L’esposizione è dedicata al vetro boemo dopo la seconda guerra mondiale e presenta le opere di sei grandi maestri della scultura contemporanea in vetro: Václav Cigler, Vladimír Kopecký, Stanislav Libenský e Jaroslava Brychtová, René Roubíček, Miluše Roubíčková. In mostra anche diciannove fotografie di Josef Sudek dalla serie Glass Labyrinths.

La mostra organizzata per il 2023 a LE STANZE DEL VETRO è Vetro boemo: i grandi maestri, curata da Caterina Tognon e Sylva Petrová e aperta al pubblico sull’Isola di San Giorgio Maggiore dal 14 maggio al 26 novembre 2023. L’esposizione, realizzata in col- laborazione con il Museo di Arti Decorative di Praga, intende raccontare l’emancipazione, dopo la seconda guerra mondiale, del vetro in Boemia dalla tradizionale categorizzazione di arte applicata e decorativa a un utilizzo per la realizzazione di importanti sculture astratte.

In Boemia, una delle regioni dell’odierna Repubblica Ceca, a partire dal XII secolo fecero la loro comparsa dei grandi innovatori che ampliarono il panorama dell’arte vetraria europea. Nel corso della storia i maestri vetrai boemi furono costantemente spinti all’innovazione poiché incalzati dall’agguerrita concorrenza di altre regioni europee, tedesche e soprattutto italiane, la cui eccellente produzione dominava i mercati mondiali nel settore del vetro decorativo. Questa storica competizione ebbe fine nel 1948, quando nella Cecoslovacchia di allora trionfò il regime comunista, che fino al 1989 chiuse totalmente i confini nazionali a ogni forma libera di commercio, circolazione e comunicazione con gli stati occidentali. Questo riguardò naturalmente anche la scena vetraria, che venne sottoposta a forti limitazioni. Ciononostante il regime comunista esponeva con orgoglio le creazioni in vetro degli artisti cechi alle gran- di esposizioni internazionali.

La mostra presenta il lavoro di grandi personalità artistiche che, nate nelle terre ceche nei primi decenni del XX secolo, hanno visto le proprie vite scorrere di pari passo con le turbolente trasformazioni della società cecoslovacca e che nel proprio percorso di vita sperimentano il più grande conflitto europeo, poi un breve periodo democratico di soli tre anni, che si trasforma nel 1948 nel regime totalitario comunista; infine, dopo il 1989, il ritorno di una democrazia in linea con gli standard europei. È ammirevole come le innumerevoli restrizioni e libertà negate a questi artisti non siano state in grado di arrestarne la creatività né, in senso più ampio, di immobilizzare la positiva evoluzione dell’intera scena artistica cecoslovacca. In particolare, questi grandi maestri sono stati i pionieri della giovane disciplina del “vetro d’artista”: le loro creazioni, arricchite delle caratteristiche specifiche del vetro, nascono come esemplari unici e non come oggetti d’uso, proprio come è sempre stato in pittura e scultura. Il percorso espositivo inizia con i lavori in vetro soffiato di Miluše Roubíčková (Praga, 1922 – Kamenický Šenov, 2015) e poi di René Roubíček (Praga, 1922-2018), due artisti molto legati nella vita personale, ma indipendenti e autonomi nella loro produzione artistica. Tratto narrativo peculiare della produzione di Roubíčková è la rappresentazione ante litte- ram dell’universo femminile: attraverso bouquet di fiori, vassoi di pasticcini, gomitoli di lane colorate, vasetti di marmellata, tutto rigorosamente realizzato in vetro, rappresenta le donne e il loro specifico lavoro domestico. I vetri astratti di Roubíček sono invece espressione di vitalità e serenità, ma al contempo mettono in scena la grande contemporaneità con cui l’artista affronta un’esistenza sofferta e difficile, negli anni del regime comunista.

