È dello studio fiorentino Fabbricanove un interessante e complesso intervento di restaurazione per la Villa a Forte dei Marmiuna casa unifamiliare di 550 mq. I due driver di fondo per gli architetti di Fabbricanove sono stati: instaurazione di un dialogo tra paesaggio e ambiente costruito, e sviluppo di un’interazione con gli artigiani locali.

L’esperimento sembra essere pienamente riuscito, soprattutto se si tiene conto dalla difficile situazione di partenza, ai limiti del degrado. Si trattava di un luogo nato alla fine dell’ Ottocento per accogliere una fabbrica destinata prima a ospitare materiali esplosivi per usi civili, in relazione alle vicine cave di marmo, poi la produzione di munizioni belliche. Alla fine delle ostilità, inizia un periodo di lottizzazione, vista la vocazione turistica del luogo. Infine, la costruzione dell’autostrada ha definitivamente isolato la struttura del centro abitato, chiusa al dialogo con le aree agricole circostanti.

 

L’edificio è organizzato su due livelli, due volumi sovrapposti. Il primo è a pianta quadrata ed ha una copertura piana e calpestabile, mentre il secondo, al piano superiore, ha pianta rettangolare ed una copertura ad unica falda inclinata. Interessante il dialogo cromatico esterno, in cui il grigio simil antracite del volume superiore ben si sposa con la tinta chiara del volume inferiore. I due volumi sono pensati per ospitare una divisione degli spazi classica: al piano superiore la zona notte padronale, mentre al piano inferiore la camera per gli ospiti, la cucina ed il soggiorno.

Al piano interrato si trovano un ampio garage per cinque posti auto ed i locali tecnici/di servizio. Da segnalare, poi, le varie aperture del piano terra. A sud-ovest la villa si apre verso il giardino ed ospita un patio protetto da una pergola. A sud-est, invece, si trova la piscina.
Tutti gli arredi sono assolutamente artigianali e realizzati secondo i disegni di Fabbricanove, come il mobile contenitore/libreria al piano terra in legno di teak, al quale si affianca la scala bianca in acciaio.

 

 

Piero Di Cuollo

Via DomusWeb

Foto di Filippo Romano