A Padova va in scena la Rivoluzione Galileo

C’è tempo fino al 18 Marzo per visitare la mostra padovana Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza, inserita nella splendida cornice del Palazzo Monte di Pietà.

D’altronde si sa: dopo l’estro e il genio di Galileo nulla fu come prima, né in campo artistico né in quello scientifico-astronomico. E la mostra prova a raccontarne non solo la complessità della sua figura ma anche l’evoluzione della sua eredità.

Un percorso espositivo completo

L’approccio del percorso espositivo, infatti, mira a fare emerge prima di tutto l’aspetto umano della sua personalità. Ma non mancano gli approfondimenti concettuali sul suo (ampio) operato: dalla rivoluzione del metodo sperimentale al virtuosismo da musicista, dall’invenzione scientifica a quella farmacologica.

Il connubio imprescindibile tra l’arte e la scienza

A cura di Giovanni C.F. Villa per la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la mostra riunisce un grande numero di opere e di commenti critici del genio pisano. E il focus sul mondo dell’arte è chiaro, come ad esempio la correlazione tra gli studi galileiani e le opere fiamminghe della famiglia Bruegel e di Govaerts.

Senza dimenticare l’importanza degli studi sulla luna vista dal cannocchiale: un’intera sezione della mostra racconta l’influsso sugli artisti capaci di dipingerla diversamente fino a quanto fatto fin là. L’importanza del cannocchiale, d’altronde, esplode nel dipinto del Guercino sul mito di Endimione, che presenta una delle prime raffigurazioni di questo nuovo strumento scientifico dall’aura di imprescindibilità.

E non mancano le Osservazioni astronomiche di Donato Creti: tele giganti che descrivono stelle e pianeti disposte secondo le scoperte galileiane al telescopio.

L’influenza è contemporanea

La mostra non può che concludersi con una sezione dedicata all’arte contemporanea, che parte da Balla e giunge fino ad Anish Kapoor.

Pronti a ripassare sette secoli di arte occidentale? La Rivoluzione di Galileo vi aspetta.