Il lavoro di Václav Cigler (Vsetín 1929) consiste di progetti realizzati alla fine degli anni ’60 per installazioni e architetture visionarie e sofisticate opere in cristallo ottico di grande impat- to per purezza e minimalismo. Seguono le opere di Vladimír Kopecký (Svojanov 1931), arti- sta fortemente performativo che usa il vetro industriale quale “tela” per una pittura informa- le di forte ampiezza cromatica. La coppia Stanislav Libenský (Sezemice, 1921 – Železný Brod, 2002) e Jaroslava Brychtová (Železný Brod, 1924 – Jablonec nad Nisou, 2020) a partire dagli anni ’40 si dedica a ricerche e sperimentazioni sul vetro casting o fusione a stampo aperto. La lavorazione a casting diven- terà simbolo del vetro moderno cecoslovacco. I due artisti per oltre sessant’anni ne indagano le possibilità tecniche e arrivano a creare opere di dimensioni maestose, oltre che straordina- rie nella purezza dei colori e delle trasparenze. La mostra si completa con diciannove fotografie di Josef Sudek (Kolín 1896 – Praga, 1976) della serie Glass Labyrinths, scattate in occasione della mostra Vetro Boemo Contemporaneo, organizzata a Praga nel 1970 per il V congresso dell’AIHV – Association Internationale pour l’Histoire du Verre. Sudek, spesso nominato “il poeta di Praga”, attraverso le opere di questa importante e storica esposizione, reinterpreta con il suo straordinario punto di osservazione, l’intrinseca relazione tra il vetro e la luce. Nella sala video de LE STANZE DEL VETRO sono inoltre presenti cinque filmati in loop, prodotti dagli anni ottanta ad oggi, che dimostrano l’unicità creativa degli artisti in mostra.

In occasione della mostra, il Centro Studi del Vetro della Fondazione Giorgio Cini orga- nizza sull’Isola di San Giorgio Maggiore lunedì 15 maggio a partire dalle 9.30 il convegno internazionale Il vetro boemo nel Novecento. I relatori invitati offriranno uno spaccato ine- dito sulle personalità e sui contenuti presentati nel percorso espositivo, soprattutto rispet- to all’arco cronologico preso in esame, dagli anni successivi alla fine della Grande Guerra fino ai giorni nostri. La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Skira, che contiene al suo inter- no importanti approfondimenti a firma delle curatrici, di Rainald Franz, Responsabile della Glass and Ceramics Collection al MAK-Austrian Museum of Applied Arts / Contemporary Art di Vienna, e di Eva Krátká, storica dell’arte. Il volume si apre con le installation views del- le opere allestite a LE STANZE DEL VETRO, continua con un dettagliato regesto per ogni opera esposta e si chiude con la pubblicazione di diciannove fotografie di Josef Sudek, di cui sedici scattate alla mostra Vetro Boemo Contemporaneo organizzata nel 1970 a Praga, alcune assolutamente inedite e pubblicate insieme per la prima volta. Si ricorda che, oltre al bookshop nello spazio espositivo, è sempre attivo il bookshop online de LE STANZE DEL VETRO sul sito www.lestanzedelvetro.org con un’ampia selezione di libri specialistici dedicati agli amanti del vetro. Inoltre, è possibile acquistare a un prezzo speciale una selezione di dvd e cataloghi delle mostre già tenutesi a LE STANZE DEL VETRO. Per rimanere sempre aggiornati sulle novità si consiglia di seguire i profili social (@lestanzedelvetro) e di iscriversi alla newsletter mensile tramite il sito web.

DIDATTICA E VISITE GUIDATE GRATUITE

In occasione della mostra Vetro boemo: i grandi maestri è disponibile per i visitatori de LE STANZE DEL VETRO il servizio gratuito di visite guidate a partenza fissa, da dome- nica 14 maggio 2023 tutti i sabati e le domeniche alle 17 in italiano (alle 15.30 a partire da ottobre) e alle 12 in inglese. Le visite guidate gratuite sono attivabili anche in qualsiasi altro momento, eccetto il mercoledì e con almeno due giorni di anticipo sulla data richiesta. Visite guidate online sono disponibili su richiesta, su prenotazione con due giorni di anti- cipo e per un minimo di 5 partecipanti. Inoltre il pubblico adulto potrà condividere l’esperienza delle opere in mostra insieme a figli e nipoti chiedendo l’attivazione di visite guidate gratuite in presenza dedicate a bambini e ragazzi, volte a trasmettere alle giovani generazioni la magia del vetro in modo curioso e divertente.

Laboratori domenicali e incontri per famiglie e ragazzi

Ricca di novità la programmazione dei SUNglassDAYs, gli appuntamenti domenicali pen- sati appositamente per le famiglie: sono in programma incontri in presenza a LE STANZE DEL VETRO il 14, 21 e 28 maggio alle ore 11 e il 2, 3 e 4 giugno sempre alle ore 11 per scoprire i colori, i riflessi e le forme che il vetro e la luce producono insieme come un gioco misterioso tra le sale della mostra. Gli appuntamenti di giugno coinvolgeranno inoltre gran- di e piccoli con divertenti attività alla scoperta del proprio talento.

