Il surrealismo di René Magritte

Renè Magritte Surrealismo
The False Mirror, René Magritte, 1928 © Gandalf's Gallery (CC BY-NC-SA 2.0)

René Magritte è uno dei principali esponenti del Surrealismo, movimento d’avanguardia artistico e culturale nato a Parigi nel 1924. Attraverso le sue opere, ci si immerge in un misterioso e onirico universo a metà tra realtà e finzione, razionalità e irrazionalità.

Biografia

René Magritte nacque il 21 novembre 1898 a Lessines in Belgio. Entrambi i suoi genitori lavoravano nel campo della sartoria, in particolare la madre era una cappellaia. Quando René aveva quattordici anni sua madre si suicidò nel fiume Sambre. Lui e i suoi due fratelli furono presi in cura dalla nonna, ma questo evento lo segnò per sempre. Fu allora che per alleviare il dolore del lutto il piccolo René incominciò a dipingere.

Nel 1916 egli frequentò l’Académie Royale des Beux-Arts a Bruxelles. Successivamente lavorò per una fabbrica di carta da parati e per un’agenzia pubblicitaria come disegnatore.

Momento di svolta per la sua carriera artistica fu nel 1925 quando Magritte vide per la prima volta un dipinto di Giorgio De Chirico, Le chant d’amour (Canto d’amore, 1914), intessuto di elementi onirici e misteriosi che stravolgevano gli stereotipi della pittura tradizionale.

La chanson de l’amour, Giorgio de Chirico, 1914 © Gautier Poupeau (CC BY 2.0)

L’artista belga si ispirò da questo per le sue produzioni successive, giungendo a uno stile personalissimo e innovativo. Ben presto divenne il padre dell’arte dell’inconscio, il Surrealismo.

La memoria, René Magritte surrealismo
La memoria, René Magritte, 1948 © alh1 (CC BY-ND 2.0)
https://www.flickr.com/photos/allan_harris/35983752436

Nel 1926 Magritte firmò un contratto con una galleria d’arte di Bruxelles e divenne pittore a tempo pieno. L’anno successivo la galleria organizzò la sua prima mostra personale, che comprendeva Il fantino perduto, un collage che considerava la sua prima opera surrealista. La mostra però non fu molto apprezzata dai critici d’arte. Qualche mese dopo si trasferì a Parigi assieme alla moglie Georgette Berger. Qui ebbe modo di conoscere diversi surrealisti, tra cui il poeta André Breton, e di vedere le opere di Max Ernst. Fu in questo periodo che Magritte dipinse una delle sue opere più famose, Il tradimento delle immagini (1929), noto anche come Ceci n’est pas une pipe (“Questa non è una pipa”).

Il pensiero dietro Ceci n’est pas une pipe

Il tradimento delle immagini è tra gli emblemi dell’arte surrealista. Qui il pittore Magritte giocò sul divario tra l’oggetto e la sua rappresentazione. Raffigurò una pipa e aggiunse una didascalia esplicativa in corsivo per sottolineare la differenza tra la pipa come oggetto reale e concreto e la pipa dipinta. Queste due non sono la stessa cosa in quanto hanno funzioni e caratteristiche differenti. Chi potrebbe mai fumare una pipa dipinta? Eppure, alla domanda “che cos’è?” chiunque risponde “è una pipa”. Questo equivoco si deve alla convenzione secondo cui ogni oggetto ha un nome. Per la prima volta lo scopo di un’opera d’arte non era l’arte in sè, ma una riflessione sull’arte stessa.

Il tradimento delle immagini, René Magritte surrealismo
Il tradimento delle immagini, René Magritte, 1928/1929. Olio su tela, 60,3×81,1cm. Los Angeles County Museum of Art. © outtacontext (CC BY-NC-ND 2.0)

 

A seguito di alcuni contrasti con gli intellettuali francesi, l’artista René Magritte tornò a Bruxelles, dove intorno a lui si attivò il movimento surrealista belga. Nel 1936 tenne la sua prima mostra personale alla Julien Levy Gallery di New York e nel 1938 alla London Gallery, ottenendo così fama internazionale. Ma quando nel 1940 le truppe tedesche invasero il Belgio, Magritte si rifugiò a Carcassonne in Francia.

Ebbe poi un periodo neoimpressionista, ispirato dal collega Pierre Auguste Renoir, ma i suoi dipinti, come L’universo proibito (1943), non riscontrarono molto successo. Tornò quindi a concentrarsi su immagini enigmatiche e illogiche secondo uno stile ormai tutto suo.

