Il mondo di Ron Arad è un microcosmo del design contemporaneo che raccoglie le sperimentazioni del creativo israeliano, in un incessante sconfinamento tra arte e progettazione.

Note biografiche

Ron Arad è nato nel 1951, a Tel Aviv. La sua formazione ha attraversato la Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme e l’Architectural Association di Londra. Ha percorso le discipline dell’architettura e del design, con numerosi sconfinamenti nel mondo dell’arte.

Il suo mentore, in Inghilterra, è stato l’architetto franco-svizzero Bernard Tschumi, esponente di spicco del corpo docente londinese.

Studi professionali e docenze

Nel 1981, Arad, in associazione con Caroline Thorman, ha dato vita allo studio One Off, precursore di Ron Arad Associates, fondato nel 1989. Nel segno di una costruzione multiforme di soggetti in cui cimentarsi, ha poi aperto il Ron Arad Studio, a Como, nel 1994, e, nel 2008, Ron Arad Architects.

Il suo sito, multi-tematico e un po’ naif, raccoglie su pagine web immagini e percorsi professionali attraverso le sue quattro creature.

In parallelo all’attività progettuale, Ron Arad è stato docente alla Hochschule di Vienna e al Royal Collage of Art di Londra. Al Royal College ha anche ricoperto il ruolo di Direttore del dipartimento di Product Design per più di dieci anni, per poi entrare nella Royal Academy.

Thought of Train of Though di Ron Arad VilleGiardini stileitaliano villegiardini.it
L’opera Thought of Train of Though di Ron Arad – stazione di St Pancras (Londra) – Foto @R~P~M by Flickr CC BY NC ND 2-0

Il mondo di Ron Arad – creazioni e collaborazioni

In One Off, Arad ha ottenuto i primi riconoscimenti come designer e progettato la little heavy chair, una poltrona in espanso schiumato con scheletro in acciaio, ancora oggi pietra miliare del settore.

Nello stesso periodo, ha disegnato la Rover Chair, installando un sedile trovato accanto alla spazzatura su una struttura metallica e disegnando il risultato in un progetto. Lo stilista Jean Paul Gaultier ha voluto per primo quel prototipo, finito, in altra versione, anche al Centre Pompidou.

Quella di Ron Arad era una continua sperimentazione sull’utilizzo dei materiali e delle tecniche di produzione. Cercava di destrutturare ogni forma canonica, per poi ricostruirla con qualche innovazione, senza mai perdere il filo della cultura progettuale originaria.

Il designer cercava sempre di entrare in un mood al confine tra artigianato e scultura, testando a mano curvature e flessioni del legno e del metallo.

Collaborazioni di livello internazionale

Dalla fine degli anni novanta, Arad ha collaborato con brand affermati, nell’interior design e nella progettazione di accessori.

Per citare solo qualche marchio, ha lavorato per Alessi, Cappellini, Cassina, Driade, Kartell, Magis, Moroso, Swarovski e Vitra. Sconfinando nel fashion e nel tech design, ha firmato lavori per Adidas, FIAT, Kenzo, Le Coq Sportif, LG, Nestlé e Samsung.

Foto Ron Arad VilleGiardini stileitaliano villegiardini.it
Un ritratto fotografico di Ron Arad al Teatro Barbican di Londra – Foto @Rain Rabbit by Flickr CC BY NC 2.0

Produzioni artistiche

Tra un progetto di design e l’altro, si è cimentato come artista e, nella fattispecie, come scultore. Possiamo trovare sue opere in- e outdoor in Inghilterra, Italia, Canada, Israele, Corea del Sud e Singapore.

L’architettura

Ron Arad ha lavorato anche in ambito architettonico, creando il Foyer del Teatro dell’Opera a Tel Aviv, il complesso commerciale belga Médiacité, a Liegi e, insieme all’architetto Bruno Asa, il Design Museum Holon (dedicato al design) nel suo paese di origine.

Mostre e riconoscimenti

Ron Arad ha vinto diversi premi internazionali, tra cui quello di Royal Designer for Industry (RDI), e ricevuto una laurea honoris causa nella sua città natale.

