Villa Steiner di Adolf Loos

Villa Steiner Adolf Loos
Vista su villa Steiner, © Thomas Ledl, (CC BY-SA 4.0) , via Wikimedia Commons

Tra le prime opere di Adolf Loos, Villa Steiner è considerata un vero e proprio manifesto dello stile e del pensiero dell’architetto austriaco. Costruita nel 1910 per la pittrice Lilly Steiner e il marito Hugo, la villa è una perfetta e concreta sintesi delle teorie esposte da Loos nei suoi numerosi scritti.

Un approccio inedito all’architettura

Lontana dal centro città, Villa Steiner è situata nel quartiere Heitzing, in una zona periferica a ovest di Vienna. Per il progetto della villa, Loos si trova a dover conciliare le richieste e i desideri dalla committenza con le limitazioni imposte dalla legge. Il piano regolatore viennese, infatti, prevedeva in quella zona regole rigide, che imponevano la costruzione di edifici ad un solo piano rispetto al livello della strada. Le limitazioni si rivelano l’occasione per realizzare un progetto innovativo, inedito per l’epoca, che afferma Loos come pioniere dell’architettura moderna. In risposta al problema, l’architetto immagina un tetto di lamiera ricurvo a un quarto di cerchio che crea l’illusione di una villa ad un piano.

Villa Steiner di Adolf Loos, la struttura

Villa Steiner
Il dettaglio del tetto in lamiera, © Pedro Varela ( Flickr CC BY-ND 2.0)

Villa Steiner, al contrario, si estende su quattro livelli, di cui uno sotto il livello della strada. Il piano terra, a cui si accede dall’ingresso principale e dal giardino sul retro, ospita il soggiorno, composto da un unico e ampio spazio. Il primo piano è occupato dalle camere da letto e, originariamente, dall’atelier della pittrice, illuminato dalla grande finestra centrale. L’ultimo piano, così come quello interrato, è riservato alle zone di servizio che sono in questo modo separate dal resto della casa. La facciata frontale che guarda alla strada, grazie alla soluzione furba del tetto, rivela un solo piano, mentre, tutti e tre i piani sopra il livello della strada sono visibili sulla facciata che guarda al giardino.

La facciata essenziale, priva di decorazioni

L’esterno di Villa Steiner è simmetrico ed essenziale, intonacato di bianco e privo di qualsivoglia forma di decorazione. Un elemento ricorrente nell’architettura di Loos che, nel saggio Ornamento e delitto, prende le distanze dall’uso eccessivo della decorazione sugli edifici, a vantaggio di una teoria che ne privilegia forme semplici e funzionali. Nello stile e nel pensiero, dunque, Adolf Loos è considerato un precursore del funzionalismo.

La visione intimista di Loos

Secondo il pensiero dell’architetto, inoltre, la facciata e l’interno della casa hanno significati e svolgono funzioni diverse. L’esterno rappresenta la parte pubblica e visibile a tutti, un involucro caratterizzato, a tal fine, da forme simmetriche e da uno stile semplice e privo di decorazioni. L’interno della casa, invece, incarna il lato più intimo e privato e rispecchia i gusti e l’estetica dei proprietari. A differenza dell’esterno semplice e austero, gli interni di villa Steiner sono dominati da un’atmosfera diversa, molto personale ed accogliente. All’interno la villa è decorata da materiali pregiati come tappeti orientali e da tonalità calde, in contrasto con il bianco della facciata.

Uno dei primi esempi di villa moderna

Villa Steiner Adolf Loos
La facciata di Villa Steiner, © Pedro Varela (Flickr CC BY-ND 2.0)

La villa presenta, dunque, una dualità tra esterno ed interno, ricorrente in molte opere di Adolf Loos. Il contrasto è accentuato dalla scelta dei colori e dei materiali. All’esterno simmetrico, bianco con tetto in lamiera, fa eco un interno asimmetrico con un’anima totalmente diversa, arricchito da pezzi di arredamento ricercati, in cui il legno è protagonista. Numerosi i primati di Villa Steiner, tra le prime residenze ad essere costruite in cemento armato. Grazie alla visione intimista, la sapiente massimizzazione degli spazi e l’esterno austero ed essenziale, la costruzione anticipa i tempi, diventando uno dei primi esempi di architettura moderna.

Maria Teresa Morano 

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