EDITORIALE – giugno

A CURA DI FRANCO PERFETTI
 

Storie di famiglia e modi di abitare

Quattro ritratti di famiglia, ovvero quattro modi di abitare: è il leitmotiv di questo numero di Villegiardini che mostra, come sempre, aspetti significativi dello stile italiano. Nell’antico Palazzo che sorge accanto alla Basilica di Santo Spirito a Firenze, vivono Eleonora e Lamberto Frescobaldi con i loro figli. Qui, accanto a quadri e opere d’arte del Seicento e ritratti di antenati, ci sono quadri di Sandro Chia, e opere di Jannis Kounellis.

Antico e contemporaneo, tradizione e modernità, sono uniti felicemente in una casa dove hanno partecipato ai lavori di ristrutturazione alcuni dei più bravi artigiani del quartiere di Santo Spirito

falegnami, doratori, corniciai, bronzisti. Arte e creatività tutta italiana si ritrovano in questo luogo. Lo stesso discorso si può fare per Palazzo Balsamo a Lecce, dove vive Maria Lucia Seracca Guerrieri e dove trionfano Barocco Napoletano e Leccese, tra arredi di famiglia e decori che fanno rivivere l’atmosfera del Regno delle Due Sicilie. Un viaggio nel tempo, in un’atmosfera colorata ed elegante che coinvolge e affascina e fa pensare al patrimonio di bellezza e genialità del Bel Paese.

Un’aria diversa, ma coerente con un certo modus vivendi italiano, si respira nel bel casale di campagna immerso nel verde dell’Umbria di Clara Lafuente, architetto, e Mario Gianni, che hanno proceduto a un accurato restauro conservativo dove i materiali (tutte le pietre, le assi delle scale, le travi, i pavimenti) sono stati recuperati con grande rispetto della tradizione.

Una casa frutto della collaborazione di tutta la famiglia, due generazioni di architetti, un filmaker e il figlio Giulio ormai ventenne di cui restano appese sugli alberi le casette per gli uccelli costruite quando era piccolo. Più internazionale ed ecologico l’intervento di Elena Barthel, fiorentina, e Andrew Freear, inglese, entrambi architetti, che hanno lavorato su  un’antica fornace Toscana del 1600, diventata una avanguardistica struttura per abitare attraverso un mix di sperimentazione e sostenibilità, esaltando tecnica e sapienza rurale.
Anche il giardino di Ninfa, luogo di grande fascino (a pagina 100), è legato alla storia di una famiglia, i Caetani, che ne determinò il destino. L’ultima discendente, Lelia, con il marito inglese Hubert Howard, dedicò la sua vita a Ninfa. Gli Howard hanno lavorato molto per proteggere Ninfa e, grazie alla Fondazione Caetani e al curatore Lauro Marchetti, lasciarla intatta per le future generazioni. Ninfa è aperta al pubblico e si sostiene anche grazie alle donazioni dei privati.