Frederick Olmsted architetto paesaggista di Central Park

Frederick Olmsted
Driprock arch in Central Park - ©Peter Miller (Flickr CC BY-NC-ND 2.0)

Frederick Olmsted è stato il precursore dell’architettura del paesaggio americana. Progettista, giornalista e personaggio pubblico, è conosciuto come autore di numerose aree ricreative pubbliche nella seconda metà dell’Ottocento, tra cui il Central Park di New York, e fu un convinto sostenitore dell’idea che i parchi e gli altri spazi collettivi, accessibili a tutti, abbiano un grande significato sociale.

La formazione e i viaggi

Frederick Law Olmsted è nato il 26 aprile 1822 a Hartford nel Connecticut ed è morto il 28 agosto 1903 a Belmont in Massachusetts. Rinunciò ad entrare allo Yale College a causa di una lunga malattia dovuta a una pianta velenosa che gli provocò un’infiammazione agli occhi. Successivamente fece esperienza nella fattoria che aveva acquistato e in cui coltivava ortaggi.

Nel 1850 Frederick Olmsted viaggiò in diversi paesi europei, in particolare in Gran Bretagna. Visitò per caso Birkenhead Park che era stato aperto di recente con fondi pubblici. Questo parco, ideato da Joseph Paxton, ha segnato profondamente l’architetto paesaggista americano grazie al suo aspetto naturale e ai percorsi tortuosi. Si accorse che tutta la popolazione poteva godere del luogo, pratica non molto diffusa all’epoca. Aveva infatti visitato il castello gallese di Chirk e, il suo giardino all’inglese curatissimo, poteva essere usato soltanto dalla famiglia e pochi eletti.

Dopo essere tornato negli Stati Uniti, a Frederick Olmsted fu richiesto di scrivere un libro sul suo viaggio. All’inizio del 1852 fu pubblicato il saggio intitolato ‘Walks and Talks of an American Farmer in England‘ che ricevette recensioni positive dalla critica.

Central Park

Tra gli anni ’20 e gli anni ’50 del XIX secolo la popolazione di New York si era quadruplicata espandendosi verso l’isola di Manhattan. La popolazione, per sfuggire ai rumori e alla vita caotica, cercava spazi aperti andando spesso in cimiteri che erano i pochi luoghi aperti della città. Nel 1851 il sindaco della città espose la necessità e i vantaggi di un nuovo grande parco e propose la sua costruzione.

Zona di Central Park nel 1859

Il progetto

Nel 1857, insieme all’architetto inglese Calvert Vaux, vinse un concorso di progettazione per il futuro di Central Park presentando il progetto dal titolo ‘Greensward‘.

Quest’opera seguiva l’estetica del giardino all’inglese nel rapporto con il paesaggio urbano circostante. I vialetti erano ribassati sotto il livello del suolo, definiti da bordure di fitti arbusti e chiusi da una recinzione per dare l’impressione di essere immersi nella natura. Sulla mappa apparivano sentieri tortuosi, lungo i quali si susseguivano prati incorniciati da alberi ad alto fusto, rocce, laghi con isole boscose e collinette.

La diagonale, generata dal vertice basso del rettangolo di base inquadrato nella griglia ortogonale newyorkese, è un’ampia area pianeggiante e ombreggiata da una fitta vegetazione che termina con un terrazzo a due livelli e una fontana aperti sul ‘The Lake’. Accanto, era prevista la costruzione di un music hall, una serra e un giardino fiorito. Secondo l’idea di Olmsted e Vaux, solo nei viali della piana e agli ingressi del parco potevano esserci composizioni scultoree. Nella parte settentrionale del parco si proponeva di allestire un arboreto e di realizzare un museo botanico. Il progetto prevedeva nove ponti, uno dei quali doveva essere in pietra.

