenziali, accorgimenti. Per garantirne una buona crescita, un’adeguata esposizione è fondamentale: è bene posizionarlo in zone del balcone o del giardino ben soleggiate, in modo tale che possa ricevere la luce diretta del sole.

L’annaffiatura del rosmarino prostrato è altrettanto importante e va effettuata con regolarità nel periodo vegetativo, mentre in inverno è possibile diminuirne notevolmente la frequenza. Inoltre, laddove possibile, è opportuno collocare la pianta in una serra fredda.
Infine, il periodo maggiormente indicato per procedere alla potatura è la primavera, stagione in cui compaiono le gemme fogliari.
Per potare adeguatamente questa pianta aromatica è necessario partire dal basso ed eliminare tutti i rami eccessivamente lunghi. Così facendo la crescita sarà molto più rigogliosa e vigorosa.

Come riprodurre il rosmarino prostrato

La riproduzione del rosmarino prostrato avviene mediante semina o talea. Per quanto riguarda la prima, è sufficiente recidere un rametto di rosmarino prostrato, lasciando esclusivamente le foglie presenti in cima. Successivamente si procede disponendo il tutto nel vaso, insieme a della comune terra da giardino. È importante mantenere il terriccio moderatamente umido e, in un mese circa, le talee saranno ben radicate.

La propagazione tramite semina è molto meno comune in quanto è più difficile far germogliare i semi del rosmarino prostrato. Innanzitutto, si consiglia di immergere i semi nell’acqua calda e lasciare a riposo per una notte. Successivamente si può procedere a sparpagliarli sul terreno, ricoprendoli con un po’ di terra.
Lo sfagno frantumato è un substrato particolarmente adatto alla germinazione dei semenzali e, in alternativa, si possono utilizzare anche la vermiculite e la perlite. Infine, occorre assicurarsi che i semi siano adeguatamente distanziati l’uno dall’altro, in modo tale che le future piantine dispongano dello spazio sufficiente per poter crescere.

Problemi e malattie

Nonostante il rosmarino prostrato sia una pianta particolarmente resistente e versatile, può comunque essere bersaglio di alcuni parassiti, come nel caso degli afidi. Questi ultimi si nutrono assorbendo la linfa delle piante, determinando così un arresto nello sviluppo dei germogli.Per ovviare a questo problema, è bene procedere a un trattamento preventivo antiparassitario.

Invece, se il rosmarino prostrato ingiallisce, è probabile che il drenaggio non sia adeguato. Le foglie gialle, infatti, sono un chiaro sintomo di un terriccio che non permette alle radici di assorbire ossigeno o di un materiale drenante insufficiente. Il rimedio a questo problema consiste nell’asportazione delle foglie danneggiate; in seguito si procede con il rinvaso della pianta con una quantità sufficiente di materiale drenante.