Thalictrum, illumina di immenso

Thalictrum
Thalictrum aquilegiifolium 'Purpureum' ©Dario Fusaro

Se dovessi definire leggerezza ed eleganza con una pianta il mio pensiero andrebbe spontaneamente al Thalictrum. Fra le moltissime varietà di cui disponiamo un ricordo particolare va a una varietà della quale più di una dozzina d’anni fa rimasi letteralmente folgorato dalla visione e dalla bellezza di un soggetto alto oltre 2 metri di Thalictrum delavayi ‘Splendide’, nel vivaio Jacob a Vriescheloo nel nord Olanda, un vivaio altamente specializzato nelle piante perenni. Ero con lo sguardo nell’obiettivo della mia reflex attento a non inciampare quando mi trovai al cospetto di una meraviglia botanica. Era fiorito in una moltitudine di minuscoli fiori viola/lilla che sembravano avvolgere e contaminare anche le piante vicine. Una vera scoperta, un colpo di fulmine che ancora ricordo nell’emozione del momento. Inutile confessare che il ritorno a casa fu in compagnia di un esemplare di quel Thalictrum. Esperienza analoga fu nel 2010 con un Thalictrum flavum ‘Illuminator’ sempre in Olanda durante la visita al vivaio Fahner a Deurningen. La pianta, alta circa un metro e mezzo, era un punto luce di un giallo ipnotico che sfumava nei contorni indefiniti.

Thalictrum
Thalictrum flavum ‘Illuminator’

In Italia la pianta cresce spontanea nelle zone fresco-umide, dai boschi di montagna alla pianura. Particolarmente diffuso è il Thalictrum flavum, conosciuto con vari nomi. Uno dei più comuni è pigamo giallo o rabarbaro di campo (nella medicina popolare). In ambito tessile si utilizzavano le radici di questa pianta per tingere di giallo le stoffe.

Altra specie spontanea più diffusa nei rilievi è il Thalictrum aquilegifolium  conosciuto col nome di pigamo colombino, i cui fiori sono soffici piumini rosa, bianchi o violacei. Nei nostri giardini di pianura la pianta va sistemata a mezz’ombra nel posto più fresco del giardino poiché teme il sole diretto che brucerebbe sia i fiori sia le tenere foglie verde/ceruleo, molto simili a quelle del capelvenere, ma più delicate (il che non significa che non sia pianta molto robusta, visto che resiste fino a meno 20, e molto longeva). L’ombra dovrà essere alta per garantire comunque la necessaria luminosità, pena la stentata fioritura estiva. Questa inizia a maggio-giugno nel Thalictrum aquilegifolium con i piccoli fiori simili a dei pompon. Sono in realtà privi di petali e sono formati da sepali gialli bianchi o viola raggruppati a formare dei folti ciuffi.

T. aquilegifolium
Thalictrum aquilegifolium ‘Album’

La fioritura del Thalictrum delavayi è un po’ più tarda e ha un aspetto altrettanto aereo con i fiori portati su lunghi steli (abbastanza robusti da non richiedere tutori) che si aprono in una miriade di raffinate campanelline pendule dal colore lilla con stami gialli. Il terreno ideale è umifero, tendenzialmente fresco umido e ben drenato. La manutenzione richiesta è minima: si asportano gli steli sfioriti lasciandone soltanto uno se si desidera tentare che si autosemini e il fogliame non asportato fungerà da pacciamatura invernale fino a decomporsi.

Thalictrum
Thalictrum delavayi ‘Hewitts Double’

Gli accostamenti con altre piante sono molti e proporzionali alle tante e differenti varietà di Thalictrum. Ecco le piante che ho impiegato sperimentando dei felici abbinamenti: Acanthus, Actaea, Alchemilla, Anemone japonica e Anemone hupehensis, Aruncus, Astilbe, Digitalis, Eupatorium, Geranium, Heuchera, Hosta, Persicaria, Saxifraga stolonifera, Symphytum.

Thalictrum rochebrunianum
Thalictrum rochebrunianum

Tra le numerose varietà ne ricordo alcune davvero apprezzabili: T.’Anne’®, T. aquilegiifolium ‘Album’, T. aquilegiifolium ‘Purpureum’, T. delavayi ‘Hewitts Double’, T. delavayi ‘Splendide White’®, T. flavum ‘Illuminator, T. ‘Helin’,T. rochebrunianum. Augurandomi che la magica nuvola vaporosa di un Thalictrum in fiore possa contagiare e accompagnare negli anni la memoria di ogni giardiniere. 

Pier Luigi Priola

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