Parigi sotto il Secondo Impero ha subito una profonda trasformazione, la città è stata in gran parte modernizzata per volere di Napoleone III e grazie al barone Haussmann. Il progetto ha riguardato tutti gli ambiti dell’urbanistica, sia nel cuore di Parigi che in periferia. Sono state modificate strade e viali, ma anche facciate, spazi verdi, arredo urbano, strutture e monumenti pubblici per non parlare delle reti fognarie e idriche. Il capoluogo francese è stato anche esteso annettendo molti comuni confinanti aggiungendo 8 nuovi arrondissement.

L’idea di Napoleone III

Napoleone III, prima di diventare imperatore nel 1852, aveva vissuto a Londra per due anni. Qui aveva avuto modo di ammirare la grande capitale inglese trasformata dalla Rivoluzione Industriale.

La densità abitativa della città francese stava diventando altissima e le condizioni igienico sanitarie erano molto precarie. Parigi necessitava di una profonda modernizzazione e l’imperatore scelse il barone Haussmann per attuare questa operazione su larga scala nominandolo prefetto della Senna. L’imperatore lo sosterrà contro i suoi avversari fino al 1870 e Haussmann sarà fedele in ogni circostanza portare avanti anche le proprie idee, come il progetto del boulevard Saint-Germain.

Insieme a Napoleone III e il barone Haussmann hanno contribuito anche Victor de Persigny e i fratelli Pereire che si occuparono degli accordi finanziari mentre Adolphe Alphand e Jean-Pierre Barillet-Deschamps si dedicarono ai parchi e alle zone verdi di Parigi. L’architetto Deschamp fu particolarmente importante per tracciare le nuove strade e per controllare il rispetto delle regole di costruzione.

L’Ile de la Cité rimodellata dall’opera di Haussmann nuove strade trasversali (rosso), spazi pubblici (azzurro) ed edifici (blu scuro)

I fondi

Napoleone III era un fervente sostenitore del sansimonismo, corrente ideologica fondata da Claude-Henri de Rouvroy de Saint-Simon. L’imperatore credeva nel volontariato economico, che poteva trasformare la società e ridurre la povertà. Spettava a un potere forte ed autoritario il compito di incoraggiare i capitalisti a foraggiare le grandi opere che andranno a beneficio della società nel suo insieme e in particolare dei più poveri. Il lavoro di ristrutturazione di Parigi del barone Haussmann sarà quindi deciso e vigilato dallo Stato ma attuato da imprenditori privati ​​e finanziato con prestiti.

Come Haussmann otteneva i fondi

Per prima cosa lo stato ha espropriato i terreni interessati alla modernizzazione distruggendo gli edifici e costruendo una nuova viabilità e una nuova rete per gas, acqua e fognature. Haussmann ricorreva a massicci prestiti, la Caisse des travaux de Paris fornì molti dei finanziamenti. Altro denaro proveniva dallo Stato che lottizzava i terreni su cui dovevano essere costruiti nuovi edifici e li rivendeva. In questo modo il barone Haussmann aveva effettivamente il doppio dei soldi per rimodernizzare Parigi. Ben presto questo sistema inizia vacillare e dal 1870 accumulò un debito di circa 1,5 miliardi di franchi.

Espropri

Fino al 1860, momento in cui il Consiglio di Stato ridusse il potere discrezionale dell’amministrazione, potevano essere espropriati grandi porzioni del territorio senza limitazioni e divenne così possibile modificare il vecchio tessuto urbano. Molto importante che i lotti non utilizzati dalla pubblica via rimasero di proprietà della città così da non poter essere ripresi dai vecchi proprietari.

Questo strumento ha permesso di radere al suolo buona parte dell’Ile de la Cité e addirittura l’intero quartiere, estremamente popolato, situato tra lo Châtelet e l’ Hôtel-de-Ville.

Demolizioni tra rue de l’Échelle e Rue Saint Augustin nel 1877 (Charles Marville)

Crocevia e nuovi viali

Il barone Haussmann trasformò il centro di Parigi centro creando un grande asse nord-su e formando un grande crocevia all’altezza di Châtelet con rue de Rivoli. Costituì così una grande finestra facendo scomparire dalla mappa molte piccoli vie e vicoli ciechi.

Haussmann forma così un grande incrocio con assi che collegano il primo anello di boulevard al centro, come per esempio l’avenue de l’Opéra sulla riva destra o la rue de Rennes su quella sinistra. L’opera fu terminata soltanto nel 1879 e parte del progetto non fu mai completato come per esempio la congiunzione della Senna con rue de Rennes.

I viali principali vengono ampliati aggiungendo nuovi assi come Boulevard Richard-Lenoir. Non si tratta di un’idea nuova di Haussmann ma la continuazione dell’opera di Luigi XIV. Vengono costruiti dodici viali che elevano i quartieri occidentali queste strade sono larghe anche 120 metri e spesso delimitate da giardini.