L’artista René Magritte morì improvvisamente a Bruxelles il 15 agosto 1967. Fu sepolto nel solenne cimitero di Schaerbeek, insieme ad altri personaggi belgi illustri. In suo onore sono stati istituiti nel 1998 l’associazione no profit Magritte Foundation e nel 2009 il Museo Magritte che raccoglie duecentocinquanta opere. Inoltre anche la casa dove visse dal 1930 al 1954 è stata allestita come museo biografico.

Museo Magritte surrealismo
Museo Magritte, Bruxelles © Mx. Granger (CC0 1.0)

Il surrealismo

Nel 1924, a seguito della pubblicazione del Primo Manifesto Surrealista, scritto dall’intellettuale francese André Breton (1896-1966), si affermò a Parigi il movimento artistico e culturale del Surrealismo. Traendo spunto dall’opera “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud e dai principi della pittura metafisica (di cui De Chirico fu il massimo esponente), i Surrealisti considerarono molto il concetto del sogno e del sonno. Per surrealtà intendevano la realtà assoluta, che può essere raggiunta lasciandosi guidare dall’inconscio, come accade nel sogno, quando le immagini si susseguono sconnesse, ma rivelano una realtà ignota. Il surrealismo portò alle estreme conseguenze alcune tematiche romantiche. L’estetica surrealista sta nello stravolgere le certezze dello spettatore, sfociando nell’assurdo. I pittori tendevano ad accostare due oggetti reali e concreti che non avevano niente in comune in uno stesso luogo estraneo a entrambi.

La Géante, René Magritte surrealismo
La Géante, René Magritte, 1936 © Gandalf’s Gallery (CC BY-NC-SA 2.0)

L’inconscio

L’inconscio è l’area dell’attività mentale che combina conoscenza ed emozione senza raggiungere il livello di coscienza. Corrisponde all’interiorità dell’uomo e si manifesta in diversi modi, per esempio attraverso alcune azioni automatiche e spontanee. Per questo secondo i surrealisti è nel sogno che tutta l’essenza dell’inconscio viene rilasciata e si manifesta il vero io.

L’automatismo

André Breton definì il Surrealismo come automatismo psichico puro con il quale si esprime il vero funzionamento della mente. È dunque un processo automatico che si realizza senza il controllo della ragione. Dato che il pensiero è libero da preconcetti morali e sociali, raccoglie immagini e idee con le quali si raggiunge la surrealtà.

La bonne foi, René Magritte surrealismo
La bonne foi, René Magritte, 1964 © alh1 (CC BY-ND 2.0)

La surrealtà è una realtà superiore in cui realtà e sogno si compenetrano. Per creare una pittura automatica, venivano usate tecniche come il collage, il frottage, il grattage e il raclage.

Il surrealismo durante la guerra

L’evento della guerra segnò molto la produzione artistica e letteraria del novecento. Allo scoppio della guerra, come accadde per molti artisti e gruppi di avanguardia, anche il gruppo surrealista trovò riparo a New York. Continuarono la loro attività divulgando riviste e organizzando mostre. Il surrealismo fu un movimento che segnò molto l’arte americana di quegli anni, soprattutto artisti come Jackson Pollock.

Lo stile surrealista di René Magritte

Il surrealismo di Magritte consisteva nella trasformazione in chiave umoristica del quotidiano in illusione. Nelle sue opere un tema che torna spesso, quasi con insistenza, è la raffigurazione di mari e cieli ampi. L’intento dell’artista era suscitare stupore e portare lo spettatore alla riflessione.

In La condizione umana I (1933) con la tecnica del dipinto nel dipinto, rappresentò l’oggetto reale e l’oggetto della sua rappresentazione con continuità e dal medesimo punto di vista. L’unico elemento di stacco è lo spessore della tela. Creò stupore per il fatto che il paesaggio esiste contemporaneamente nella realtà, sulla tela e nella mente dell’osservatore. D’altra parte anche qui volle riproporre l’equivoco di fondo, ovvero che in realtà non c’è nessun paesaggio, ma tutto fa parte dello stesso dipinto.

La condizione umana I, René Magritte surrealismo
La condizione umana I, René Magritte, 1933 © ehpien (CC BY-NC-ND 2.0)

In Golconda (1953) rappresentò uomini borghesi tutti vestiti uguali (cappotto nero, scarpe nere, bombetta) e sospesi in aria. Il vero soggetto di questo dipinto è l’anomalia gravitazionale. Non sappiamo se queste figure sono immobili, o stanno cadendo come pioggia, o si stanno sollevando come palloncini. Ma certamente ricoprono una posizione dello spazio del tutto insolita e inaspettata.

Golconda, René Magritte, surrealismo
Golconda, René Magritte, 1953 © Ian Burt (CC BY 2.0)

Nicoletta Totaro

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