Spirea, fascino antico e profumo di miele

Spirea
Spirea prunifolia

Le nobili e tenere spiree, dal fascino antico e dal profumo di miele, dai colori leggeri come le loro fronde, si possono annoverare tra le piante che restano quelle di sempre, ancorate in abitudini consolidate, in vecchie storie ancora attuali. Nei secoli scorsi, i giardini si sono riempiti di fiori, alberi e arbusti di tutti i tipi, forme e colori; si sono inseguite mode e tendenze, i dettami di illustri giardinieri, esperti botanici, architetti e paesaggisti nella scelta di generi e specie, rincorrendo le varietà più nuove, gli incroci più strani. Invece le spiree sono ancora quelle dei racconti delle nonne, che erano titolari di giardini spesso splendidi, informali eppure elegantissimi, ricchi di profumi e colori. Anche adesso che le nonne non ci sono più, difficilmente riusciamo a fare a meno di questa leggerezza.

Le spiree, note botaniche

spirea bullata
Spiraea bullata ‘Crispa’

Le spiree sono un genere appartenente alla famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Spiraeoideae (Linneo,1753) che comprende circa 80 specie, arbusti decidui o semi sempreverdi, dalle svariate forme e portamenti. Sono largamente distribuite nelle regioni temperate settentrionali di Europa, Asia e America settentrionale, fino al Messico, in areali che vanno dai luoghi umidi ai 1500 mt di altitudine. Con incroci spontanei o creati dall’uomo, molte di queste specie hanno dato origine a piante che riuniscono le caratteristiche migliori delle specie madri; così la Spiraea × vanhouttei coniuga la compattezza della S. trilobata e la vigoria della S. cantoniensis in un cespuglio morbido che raggiunge le dimensioni più adatte per un utilizzo pressoché universale; la Spiraea x arguta imita i rami esili della Spiraea thunbergii e li riempie precocemente della moltitudine di fiori della S. multiflora.

Origine del nome e introduzione in Italia

spirea cantoniensis
fiori doppi di Spiraea cantoniensis flore pleno

Il nome botanico sembra derivare dal greco speira, perché la forma dei  frutti è a spirale; la pianta di  spirea era una delle erbe sacre per i Druidi. Le prime tracce di coltivazione in Italia risalgono alla metà dell’Ottocento. La spirea diventa pianta spontanea negli anni ’20 del ‘900 in buona parte dell’Italia settentrionale, in particolare in Lombardia, Piemonte, Trentino. Lungo fiumi e sponde di corsi d’acqua si trovano soprattutto specie erbacee come S. ulmaria. Questo è dovuto alla persistenza dei semi nel suolo e alla buona capacità di germinazione. Le varietà  più recenti e coltivate a scopo ornamentale vedono ridotta questa capacità ‘ infestante’, perché spesso sono sterili. Non producendo semi, le nuove varietà si possono utilizzare utilizzabili senza timori di propagazioni un po’ ‘selvagge’.

La pianta

Spirea alba
Spiraea alba latifolia

Le foglie sono alterne, intere, dentate o lobate, più o meno allungate, distribuite su lunghi rami curvi e ricadenti in specie come Spiraea cantoniensis, o dense e fitte su rami raccorciati a formare cespugli compatti e poco vigorosi, come in certe varietà di S. japonica. Il colore varia dal verde scuro brillante al giallo acido o dorato, con sfumature rosse o arancio soprattutto nei getti giovani. Questo le rende particolarmente interessanti nel periodo autunnale, quando assumono tonalità multiple. Allora i colori variano dal giallo ambrato al verde intenso, dal rosso bruno all’arancio caldo e morbido di molte varietà.

Il fiore

I fiori sono generalmente piccoli, a cinque petali, per lo più a forma di piattino o coppa, con gli stami molto evidenti a formare gialle nuvolette leggere, riuniti in corimbi che si sistemano sui rami in maniera fitta o più rada, larghi dai 2-3 cm ai 6-7 nelle varietà più vigorose , formando lunghi “tubi” molto appariscenti su cespugli spesso dalle forme espanse e poco geometriche. I colori variano dal bianco ottico, talvolta sfumato di rosa, nelle varietà a fioritura primaverile, al rosa tenue o acceso nelle specie a fioritura estiva, dove gli stami sono rosa anziché gialli.