Avenue de l’Opera di Camille Pissarro

Nuovi arrondissement

Parigi, nel 1860, vide l’aggiunta di 8 nuovi arrondissement, il barone Haussmann creò una lunga e tortuosa strada per collegare queste nuove porzioni della città. Nacquero così la rue de Puebla, rue des Pyrénées, avenue du Général-Michel-Bizot.

Alcuni assi collegano i grandi viali di Luigi XIV a quelli che corrono lungo la Cinta daziaria di Parigi. Le ultime sezioni di Boulevard Haussmann e Rue La Fayette, non completamente completate prima del 1870, forniscono un migliore accesso ai quartieri Chaussée-d’Antin e Faubourg Montmartre dai quartieri esterni.

Sulla sponda sinistra, a causa della lontananza dei boulevards dal centro, era fondamentale costituire un incrocio est-ovest. Haussmann, perciò, raddoppia rue des Écoles con un suo progetto personale, il boulevard Saint-Germain, che estende sulla riva sinistra i grandi boulevard della riva destra.

Per attraversare ancora in modo migliore i quartieri periferici per raggiungere il centro costruì il boulevard Malesherbes o boulevard Barbès et Ornano.

Nuovi edifici

Napoleone III e il barone Haussmann decisero di abbellire Parigi con prestigiose realizzazioni.

Charles Garnier costruì l’Opèra che oggi prende il suo nome mentre Gabriel Davioud si occupò della progettazione di due teatri simmetrici in Place du Châtelet. Sono costruiti l’Hôtel-Dieu e la caserma della Cité, che sarebbe diventata il quartier generale della polizia di Parigi mentre il Tribunal de commerce de Paris sostituì i quartieri medievali dell’Île de la Cité.

In campo religioso sono state costruite la chiesa di Saint-Eugène-Sainte-Cécile, la chiesa di Sainte-Trinité, la chiesa di Saint-Ambroise e la chiesa di Saint-Augustin. Quest’ultima nota per la sua posizione e per la presenza interna di una struttura metallica per sostenere la sua alta volta senza contrafforti.

Chiesa di St. Augustin – ©Saffron Blaze (via wikimedia commons CC BY-SA 3.0)

Acqua potabile, fognature, gas e arredo urbano

La capitale francese non doveva essere migliorata soltanto con nuovi edifici ed una nuova viabilità ma era necessario migliorare anche le condizioni sanitarie, migliorando l’approvvigionamento idrico e lo smaltimento dei rifiuti.

A quei tempi parte dell’acqua potabile di Parigi proveniva dall’Ourcq e dalla Senna ed era di pessima qualità, per questo motivo il barone Haussmann affidò all’ingegnere Eugène Belgrand la costruzione di un nuovo sistema di acquedotti. L’ingegnere costruì 600 chilometri di acquedotto tra il 1865 e il 1900 e serbatoi situati all’interno della capitale, tra cui Réservoir de Montsouris la più grande riserva d’acqua del mondo. Ideò una seconda rete per l’acqua non potabile per la pulizia delle strade e per l’irrigazione degli spazi verdi che continuava ad attingere acqua dall’Ourcq e dalla Senna.

Nel 1852 grazie ad una legge fu imposto il collegamento degli edifici alla fogna. È stata costruita una rete fognaria lunga più di 340 chilometri che non sfociava più nella Senna nel cuore di Parigi ma molto più a valle.

Nel 1850 Napoleone III mise mano alla riorganizzione e alla distribuzione del gas affidando una concessione a un’unica società mantenendo il controllo dei prezzi. Allo stesso tempo, Il barone Haussmann affida a Davioud lo sviluppo dell’arredo urbano ancora oggi ampiamente presente sui marciapiedi e nei giardini di Parigi.

Parchi

Avendo passato del tempo a Londra apprezzando i parchi cittadini Napoleone III volle riproporre ciò che aveva visto in Inghilterra anche nella capitale francese. A Parigi, infatti, non erano presenti zone verde e si affidò all’ingegnere Adolphe Alphand per la realizzazione di parchi e boschi. Progettò il Bois de Boulogne e il Bois de Vincennes ma anche il Parc des Buttes-Chaumont e il Parc Montsouris che avevano come bacino d’utenza gli abitanti più distanti dai primi parchi.

Ogni quartiere presentava anche piccole piazze tanto che ogni abitante di Parigi poteva trovare una piazza a meno di dieci minuti a piedi da casa sua. Molti viali erano fiancheggiati da una lunga fila di alberi, è stato stimato che in questo periodo ne sono stati piantati 80000.

Parc des Buttes-Chaumont

Maria Giulia Parrinelli

Vi potrebbero interessare anche

©Villegiardini. Riproduzione riservata