Il fertilizzante, com’è noto, è una sostanza, che per il contenuto di elementi nutritivi o per delle caratteristiche fisiche, chimiche o biologiche, aumenta la fertilità nel terreno e fornisce il giusto sostentamento alle piante. Com’è altrettanto noto, però, i fertilizzanti chimici sono dannosi per l’ambiente ed impoveriscono addirittura il terreno. Il rimedio, dunque, è rappresentato dai fertilizzanti naturali. I più conosciuti ed i più diffusi sono il compost, lo stallatico, così come diversi depositi minerali: il salnitro, l’humus, la torba. L’efficacia di gran parte di questi fertilizzanti organici deriva dal fatto che essi contengono azoto in forma insolubile. È proprio l’azoto ad agire come fertilizzante a lento rilascio, andando ad incrementare i meccanismi fisici e biologici di conservazione del suolo.
Vediamo, dunque, quali sono i fertilizzanti naturali maggiormente diffusi, anche aldilà di quelli già elencati.

#1. Lo stallatico. 

Lo stallatico può essere facilmente acquistato presso vivai e consorzi agrari. Esso si ottiene mescolando deiezioni di animali diversi: bovini, ovini, equini, ecc. Queste ultime vengono trattate e trasformate al fine di ottenere il composto che è possibile trovare sul mercato. Lo stallatico può essere utilizzato solo in combinazione con altri compost.

#2 Fondi di caffè. 

I fondi di caffè contengono circa l’1,45% di azoto, insieme a magnesio, calcio, potassio ed altri minerali importanti. Sempre più diffusi come fertilizzanti organici, i fondi di caffè non richiedono particolari interventi per l’applicazione: sarà sufficiente aggiungerne una parte all’interno dei vasi dove sono situate le piante. È facilmente ottenibile anche la versione liquida. Allo scopo, si potranno aggiungere due tazze di fondi di caffè ad un secchio d’acqua e dopo qualche ora di infusione il fertilizzante liquido naturale sarà pronto. Le sue doti nutritive sono particolarmente utili per il nutrimento delle foglie.

#3. Il sovescio. 

In questo caso, il fertilizzante organico è ottenuto andando a coltivare dei vegetali non per gli scopi consueti, ovvero, ottenerne cibo o altri derivati, ma al fine di interrarli, andando così a rendere maggiormente fertile il suolo per la coltura successiva. I vegetali coltivati per l’ottenimento del sovescio, nella maggior parte dei casi, appartengono ad una delle seguenti tre famiglie: le crucifere, le graminacee e le leguminose. L’utilizzo del sovescio è in grado di garantire diversi vantaggi, tra cui: l’arricchimento del suolo di sostanza organica e, dunque, di sostanze nutritive; l’aumento della disponibilità idrica del terreno; il miglioramento della struttura fisica del terreno; infine, la protezione dalle erosioni e l’azione contenitiva svolta nei confronti delle piante infestanti.
Il sovescio rilascia lentamente i propri elementi nutritivi, garantendo un supporto costante nel tempo al terreno. È stato stimato che fornisce immediatamente il 50% degli elementi nutritivi, mentre il restante 50% viene rilasciato negli anni a seguire.

#4. Il lupino. 

Ottenuto dall’essiccazione e macinatura dei semi di lupino bianco, il lupino macinato è un ottimo fertilizzante naturale, facilmente reperibile in commercio. Anche il lupino, oltre a fertilizzare il terreno, grazie al lento rilascio di grandi quantità di azoto, è in grado di svolgere un’efficace azione ammendante. Ovvero, un’azione che va a migliorare le caratteristiche fisiche e biologiche del terreno.
Pur essendo utile per il nutrimento di qualsiasi pianta da giardino e/o da appartamento, il suo impiego è particolarmente indicato per limoni, aranci, agrumi in genere e per le piante acidofile, come azalee, camelie, gardenie, ortensie e rododendri.

 

Via IdeeGreen