Attività didattiche per le scuole 

Non mancheranno le attività dedicate alle scuole: le singole classi verranno accolte a LE STANZE DEL VETRO con apposite visite guidate, in presenza oppure online, alla scoper- ta delle opere in mostra, seguite da un laboratorio pratico o da un momento di confronto, con l’ausilio di supporti visivi e multimediali, adeguati alle diverse fasce d’età. Da settem- bre sarà disponibile per il download sul sito www.lestanzedelvetro.org il programma didat- tico riservato alle scuole di ogni ordine e grado, con tutti i dettagli dei percorsi differenziati per fasce d’età

Vetro boemo

LA REPUBBLICA DI VETRO(estratto dal catalogo)

Caterina Tognon, Curatrice 

1990

La mia avventura con lo straordinario mondo del vetro boemo inizia a casa del Maestro Lino Tagliapietra, che a Murano era il solo a conoscere il vetro cecoslovacco. Lino mi consiglia di andare a Praga e incontrare Sylva Petrová, giovane curatrice del Museo di Arti Decorative della città. Parto subito. Petrová mi accompagna con pazienza nei depositi all’ultimo piano del museo: ambienti magici, arredati con grandi armadi in legno e vetro, colmi di bicchieri, alzatine, servizi per la tavola, vasi, piatti, divisi per macro-aree storiche dal Duecento all’Ot- tocento; nel sottotetto, invece, il deposito del Novecento, senza alcun oggetto d’uso o di decorazione, ma molti vetri spesso incolore e di grandi dimensioni dalle forme astratte di forte impatto visivo, sculture a tutti gli effetti. È l’inizio di un incanto: da allora, sono tornata in Repubblica Ceca almeno una volta l’anno perché in questa regione dell’Europa centrale, che ho conosciuto in uno stato di povertà e frustrazione, ho sempre trovato un clima culturale di grande contemporaneità.

2010

Viaggiando in lungo e in largo ho incontrato musei dedicati al vetro quasi in ogni città. Soltanto in Repubblica Ceca ci sono 282 musei che gestiscono 65 milioni di vetri da collezione! Ne ricordo alcuni in particolare, spettacolari sia per qualità delle opere sia per l’allestimento. Uměleckoprůmyslové museum v Praze – Museo di Arti Applicate di Praga è, nel suo gene- re, l’istituzione più importante del Paese. Moravská galerie v Brně – Galleria della Moravia a Brno con un allestimento geniale, rea- lizzato da Maxim Velčovský. Severočeské Muzeum v Liberci – Museo della Boemia settentrionale a Liberec. Oltre all’im- portante collezione di vetri, presenta un’esposizione di arte tessile moderna e contempora- nea di grande qualità.

Muzeum skla a bižuterie v Jablonci nad Nisou – Museo del vetro e del gioiello a Jablonec nad Nisou con la più grande collezione al mondo di bigiotteria in vetro, ambito in cui si spe- cializza dal 1961. Východočeské muzeum v Pardubicích – Museo della Boemia orientale a Pardubice, pos- siede due diverse collezioni: i vetri storici dall’inizio del XVII alla prima metà del XX secolo e più di mille vetri d’artista realizzati dal 1920 a oggi da oltre 140 artisti. Museum Moser – Museo Moser a Karlovy Vary, a fianco della famosa omonima fornace atti- va dal 1870, a testimoniarne l’importanza. Nella maestosa promenade di Karlovy Vary, tra i colonnati classici e i leziosi chioschi liberty si beve l’acqua termale che sgorga da quattordi- ci fonti diverse, ciascuna con una specifica qualità e temperatura. PASK – Padiglione del Vetro a Klatovy, realizzato dallo studio Atelier 25 nel parco del Museo regionale e dedicato ai vetri Loetz. I tre piccoli musei del vetro di Nový Bor, Železný Brod e Kamenický Šenov, affacciati sulle rispettive piazze principali, piccoli gioielli di museografia.

