L’amore per le piante? Un vizio di famiglia

DI GUIDO PIACENZA

Guido Piacenza

 

 

 

 

 

 

 

 

Dialoghi in giardino

Gentili lettori, come nuovo collaboratore, reputo opportuno presentarmi. Mi chiamo Guido Piacenza e sono figlio di padre biellese e madre genovese. L’archivista della nostra Fondazione mi dice che siamo originari di Piacenza, venuti nel Biellese nel 500 dove iniziammo a lavorare la lana ma il cognome originale è ignoto. Pare in verità che i locali ci identificassero come quelli di Piacenza (in dialetto “cui ad Piasensa”), e così mi rimane l’incognita del mio cognome originario. Il mio bisnonno Giovanni a metà 800 iniziò il Parco della Burcina continuato e portato a termine da suo figlio Felice. Mio padre Enzo fu il primo socio italiano della International Dendrology Society di cui da sei anni sono consigliere e “vice president for Italy”. Mia madre ha sempre trafficato più in giardino che in casa. Io lavorai sette anni nell’azienda di famiglia poi intorno ai 30 anni incoraggiato dal noto vivaista amico inglese Harold Hillier (divenuto poi Sir, anni più tardi) avviai un vivaio di piante che a quel tempo non si potevano trovare in Italia. Pensai a qualcosa di piccolo, speciale, ricercato. Nacque così il Mini-Arboretum di Guido Piacenza – Piante per amatori. Allora c’era solo il vivaismo di Pistoia dalle grandi “tirature”. Per 20 anni sono stato presidente della “Riserva naturale speciale Parco Felice Piacenza alla Burcina”.

Potrei autodefinirmi un medico generico avendo coltivato piante di tutto il mondo, dalle alpine a quelle dei litorali, dalle tropicali alle Andine (le più difficili da coltivare).

Quando mi chiedevano che studi avessi fatto (laurea in botanica, agronomia o che altro) rispondevo “zero”. Ho letto qualche libro ma soprattutto ho consultato, consultato per conoscere la fisiologia delle piante, per approfondire il problema e la lotta alle malattie, dette fitopatie dagli addetti e per apprendere le tecniche che concernono la coltivazione di un vegetale. Il vivaio fu chiuso nel 1997 poiché volevo occuparmi di piante e giardini e non di gestire un vivaio in cui avevo sempre meno tempo per star dietro a ciò che veramente era di mio interesse. Oggi mi occupo dei nostri giardini e di quant’altro concerna la lunga storia della mia famiglia. Gli argomenti che intendo trattare nei prossimi numeri riguarderanno il giardino (lavori, piante, idee, problemi, tecniche, esperienze, storie, ecc.) ma assai poco di architettura. Poi il giardino mediterraneo, approfittando del fatto di avere una moglie laureata in scienze naturali con la specializzazione in botanica che è curatrice di un giardino di famiglia sito a Ventimiglia, poco lontano dai noti Giardini Hanbury (lei è vice presidente dell’Associazione degli Amici dei Giardini Botanici Hanbury). Vi parlerò anche dei miei contatti con il mondo del giardinaggio inglese, del periodo del vivaio Mini-Arboretum e non mancheranno interviste a personaggi che vivono il giardino. Facendo parte delle giurie delle mostre più importanti non mancherà un commento spero utile a tutti.