Il Divisionismo fu un movimento artistico che ebbe origine in Italia verso la fine del XIX secolo, e che derivò tecnicamente dal neoimpressionismo. Questa corrente seguiva e rinnovava le sperimentazioni tecniche e le ricerche dell’impressionismo. In Italia, come in Francia, la conoscenza delle teorie e degli studi scientifici sul colore portò a una nuova pratica pittorica mirata a aumentare la sensazione visiva dell’immagine e a superare la pittura storico-naturalistica.
Dato che gli artisti che adottarono questa tecnica non scrissero mai un manifesto artistico ufficiale spesso non è considerato un movimento pittorico nonostante la sua importanza storica.

Ispirazioni

Puntinismo

Il divisionismo si è ispirato al puntinismo francese sotto il profilo tecnico. A sua volta il puntinismo derivava dalla corrente impressionista e consisteva nell’accostare sulla tela, attraverso dei puntini colori puri senza mescolarli. In Francia a quei tempi personaggi come Georges Seurat portava avanti diverse ricerche riguardo le leggi della mescolanza ottica e i principi della forma che gli artisti francesi seguivano mentre quelli italiani non applicarono in modo ortodosso.

Di fatti il divisionismo fu ispirato da contesti differenti rispetto al puntinismo. Se in Francia, il movimento impressionista era il contesto culturale di riferimento in Italia, invece, furono la Scapigliatura e il Decadentismo a influenzare il movimento, dando vita a un’evoluzione unica e peculiare rispetto alle correnti francesi.

divisionismo puntinismo differenze
Battello sul Lago Maggiore. Angelo Morbelli – CC0

Scapigliatura

Questo gruppo artistico e letterario emerse in Italia settentrionale nella seconda metà del XIX secolo e si diffuse rapidamente in tutta la penisola, trovando il suo epicentro a Milano. I membri della Scapigliatura si opponevano al romanticismo italiano tradizionale, cercando invece di recuperare le suggestioni del romanticismo straniero e diffondendo il gusto per il nascente naturalismo francese e il maledettismo di Baudelaire, anticipando in questo modo il verismo e il decadentismo.

Infatti, la Scapigliatura portò gli artisti a concentrarsi sul ritratto dell’introspezione psichica o sentimentale, comune anche al Realismo. Per quanto riguarda la tecnica pittorica, la Scapigliatura era caratterizzata da contorni sfumati, colore spumoso e forte contrasto chiaroscurale. Sebbene fosse associata all’Impressionismo, si differenziava per la sua acuta sensibilità e l’intimismo dell’interpretazione.

Simbolismo

Il Divisionismo si ispira al Simbolismo per la rivalutazione dei miti, il misticismo e il rapporto tra la musica e la pittura tipico dell’estetica wagneriana. Però, a differenza del Simbolismo, il movimento si caratterizza anche per l’impegno sociale e politico dei suoi aderenti.

divisionismo arte sacra
Culto dei fiori. L’autore Augusto Mussini detto fra’ Paolo o frate-pittore (pur non avendo mai preso i voti) e don Angelo Rescalli cercarono di rinnovare l’arte sacra in chiave divisionista – CC0

Soggetti

Il movimento artistico del Divisionismo nasce in un’epoca segnata dalla Rivoluzione Industriale e dalle guerre che affliggono l’Europa. L’aggravarsi dei problemi sociali viene registrato dagli artisti, i cui contenuti pittorici diventano sempre più tragici e l’arte viene vista come una via di salvezza. La natura è vista come una fonte di vitalità in cui gli artisti si rifugiano e che interpretano con sottolineature diverse, creando un significato simbolico evocativo, reso possibile grazie alle nuove tecniche sviluppate.

In un primo momento le opere vertono su paesaggi e scene all’aria aperto per poi lasciare spazio alle problematiche sociali e la vita quotidiana come avevano già fatto i Macchiaioli in Toscana.

Tecnica pittorica

La tecnica usata consisteva nella separazione dei colori in singoli linee, che interagiscono fra di loro in senso ottico, e per questo motivo è spesso considerato come una variante specifica del puntinismo. A differenza del puntinismo però i colori non sono dati da singoli punti ma da pennellate direzionali che si avvolgono e si piegano assecondando le forme e la luce.

Il termine divisionismo deriva dal fatto che i colori veniva usati divisi ma come tutti i neo-impressionisti erano interessati a rappresentare gli effetti della luce e a ottenere la massima luminosità attraverso l’uso di colori puri sulla tela e non mescolati sulla tavolozza, al fine di ottenere la fusione ottica nella mente dell’osservatore.

Artisti rappresentativi

La nascita del Divisionismo avviene alla I° Esposizione Triennale di Belle Arti di Milano del 1891, ospitata presso la Pinacoteca di Brera di Milano. In questa occasione venne presentato il celebre dipinto Le due madri di Giovanni Segantini.

divisionismo segantini
Le due madri (1899/1900) Giovanni Segantini – CC0

I primi pittori divisionisti furono capeggiati da Vittore Grubicy de Dragon e più tardi da Gaetano Previati che scrisse i Principi scientifici del divisionismo nel 1906. Il primo pittore che però applicò questa tecnica a soggetti sociali e politici fu Giuseppe Pellizza da Volpedo ma anche Angelo Morbelli e Emilio Longoni.

 quarto stato
Il quarto stato (1901) Giuseppe Pellizza da Volpedo – CC0

Ma è nel tema del paesaggio che il divisionismo trova più sostenitori, tra cui Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli e Matteo Olivero. Altri aderenti alla pittura di genere furono Plinio Nomellini, Rubaldo Merello, Giuseppe Cominetti, Camillo Innocenti, Enrico Lionne e Arturo Noci. Il divisionismo ebbe anche un’importante influenza nelle opere di giovani artisti che sarebbe diventati i maggiori esponenti del futurismo quali Gino Severini, Giacomo Balla, Carlo Carrà e Umberto Boccioni.

Il carro del sole (1900) Gaetano Previati – CC0

Maria Giulia Parrinelli

©Villegiardini. Riproduzione riservata

Vi potrebbero interessare anche: