Rembrandt è il Maestro del chiaroscuro. Rembrandt van Rijn è stato infatti uno dei massimi pittori olandesi, protagonista indiscusso del cosiddetto Secolo d’oro dell’arte olandese. Fu l’artista più famoso di Amsterdam per l’uso del chiaroscuro che rendeva i suoi ritratti così autentici. In vita fu più celebre persino dell’allievo Vermeer (il celebre autore de La ragazza con l’orecchino di perla). Di Vermeer condivise il triste destino di morire povero dopo decenni di successi. Tra le opere più famose di Rembrandt vanno annoverate “La lezione di anatomia del dottor Tulp” (oggi conservata al Mauritshuis dell’Aia) e la Ronda di notte (custodita dal Rijksmuseum di Amsterdam).

La vita di Rembrandt

Il pittore nacque a Leida nel 1606 e morì nel 1669 ad Amsterdam. In questa città visse praticamente tutta la vita e qui decise di essere sepolto, all’interno della chiesa Westerkerk. Figlio di un mugnaio benestante ebbe una infanzia agiata. Dopo studi classici i suoi interessi si rivolsero presto all’arte: cominciò come apprendista con Jacob van Swanenburg (1571-1638) a Leida e, trasferitosi ad Amsterdam lavorò con Pieter Lastman (1583-1633).  Sposatosi con Saskia, la figlia del sindaco, ebbe 4 figli di cui però uno solo, Titus, diventerà adulto. Presto la coppia si trasferì in una casa, oggi trasformata nel museo Remnbrandthuis, nel quartiere ebraico. Dopo la morte della moglie, divenne la sua amante una domestica che lo accusò poi di non aver mantenuto una promessa di matrimonio e che lui fece rinchiudere in un manicomio. Si unì poi a una giovane modella con la quale convisse fino alla morte di lei e dalla quale ebbe una figlia.

Rembrandt
Museo Rembrandt (fonte https://www.getyourguide.it/)

Rembrandt, ebrei ed ebraismo

Rembrandt
Mosè distrugge le Tavole della Legge,  Rembrandt, 1659 – The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=157868

L’artista abitò lungamente in una lussuosa dimora nei pressi del Vlooienburg, il quartiere ebraico di Amsterd. Non stupisce perciò che il rapporto di Rembrandt con l’ebraismo, e in particolare con la comunità ebraica di Amsterdam, sia oggetto di grande interesse. Del resto, Rembrandt per tutto il periodo – dal 1639 al 1656 – in cui visse in questa casa rappresentò anche temi legati al vecchio testamento. Non sembra perciò sufficiente l’ipotesi che vede nella bellezza del quartiere – un’isola nel cuore della città – la ragione che spinse l’artista a trasferirvisi.
Come ha sottolineato Steven Nadler, nel suo celebre saggio “Rembrandt’s Jews” (Gli ebrei di Rembrandt) del 2003 nella celebre opera del 1659 “Mosè distrugge le Tavole della Legge” l’artista rappresenta le Tavole separate, rivelando una forte aderenza alla tradizione ebraica. Non solo, sembra ormai assodato Rembrandt fece spesso posare come modelli per i propri quadri alcuni giovani “vicini” di casa ebrei. L’esempio più noto è dato da “Ritratto di un giovane ebreo”. Del dipinto ne esistono due versioni (conservate alla Gemäldegalerie di Berlino e al Kimbell Art Museum di Fort Worth) che presentano il giovane con in capo la kippah, il tipico copricapo a forma di zuccotto indossato dai maschi ebrei osservanti. Significativo è infine che Rembrandt lasciò questa casa solamente allorché la perse, impossibilitato nel ripagare i propri debiti.