2023

Questa mostra alle Stanze del Vetro presenta gli esordi del cosiddetto vetro ceco contempo- raneo: un movimento artistico nato subito dopo la seconda guerra mondiale, accuratamente descritto nei saggi in catalogo di Sylva Petrová, Rainald Franz ed Eva Krátká. L’esposizione vuole promuovere un momento d’incontro tra la grande cultura del vetro mura- nese e quella altrettanto importante del cristallo boemo. Nel Novecento, a differenza dei secoli precedenti, quando Murano e Boemia hanno sempre giocato a rincorrersi e a copiar- si, gli artisti e artigiani veneziani e quelli boemi lavorano con modalità esecutive e sviluppi creativi diversi, direi opposti. Da un lato Murano è concentrata sulle incredibili qualità cromati- che del suo vetro, soffiato in piccole e semplici bolle – declinate in infinite varianti formali – le cui sottili ed eteree superfici sono trattate come piccoli teleri su cui stendere il colore del vetro. Sono vere e proprie opere di arte pittorica ispirate all’astrattismo del Novecento. Dall’altro in Boemia si usano le tecniche tradizionali di soffiatura e di incisione oppure il nuovo casting – fusione a stampo aperto – per scolpire grandi volumi, tanto solidi quanto facilmente attraver- sati dalla luce, per creare sculture astratte in cui il vetro gioca il ruolo di pietra trasparente.

Vetro boemo

INTRODUZIONE ALLA STORIA DEL VETRO CECO DOPO IL 1945 (estratto dal catalogo)

Sylva Petrová, Curatrice 

In Boemia, una delle regioni dell’odierna Repubblica Ceca, a partire dal XII secolo fecero la loro comparsa dei grandi innovatori che ampliarono il panorama dell’arte vetraria europea. La Boemia ha sempre rappresentato un importante polo di produzione del vetro: nel corso della storia i maestri vetrai boemi furono costantemente spinti all’innovazione poiché incal- zati dall’agguerrita concorrenza di altre regioni europee, tedesche e soprattutto italiane, la cui eccellente produzione dominava i mercati mondiali nel settore del vetro decorativo dedi- cato al mondo del lusso. In alcuni periodi storici la Boemia riuscì persino a mettere in ombra la concorrenza d’oltralpe, ad esempio tra il 1600 e il 1760 grazie alla celebre produzione del cristallo inciso e molato. Questa storica competizione ebbe fine nel 1948, quando nella Cecoslovacchia di allora trionfò il regime comunista, che fino al 1989 chiuse totalmente i confini nazionali a ogni forma libera di commercio, circolazione e comunicazione con gli stati occidentali. La cosa riguardò naturalmente anche la scena vetraria, che venne sottoposta a forti limitazioni proprio quan- do in Italia e in altri stati dell’Europa occidentale il settore stava vivendo un momento di gran- de sviluppo. Ciononostante il regime comunista esponeva con orgoglio le creazioni in vetro degli artisti cechi alle grandi esposizioni internazionali, come la XI e XII Triennale di Milano nel 1957 e 1960, e alle Expo di Bruxelles, Montreal, Osaka e così via.

Vetro boemo

La mostra “Vetro boemo: i grandi maestri” presenta il lavoro di grandi personalità artistiche che, nate nelle terre ceche nei primi decenni del XX secolo, hanno visto le proprie vite scor- rere di pari passo con le turbolente trasformazioni della società cecoslovacca. Stanislav Libenský e Jaroslava Brychtová, René Roubíček e Miluše Roubíčková, Václav Cigler e Vladimír Kopecký nel proprio percorso di vita sperimentano il più grande conflitto europeo, poi un breve periodo democratico di soli tre anni, che si trasforma nel 1948 nel regime tota- litario comunista; infine, dopo il 1989, il ritorno di una democrazia in linea con gli standard europei. È ammirevole come le innumerevoli restrizioni e libertà negate a questi artisti non siano state in grado di arrestarne la creatività né, in senso più ampio, di immobilizzare la posi- tiva evoluzione dell’intera scena artistica cecoslovacca. In particolare, questi grandi maestri sono stati i pionieri della giovane disciplina del “vetro d’artista”: le loro creazioni, arricchite delle caratteristiche specifiche del vetro, nascono come esemplari unici e non come oggetti d’uso, proprio come è sempre stato in pittura e scultura.