Mappa di Central Park nel 1875

Costruzione

Frederick Olmsted, già Soprintendente del Parco nel 1857, fu nominato successivamente capo architetto con l’approvazione dei risultati del concorso, mentre Calvert Vox assunse il ruolo di assistente. I compiti principali di Vox includevano la progettazione architettonica di varie strutture, inclusi ponti, padiglioni e rimesse per barche, mentre Olmsted era responsabile del disegno del paesaggio e della percezione artistica ed estetica dell’intervento nel suo insieme.

La costruzione del parco durò dal 1858 al 1873. La zona presentava molti problemi in quanto preesistevano altopiani rocciosi, paludi e acquitrini. La terra stessa non era adatta a molte delle specie di piante previste dal piano. Fu quindi rimossa e sostituita da milioni di metri cubi di terreno fertile. La maggior parte delle rocce sono state eliminate mentre, per quanto riguarda gli acquitrini, è stato creato un sistema di drenaggio per mantenere una umidità ideale.

Il parco, una volta ultimato, ha rivelato alcune modifiche strutturali rispetto al progetto originale. I percorsi sono stati divisi tra pedoni, cavalli e veicoli. I viali non si intersecavano mai alla stessa quota, di conseguenza, il numero dei ponti è passato da 9 a 34. Ogni collegamento sopraelevato aveva un’architettura unica, dalla semplicità dell’ardesia e granito fino ad arrivare ad uno stile gotico ricercato. La maggior parte degli edifici in legno furono sostituiti con edifici più moderni.

Gothic Bridge #28 in Central Park – ©Bryan Schorn (via wikimedia commons CC BY-SA 3.0)

Prospect Park

Olmsted e Vaux fondarono lo studio Olmsted, Vaux & Company, la cui attività principale era l’architettura del paesaggio. Il sodalizio si protrasse dal 1865 fino al 1872. La fine della guerra civile portò ad un rapido sviluppo dell’economia statunitense, che si riflesse in un incremento delle commesse edili.

Insieme crearono il Prospect Park, un grande parco pubblico a Brooklyn, paragonabile per dimensioni e stile al Central Park di Manhattan. Uno dei tratti caratteristici di Prospect Park è stato la costruzione di un esteso corso d’acqua, che in diverse aree ha creato l’illusione di un ruscello turbolento in una gola di montagna boscosa, o di un pittoresco lago con molte piccole isole.

A differenza del progetto di Manhattan, dove il serbatoio centrale era scavato da un ruscello paludoso, a Brooklyn l’intero sistema doveva essere formato da zero e alimentato con l’acqua di un pozzo tramite una potente pompa. Il fondo del corso d’acqua per tutta la sua lunghezza era rivestito in piastrelle di ceramica, proprio come a Central Park. Nonostante la diversità dei paesaggi del parco, facevano entrambi parte di un sistema unitario profondamente congegnato per creare un senso di armonia campestre, libera dal caos della città.

Prospect Park nei primi anni dopo l’apertura

I parchi di Buffalo

A Buffalo, Olmsted e Vaux hanno previsto un sistema di parchi, ovvero una serie di aree ricreative in diverse parti della città, collegate da viali come gli Champs-Elysées a Parigi. In tutto hanno progettato tre parchi tra cui quello che oggi viene chiamato Delaware Park, centrale e più grande. Secondo il piano, percorsi a raggiera avrebbero dovuto condurre da esso agli altri due parchi cittadini: il The Front e il The Parade, oggi chiamato Martin Luther King Park.

Retro del Albright-Knox Art Gallery con vista sul lago nel Delaware Park

Trasformazione del Campidoglio

Nel marzo 1874, Olmsted ricevette un ordine per la costruzione di giardini e parterre vicino al Parlamento, sull’area dove preesisteva un prato con isolati alberi dall’esile fusto, e si occupò anche della trasformazione paesaggistica della zona attorno al Campidoglio a Washington. L’architetto presentò un progetto dettagliato, che comprendeva vialetti tortuosi, cordoli, spazi verdi, fontane, piccole forme architettoniche e altre strutture. Era particolarmente orgoglioso di una piccola casa per le vacanze con una fontana di acqua potabile e un carillon, che chiamò Summerhouse.

Summerhouse

Maria Giulia Parrinelli

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