Dal successo alla povertà

La carriera di Rembrandt si sviluppò come quella del suo più celebre allievo Vermeer in un declino drammatico e repentino dopo una lunga vita di successi. Per molti anni la vita di Rembrandt fu quella della nuova ricca borghesia olandese: i successi economici andarono di pari passo con i riconoscimenti professionali perché i commercianti d’arte furono sempre interessati alle sue opere, che furono moltissime, perché già in vita ebbe una altissima considerazione e inoltre, essendo un collezionista come tante persone benestanti del suo tempo in Olanda il suo patrimonio si avvaleva anche di importanti opere d’arte oltre che ad esempio di oggetti rari o armi o strumenti musicali, oggetti che poi a volte ritroveremo nelle sue opere. Quando però i collezionisti rivolsero l’attenzione verso altri artisti, la sua condizione economica peggiorò tanto che i beni delle sue collezioni e la sua stessa casa vennero venduti all’asta e lui, sopravvissuto a Titus e alla moglie, morirà solo e povero.

Lo sviluppo dello stile di Rembrandt

L’artista all’inizio della sua carriera ricalca un certo classicismo molto di moda e di derivazione italiana. Negli anni lo studio della luce prevale: un uso particolare delle ombre e del chiaroscuro diventò l’elemento caratterizzante dei suoi quadri. Questa “negazione della luce” permise all’artista di ritrarre sempre più spesso donne, persone, non idealizzate ma anzi riprese nella loro realtà e umanità. I modelli furono spesso la moglie Saskia e Hendrickje oltre che il figlio Titus. I personaggi di Rembrandt esprimono così sempre emozioni ben precise nitide e inequivocabili, che lo spettatore coglie come se stesse vedendo le persone ritratte dal vivo. Non a caso fu la ritrattistica a determinare già all’epoca il successo dell’artista. Il suo carattere forte e sicuro di sé lo possiamo vedere nell’abitudine che a un certo punto della sua vita prese di firmare solo con il nome di battesimo, sulla scia di grandi quali Raffaello ad esempio.
Tali caratteristiche sono ben visibili nei suoi capolavori più famosi, tra cui “La lezione di anatomia del professor Tulp” (1634) a Morte della Vergine” (1639) a La Ronda di Notte (1642) a “Faust nello studio” (1652-53) agli autoritratti alle nature morte ai paesaggi alle acqueforti come “I tre alberi”, “Le tre croci”.

Rembrandt
Ratto di Europa, 1632. Di Rembrandt – JwHVmnI-bQWnRw at Google Cultural Institute zoom level scaled down maximum, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=22586288

La lezione di anatomia del professor Tulp (1634)

La Lezione di Anatomia del dottor Tulp è l’opera forse più nota di Rembrandt. L’opera fu commissionata dalla Gilda dei Medici di Amsterdam quale tributo al Professor Tulp rappresentato mentre seziona un cadavere a scopo scientifico. Non tutti sanno che il cadavere era quello di un criminale (Het Kondt) appena impiccato e che nel libro, tenuto in mano da un assistente, si possono leggere i nomi di tutti i personaggi ritratti nell’opera. L’opera è conservata al Mauritshuis dell’Aia.

Ronda di Notte (1642)

La religione protestante che si impose nell’Olanda del XVII secolo portò a prediligere i dipinti di piccolo formato. L’eccezione era la ritrattistica di gruppo, che celebrava la collettività attiva e unita, momenti quindi espressione della coesione sociale, piuttosto che della ricchezza e potenza del singolo individuo. È anche il caso del capolavoro di Rembrandt “La Ronda di Notte”, in cui l’artista rappresenta i membri della milizia civica di Amsterdam, guidati da Frans Banning Cocq e da Willem van Ruytenburch. Nello specifico è ritratto il capitano Cocq nel momento in cui ordina alla milizia di svolgere un giro d’ispezione: il tema dell’opera diventa quindi il rappresentare il senso di dovere e di appartenenza alla base di una pacifica coesistenza civica. L’opera si può ammirare all’interno del Rijksmuseum di Amsterdam.