Le sue creazioni arricchiscono collezioni pubbliche e private. Ha esposto, sempre con grande riscontro di pubblico, al MoMA e al Met (Metropolitan Museum of Art) di New York, al Victoria and Albert Museum di Londra e, come accennato in precedenza, al Centre Pompidou di Parigi.

In Reverse alla Pinacoteca Agnelli di Torino

Tra il 2013 e il 2014, Ron Arad è stato protagonista di una mostra sperimentale alla Pinacoteca Agnelli di Torino. Lì ha applicato i suoi test di stress dei materiali alle carrozzerie di automobili, in primis la 500, icona dell’automotive.

Sulle pareti della Pinacoteca aveva installato l’opera multipla Dried Flowers, che contemplava sei Fiat 500 divenute sculture per compressioni estreme e prospettive originali. Le auto orbitavano attorno a uno stampo industriale, utilizzato per dar forma ai pannelli delle vetture.

Divano di Ron Arad VilleGiardini stileitaliano villegiardini.it
Allestimento divani living di R. Arad per Moroso – Salone del Mobile MI 2008 – Foto @Dave Pinter by Flickr CC BY NC ND 2.0

Il mondo di Ron Arad – opere di design iconiche

La prolifica produzione di Ron Arad ha generato troppe opere di design per analizzarle in modo esaustivo. Alcune, però, hanno segnato n modo significativo l’estetica del suo lavoro e qui sono riportate in foto.

La libreria Bookworm

Nel 1994, il designer israeliano ha progettato la libreria Bookworm (crasi di “libro” e “verme”) e Kartell ne ha completato l’evoluzione.

Ripensando il concetto di libreria oltre le geometrie a piani lineari, ha disegnato un oggetto flessibile che serpeggia lungo la parete. Inizialmente aveva utilizzato lastre di metallo flessibili e resistenti, ma Kartell gli ha suggerito di riplasmarla con polimeri termoplastici.

L’oggetto ha avuto un grande successo commerciale e ne sono nate diverse varianti, per colore, dimensioni e sviluppo.

Thought of Train of Though (Pensiero del Treno del Pensiero)

Nel 2016, in un progetto congiunto tra la Royal Academy of Arts e la stazione di Saint Pancras a Londra, Ron Arad ha proposto un’installazione, dedicata al sito ferroviario, dal nome Thought of Train of Thought.

Si trattava di lama torta di quasi venti metri, in alluminio, appesa al soffitto con fili ad alta resistenza. Un oggetto che, per una leggera rotazione, creava l’illusione del movimento, cambiando continuamente la percezione dei visitatori.

Panca Folly di Ron Arad VilleGiardini stileitaliano villegiardini.it
La panca Folly di Ron Arad per Magis – Foto @Ali Eminov by Flickr CC BY NC 2.0

La panca Folly per Magis

Nel 2013, Arad ha disegnato, per Magis, la panca Folly, un prodotto di design dal sapore scultoreo. È un oggetto in polietilene stampato in una dinamica rotazionale che gli conferisce l’aspetto di un tessuto avvolto su se stesso.

Concepita per esterni, ma fruibile anche all’interno, la panca può accogliere più persone, simulando un movimento sinuoso, che ricorda un po’ (anche per il colore marrone-cortain) i disegni sulla sabbia.

La filosofia di Ron Arad

Il designer israeliano, curiosamente noto per indossare sempre cappelli (talvolta di sua creazione), ha più volte detto di cercare le idee un po’ ovunque, col solo problema di “capire a quali dare la precedenza”. Ogni suo disegno nasce dalla curiosità, nel tentativo costante di progettare oggetti che “l’interessino o lo divertano”.

Da sempre è innamorato del gesto di disegnare e crede nel dialogo e nel confronto con gli altri. Una volta si è auto-definito con una considerazione interessante: fin da bambino non si sentiva in grado di fare quello che si aspettavano da lui, così si è specializzato nella sperimentazione di percorsi inattesi, con l’effetto di trovare nuovi approcci ai processi creativi.

Paolo Servi

©Villegiardini. Riproduzione riservata

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