Un po’ di storia

Un cenno a parte merita la S. ulmaria, o Filipendula ulmaria, specie erbacea perenne i cui fiori sono usati in fitoterapia nel trattamento di stati febbrili e influenzali per effetto delle sue proprietà antinfiammatorie, diuretiche e antispasmodiche. Infatti il suo fitocomplesso contiene derivati salicilici, ben conosciuti grazie all’acido acetilsalicilico, che svolgono azione antinfiammatoria, analgesica e antipiretica. L’importanza terapeutica di questa pianta divenne notevole quando, intorno al 1845, Hermann Kolbe riuscì per primo a isolare l’acido salicilico attraverso la distillazione dei fiori. Nel 1899, unendo il prefisso “a-“ ( per acetile) con “-spirina”( appunto da spirea, da cui fu ricavato l’acido salicilico), il principio attivo di acido acetilsalicilico fu brevettato dalla Bayer  e messo in commercio con il nome Aspirina.

Come coltivare le spiree

Le piante di spiree sono arbusti rustici e resistenti che possono trovare largo impiego in giardini grandi e piccoli, utili per formare siepi e bordure,  per caratterizzare grandi spazi con le fontane morbide di alcune specie a fioritura primaverile. Inoltre sono adatte per muri e scarpate, per creare macchie dalle sfumature accese e intense, perfette per le giornate estive. I nuovi getti e le foglie possono avere caldi toni scuri o dorati. I colori accenderanno l’autunno di giallo, arancio, verde scuro e rosso bruno.

Come utilizzarle in giardino

Le spiree hanno una notevole versatilità di utilizzo anche nel verde urbano, in aiuole informali, in siepi dalla crescita veloce. Consentono una bella varietà di forme, colori e fioriture scalari, pur avendo pochissime esigenze in termini di cure e manutenzioni. La semplicità di uso e manutenzione di questi arbusti è dovuto soprattutto al fatto che sono capaci di adattarsi a molte situazioni, climatiche e pedologiche; sono sufficientemente resistenti al freddo, fino a -20° C, e ai climi asciutti e poco piovosi, anche se prediligono zone fresche e posizioni soleggiate.

Terreno

Tollerano qualsiasi tipo di substrato purché ben drenato, dato che non sopportano i ristagni idrici e  i suoli pesanti; alcune specie possono soffrire di clorosi in caso di terreni calcarei poco profondi, ma quasi tutte le spiree si adattano alle situazioni climatiche e alla varietà di terreni che caratterizzano la nostra penisola. Offrono così soluzioni di utilizzo che le rendono davvero preziose, in combinazione con molte altre piante, nella realizzazione di spazi verdi di ogni genere.

Spiree a fioritura primaverile

Le spiree si dividono essenzialmente in due grandi gruppi: quelle a fioritura primaverile, generalmente bianca o, in varietà più recenti, rosata, e quelle a fioritura estiva, dai colori più accesi che vanno dal rosa pallido al rosso vivace. La fioritura primaverile inizia molto presto con le specie più precoci come Spiraea thunbergii, leggera ed elegante, già da fine febbraio, e S. prunifolia ‘Pleniflora’, dai fiori a palloncino. Seguono poi le bianche dal cespuglio imponente come S. cantoniensis, sicuramente l’’ammiraglia’ della flotta, che forma splendide cascate dai lunghi rami ricoperti di candidi corimbi. Le fanno compagnia le S. x cinerea in numerose varietà, la S. x vanhouttei e la S. x arguta.

Specie meno conosciute

spirea thumbergii
Tocchi di rosa per Spiraea thumbergii ‘Fujino pink’

 La fioritura primaverile continua, da fine aprile fino a maggio inoltrato a inizio giugno, con le specie nipponica, betulifolia, media, fritschiana.  dal portamento più rigido, quasi a palchi, dalle belle fioriture leggere e delicate come S. betulifolia ‘White Carpet’, dai rami lunghi e quasi tappezzanti, o compatte e vigorose come Spiraea nipponica ‘Snowmound’, con la sua architettura regolare ed elegante. In buona sostanza, la lunga fioritura decorativa e di ottimo impatto visivo delle spiree primaverili assicura un ottimo apporto ad ogni giardino, specialmente se il risultato desiderato è informale e dall’aspetto naturale. Molto valida anche la varietà di colori nei cespugli, che spesso presentano sfumature deliziose nelle cultivar dal fogliame variegato in bianco avorio o dorato, come Spiraea betulifolia ‘Tor Gold’ o S. x vanhouttei ‘Pink Ice. Invece S. thunbergii ‘Ogon’ presenta rami morbidi e leggeri e una precoce splendida fioritura.

Potatura delle varietà a fioritura primaverile

Un aspetto da considerare è che, come altri arbusti dalla fioritura primaverile, le spiree bianche fioriscono sui rami dell’anno precedente. Per questo occorre fare attenzione ad effettuare le potature subito dopo la fine della fioritura. Si potrà così riequilibrare il cespuglio (in alcune specie i rami che hanno fiorito svettano sulla massa senza però portare nuova vegetazione), togliere il secco e dare alla pianta la possibilità di ringiovanire con nuovi getti e numerosi polloni, caratteristici di numerose  specie.