Vetro boemo

Nel 1939, durante l’occupazione della Cecoslovacchia da parte delle truppe della Germania nazista, tutte le università ceche vennero chiuse. Per questo motivo, alcuni giovani dal talen- to poliedrico che avrebbero studiato altrove – magari all’Accademia di Belle Arti di Praga, o nella facoltà di lingue dell’Università Carolina – fecero domanda di ammissione presso la prestigiosa Accademia di Arti, Architettura e Design di Praga, semplicemente perché si trat- tava dell’unico istituto universitario a cui era stato concesso di continuare le attività. Fu così che a causa di un grave impedimento di natura politica, un’élite dotata e creativa di giovani studenti provenienti da tutto il paese si ritrovò a studiare nello stesso luogo. Negli anni qua- ranta e cinquanta questi ebbero l’opportunità di imparare l’arte del vetro da maestri quali Jaroslav Holeček e Karel Štipl, e soprattutto nello studio di Josef Kaplický. Kaplický, creati- vo dagli ampi orizzonti e attivo in molti e differenti campi di sperimentazione, si era dedica- to con entusiasmo anche al vetro, e grazie al suo approccio teorico universale unitamente al personale modo di affrontare il lavoro artistico divenne un grande riferimento e un’inesau- ribile fonte di ispirazione per tutti i suoi studenti. Nell’immediato dopoguerra molti di questi giovani dotati di straordinaria preparazione furono chiamati dallo stato in aiuto dell’industria e del sistema educativo della Boemia settentrionale, zona fortemente segnata dal conflitto e dall’espulsione forzata della popolazione di origine sudeta. Si lanciarono in questa nuova missione con verve e risultati promettenti… ma nel giro di poco tempo, la stessa politica cul- turale dettata dal governo che li aveva richiamati tolse loro ogni possibilità di libera creazione.

LE STANZE DEL VETRO

Un progetto culturale e uno spazio espositivo per lo studio e il rilancio del vetro moderno e contemporaneo. LE STANZE DEL VETRO sono un progetto culturale e uno spazio espositivo permanen- te, disegnato da Annabelle Selldorf Architects, situato sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, nato nell’estate del 2012 dalla collaborazione tra Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung e dedicato allo studio e all’esposizione delle forme moderne e contem- poranee dell’arte vetraria. Il progetto ha lo specifico obiettivo di riportare il vetro al centro del dibattito e della scena arti- stica internazionale, mostrando le innumerevoli potenzialità di questa materia. Le iniziative culturali de LE STANZE DEL VETRO sono dedicate sia alla promozione degli artisti contem- poranei che hanno utilizzato il vetro come mezzo espressivo originale e medium della pro- pria poetica, sia alla valorizzazione e allo studio dei principali produttori e delle più impor- tanti collezioni di vetro presenti nel panorama mondiale.

Vetro boemo

Dall’inizio del progetto sono state realizzate due mostre l’anno: la prima, in primavera, dedicata all’utilizzo del vetro negli ambiti dell’arte e del design del ventesimo e del ventu- nesimo secolo; la seconda, durante l’autunno, dedicata ai talenti che nel Novecento han- no disegnato e progettato per la vetreria Venini. Tutte le mostre sono accompagnate da un catalogo pubblicato da Skira e disponibile al bookshop de LE STANZE DEL VETRO e online. Al programma di mostre, si sono affiancati progetti speciali, spesso site-specific, che hanno coinvolto artisti contemporanei (l’artista svizzero Not Vital nell’estate del 2013, l’artista giap- ponese Hiroshi Sugimoto nel giugno 2014 e l’artista americana Pae White nel 2017) a con- frontarsi con l’utilizzo della materia vetraria, sia essa artigianale o prodotta industrialmente, ai quali è stata inoltre offerta la possibilità di creare un oggetto unico in vetro di Murano e in edi- zione limitata, a sostegno delle attività organizzate e promosse da LE STANZE DEL VETRO. La missione culturale de LE STANZE DEL VETRO comprende anche un apposito Centro Studi del Vetro veneziano, dedicato alla ricerca, allo studio e alla sperimentazione sul vetro, all’istituzione di borse di studio destinate a studiosi e artisti interessati alla storia, alla tecno- logia e agli sviluppi dell’arte vetraria. Questa realtà opera all’interno dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini, che dal 1954 promuove convegni, seminari, mostre, pub- blicazioni, progetti di ricerca e rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per lo stu- dio dell’arte veneziana. LE STANZE DEL VETRO adottano un modello culturale anglosassone che prevede l’acces- so libero allo spazio espositivo e alle esposizioni, a sostegno dell’idea di cultura come patri- monio appartenente alla comunità. Per questo motivo l’ingresso alle mostre, le visite guida- te e le proposte didattiche sono offerte a titolo gratuito.

