Hendrik Petrus Berlage, architetto e urbanista

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Hendrik Petrus Berlage, (1856-1934), è stato un architetto e urbanista olandese che ha esercitato una notevole influenza sull’architettura moderna nei Paesi Bassi, in virtù di un particolare utilizzo dei materiali basato sulle specificità delle loro proprietà intrinseche e da un’assenza di decorazione.

Berlage si è formato come architetto presso il politecnico di Zurigo in Svizzera e iniziò la sua attività professionale nella città di Amsterdam, dove tra il 1898 al 1903 realizzò la Borsa di Amsterdam. Questo edificio è stato pensato con il criterio proprio di quei tempi, secondo il quale ogni materiale deve essere veritiero e libero da decorazioni che mirano ad imitare altri materiali. Lo stesso pensiero progettuale è stato condiviso da molti architetti a lui coevi, come Adolf Loos, che nei suoi scritti denunciò un’architettura con troppe decorazioni, promuovendo in alternativa l’uso di materiali per quello che sono e rappresentano, senza dover imitare altri materiali considerati più nobili. Questo approccio dimostrava una tendenza al cambiamento verso una progettazione del mondo moderno. Berlage introdusse in Europa, tra i primi, i nuovi architetti americani come Louis Sullivan e Frank Lloyd Wright, che conobbe grazie a un viaggio intrapreso nel 1911. L’architetto rappresentò per l’Europa ciò che Richardson rappresentò per l’America: un richiamo alla moralità costruttiva, alla corrispondenza tra forme e contenuti in un equilibrio stilistico perseguito attraverso il recupero del valore sociale dell’arte. Oltre alla Borsa di Amsterdam, considerato il suo capolavoro, altri edifici da ricordare sono l’Algemeenen Nederlandschen Diamantbewerkersbond (edificio del sindacato dei lavoratori dei diamanti) ad Amsterdam, e l’Haags Gemeentemuseum a L’Aia.

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Fino dai primi anni del 900 L’architetto Berlage  si occupò di realizzare edifici ma anche di pianificazione urbana di diverse città olandesi. Progettò l’espansione dell’area sud di Amsterdam secondo un disegno compositivo fortemente unitario che si contrappose alle generalizzate tendenze versi il decentramento urbano e i modelli delle città giardino. Oltre alla parte architettonica, si dedicò al design e all’artigianato disegnando mobili e carte da parati. Nel 1886 partecipò al concorso per la facciata del Duomo di Milano con un progetto nel quale veniva considerate più importante la sistemazione della piazza antistante: per questo aggiunse un campanile che avrebbe ampliato il fronte e delimitato meglio la piazza.

Berlage, le opere principali dell’architetto

Beurs van Berlage, la Borsa di Amsterdam

 

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La Beurs van Berlage, ovvero la borsa di Amsterdam, fu costruita tra il 1898 e il 1903 e recupera le forme dell’architettura romanica nella grave semplicità dei volumi e nell’austerità del mattone lasciato a vista decorato solo da figure storiche e illustrazioni simboliche. L’edificio in Damark 243, cuore della città seicentesca , ha ospitato per molti anni la borsa e oggi funge da sede per concerti, mostre, convegni ed eventi.

Questa architettura rappresentò dal punto di vista progettuale un esempio della Scuola Di Amsterdam, stile che fece parte dell’architettura espressionista internazionale. L’approccio di Berlage infatti privilegiò costruzioni in mattoni con murature che rimandavano all’architettura organica e alle masse tradizionali, con l’obbiettivo di creare un esperienza totale dell’architettura vivibile da dentro e fuori l’edificio.

La pianta si presenta come un trapezio allungato e venne pensata e progettata dall’architetto Berlage in base ai tre locali più importanti previsti da questa tipologia di edificio: borsa merci, cereali e valori.

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L’edificio è un unione dei contrasti dello storicismo di quell’epoca, come i nuovi materiali e le tecniche tradizionali dell’edilizia olandese. Berlage volle rappresentare al tempo stesso la solidità dell’economia olandese e, proprio per questo motivo, si ispirò alle antiche basiliche romaniche. L’architetto non riprese semplicemente gli elementi dell’architettura romanica, ma mirò ad integrarli con quelli più moderni con un processo di stilizzazione. L’edificio infatti risulta essere a livello stilistico, un incontro tra un edificio industriale e una chiesa. L’architetto Berlage con questa opera puntò a cambiare gli stili del passato accentuando aerei ampi e gli interni di piano aperti, proprio come succedeva a Londra per la stazione di St. Pancras.

Per ottenere la massima luce negli interni nonostante la grande massa esterna dell’edificio, l’architetto Berlage optò per una copertura in vetro. Questa scelta rappresentò l’unione dei nuovi materiali derivati dall’industrializzazione con lo stile tradizionale. Questo spazio, come la torre angolare sulla sinistra dell’edificio, ricorda elementi tipici delle città medievali. Berlage voleva ricreare una sorta di piazza che sarebbe stata lo scenario per ospitare il libero scambio. I prospetti sono caratterizzati da finestre abbinate che ricordano il ritmo degli edifici presenti lungo i canali della città.

Chiara Cazzani