Spiree a fioritura estiva

Il secondo grande gruppo di spiree è quello a fioritura estiva. Queste varietà iniziano tra fine maggio ei primi di giugno. Il gruppo comprende essenzialmente le Spiraea japonica, selezionate ormai in numerosissime varietà dal portamento e dalle caratteristiche anche molto diverse. Fioriscono prevalentemente dal rosa più o meno scuro e intenso fino al fucsia più acceso, davvero d’impatto quando spicca sul fogliame scuro e compatto di S. japonica ‘Superstar’ o S. japonica ‘Crispa’. Molto interessanti e particolari sono anche le specie dalla fioritura caratterizzata da pannocchie lunghe anche fino a 20 cm. Molto decorative, svettano sul fogliame denso di cespugli spesso anche vigorosi e compatti come S. x billardii o douglasii, dai fiori di un rosa delicato che formano nuvole spumose, o S. alba var. latifolia, dalle pannocchie bianche i cui fiorellini presentano un cuore più scuro, in un esercizio decorativo davvero interessante.

La colorazione delle foglie delle spiree a fioritura estiva 

Spiraea japonica ‘Magic carpet’

Anche fra le spiree estive sono presenti varietà con foglie dorate che in fase giovanile sono rosse, arancio o violacee, e che diventano arancio, rosso, giallo oro in autunno prima del riposo invernale. I colori cangianti donano a questi interessanti arbusti una possibilità di impiego davvero notevole per portamento e nuances. Esistono specie nane come S. bullata crispa o ‘S. japonica Little Princess’ e la più moderna S. japonica ‘Zen. Perciò, grazie al loro polimorfismo e alla loro versatilità d’uso, le spiree estive possono essere impiegate in giardini rocciosi, in piccole siepi o bordure leggere o in grandi gruppi isolati. Alcune cultivar staranno benissimo anche in vaso su terrazze e balconi.

Potatura delle spiree a fioritura estiva

Spiraea japonica ‘Double play’

In questo gruppo è apprezzata anche la buona rifiorenza, agevolata da leggere potature di mantenimento volte ad eliminare i fiori secchi. I tagli favoriscono la formazione di getti che fioriranno nuovamente, anche fino ad autunno inoltrato, momento in cui la fioritura secca può anche essere decorativa, spiccando sul cespuglio. Per queste specie, la cui fioritura avviene dunque sui getti della stagione in corso, la potatura può essere effettuata a fine inverno. Si interverrà in maniera drastica se si intende mantenere una certa forma al cespuglio o ridurne le dimensioni. Se si dispone di spazio da riempire, con tagli più contenuti si manterranno forme morbide e naturali. Si avrà cura di eliminare dalla base i rami più vecchi o danneggiati, per favorire l’areazione alla base del cespuglio e dare impulso maggiore alla pollonazione, caratteristica di molte specie.

Parassiti e malattie

Le spiree sono piante di ‘sana e robusta costituzione’, che difficilmente soffrono di particolari patologie o subiscono attacchi di parassiti. Uniche eccezioni possono essere sporadici attacchi di afidi sulle specie a fioritura primaverile come Spiraea x Vanhouttei o x arguta. Di norma si risolvono con l’aumentare delle temperature e la diminuzione delle piogge, senza necessità di interventi.

Malattie fungine

L’oidio può creare qualche problema su specie estive come S. japonica. Gli attacchi sono spesso dovuti a contingenze climatiche come caldo umido e aria ferma e pesante. Di solito creano poche difficoltà che si annullano con il minimo variare delle condizioni e con la nuova vegetazione. Qualche piccola scottatura alle foglie, sia nelle specie primaverili che in quelle estive, può essere causata dal caldo intenso e dalla eccessiva insolazione. Nelle zone più a Sud è conveniente prevedere posizioni meno esposte ai raggi solari più intensi. In climi caldi, la collocazione ideale è sotto grandi piante che consentano il passaggio di luce soffusa, evitando il sole delle fasi centrali del giorno. 

Come propagare le spiree

La propagazione avviene più frequentemente e facilmente per talea, con materiale semilegnoso per entrambi i gruppi di specie. È preferibile fare talee a fine maggio per le specie a fioritura primaverile, con legno ancora tenero ma già sufficientemente indurito. Invece le specie estive si possono riprodurre in estate. Tuttavia si può effettuare la riproduzione anche per divisione di polloni, a fine autunno o inizio primavera, nelle specie come Spiraea douglasii e S. billardii, oppure per propaggine nelle varietà che tendono a far ricadere i rami. Per quanto riguarda le concimazioni le spiree sono piante che hanno davvero poche esigenze; trovano nutrimento in terreni fertili di medio impasto, ben drenati, e possono essere concimate in inverno con prodotti a baseorganica o letame maturo. 

 

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