Vetro boemo

IL NUOVO CENTRO STUDI DEL VETRO

SALA MESSINA, FONDAZIONE GIORGIO CINI

Fondato nel 2012 all’interno dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini allo scopo di studiare e valorizzare l’arte vetraria veneziana in tutte le sue forme moder- ne e contemporanee, nel volgere di questi anni il Centro Studi è ormai diventato l’Archivio Generale del Vetro Veneziano che trasferisce ora le proprie collezioni nella neo restaurata Sala Messina sull’Isola di San Giorgio Maggiore. La nuova sede verrà aperta al pubblico dal 15 maggio 2023, giornata del simposio di appro- fondimento della storia dell’arte vetraria in Boemia, durante la quale sarà già possibile vedere la realizzazione finale del progetto di allestimento dell’archivio e ricevere informazioni sulle modalità di accesso e consultazione. Lo spazio affaccia sull’incantevole Chiostro dei Cipressi e confina con l’adiacente labirinto di Borges, che lo separa di pochi passi da LE STANZE DEL VETRO, sancendo così una continuità simbolica ideale tra il luogo dedicato alla proget- tazione espositiva e il proprio hub culturale e scientifico, che rappresenta una tappa impre- scindibile per qualsivoglia ricerca in ambito vetrario.

Vetro boemo

Il Centro è infatti da sempre impegnato nell’organizzazione di conferenze, iniziative didatti- che, esposizioni e nell’assegnazione di borse di studio dedicate ai ricercatori interessati al vetro, alla sua storia e agli sviluppi futuri di questo specifico materiale. Vanno ricordate le campagne di digitalizzazione dei fondi – realizzate in sinergia con il team di ARCHiVe – nonché il consolidamento della ricca biblioteca specializzata, la quale annovera 2.300 titoli, molti in unica copia reperibile oppure in prima edizione. Tra le diverse iniziative avvia- te – anche in collaborazione con le università cittadine – vanno poi ricordati i cicli di appun- tamenti e le visite guidate pensate per le scuole di ogni ordine e grado. Il notevole incremento delle donazioni pervenute in questi ultimi anni testimonia peraltro la ritrovata vitalità dell’arte vetraria.

L’Archivio Generale del Vetro, con i suoi oltre duecentomila documenti, tra disegni, schizzi e progetti esecutivi originali, rappresenta un unicum nel suo genere: il corpus dei fondi gra- fici è infatti affiancato da quasi altrettante stampe fotografiche, cui fanno da corollario car- teggi, album, archivi di natura amministrativa e i preziosi cataloghi di produzione disegnati interamente a mano. Le raccolte coprono un arco cronologico che va dalla fine dell’Ottocen- to ai nostri giorni e tra i preziosi tesori oggetto del trasferimento nella Sala Messina è inclu- so l’Archivio Vetrerie Antonio Salviati, che rappresenta in modo esaustivo l’attività della ditta dal 1901 al 1992. Altrettanto ricchi e vasti sono il fondo Pauly & C. – C.V.M e Seguso Vetri d’Arte, la storica vetreria muranese il cui archivio sarà presto pubblicato nel catalogo digitale della Fondazione.

Vetro boemo

Il valore storico-artistico del repertorio è ulteriormente confermato dai disegni e progetti a firma dei più rinomati designers e artisti. Autori che hanno rappresentato la scena artisti- ca e del design nel contesto di importanti esposizioni alla Biennale d’Arte di Venezia, alla Triennale di Milano e presso altre note sedi e manifestazioni internazionali, tra i quali Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Dino Martens, Flavio Poli, Sergio Asti, Vinicio Vianello, Fulvio Bianconi, Ginny Ruffner, Emmanuel Babled, Peter Shire, Pino Signoretto, Cristiano Bianchin, Silvano Rubino, Giorgio Vigna. Tra gli archivi di fornace si distinguono infi- ne nomi quali Barovier Seguso e Ferro, M.V.M. Cappellin & C., Vetreria Artistica Rag. Aureliano Toso. Tutte le collezioni del Centro – librarie, grafiche e fotografiche – sono fruibili da parte del pub- blico e dei visitatori e alcune sezioni si trovano già on line. Sono inoltre consultabili anche le serie multimediali inerenti i convegni, le interviste con i maestri vetrai, gli storici dell’arte, gli artisti e – non ultimi – gli archivi digitali della storica fornace Venini. lestanzedelvetro.org