Il ponte Carlo, il gioiello di Praga sul fiume Moldava

Tramonto sul Ponte Carlo di Praga

Chiamato dai cechi Karlův most, il Ponte Carlo è il ponte storico in pietra che collega la Città Vecchia al quartiere di Malá Strana a Praga ed è sicuramente uno dei monumenti più famosi e caratteristici non solo della città ma dell’intera Repubblica Ceca.

I primi collegamenti sul fiume

Le notizie del primo ponte che attraversava fiume Moldava a Praga risalgono al IX secolo e molto probabilmente si trattava di un ponte realizzato con zattere. Il primo ponte di legno è menzionato per la prima volta nel X secolo. Questo venne più volte distrutto e ricostruito finché, tra il 1158 e il 1170, fu costruito il Ponte di Giuditta, il primo ponte di pietra in stile romanico di Praga. A commissionarlo fu re Ladislav II su richiesta della regina Giuditta a cui successivamente venne dedicato.

Il crollo del Ponte di Giuditta

Praga subì un’incredibile piena del fiume nel 1342 che spazzò via anche il Ponte di Giuditta e Carlo IV ne ordinò uno nuovo. Resti del Ponte di Giuditta sono conservati nelle cantine di alcune case lungo il fiume così come le fondamenta dei pilastri e la più piccola delle torri del ponte. Il rilievo del “Barbuto”, fissato nel muro del Ponte Carlo sarebbe il ritratto del costruttore del Ponte Giuditta e funge da indicatore del livello del fiume Moldava.

Il nuovo ponte e le leggende

L’imperatore stesso pose la prima pietra e leggenda vuole che avvenne precisamente il 9 luglio 1357 alle ore 5:31. L’orario e la data formano un palindromo, una combinazione di numeri magici, che avrebbe reso il ponte molto più forte. Anche altre leggende si narrano riguardo la costruzione del ponte Carlo di Praga, come per esempio che nell’impasto della malta vennero aggiunti tuorli d’uovo e che l’intera popolazione, per volere dell’imperatore, contribuì a fornirli.

Ponte Carlo di Praga

La costruzione

Nonostante quanto si pensi il ponte Carlo di Praga non è stato progettato interamente da Peter Parler ma il primo architetto del ponte fu un tale maestro Otto. Solo negli anni Sessanta del XIV secolo Peter Parler assunse la direzione dei lavori, fino alla sua morte nel 1397.

L’estetica si basa sul modello del ponte di pietra di Ratisbona che fu costruito come un ponte ad arco con 16 archi. Il ponte Carlo di Praga è lungo 516 metri e largo circa 10 metri con gli archi disposti quasi simmetricamente sull’intera struttura del ponte. Come materiali da costruzione vennero usate vecchie pietre da mulino, granito dal letto del fiume ed arenaria provenienti dalle cave a Hloubětín.

Il ponte fu completato nel 1402 e nemmeno 30 anni dopo un’alluvione danneggiò tre pilastri. Altri lavori si resero necessari nel 1496 fino al 1503, dato che un arco si danneggiò a causa dell’abbassamento di uno dei pilastri minato dall’acqua.  Soltanto intorno al 1700 il ponte assunse sostanzialmente la forma attuale, con le trenta sculture barocche simmetriche ai lati che si ergevano appena sopra ogni pilastro.

Chiamato anche ponte di pietra (Kamenný most) o ponte di Praga (Pražský most) solo nel 1870 il ponte fu ufficialmente ribattezzato con il nome di Carlo dedicandolo proprio all’imperatore che aveva voluto la sua costruzione.

Una delle statue sul Ponte Carlo

Baricentro della storia di Praga

Il ponte Carlo contribuì in modo significativo a fare di Praga un importante scalo commerciale tra l’Europa occidentale e quella orientale e si rese teatro di numerosi episodi importanti della città.

Per esempio, nel 1621 dopo la battaglia della Montagna Bianca, quando i 27 capi della rivolta anti-asburgica furono giustiziati, la Torre del Ponte venne usata per esibire le teste mozzate delle vittime come deterrente per ulteriori resistenze. Successivamente il ponte fu scenario dei combattimenti più duri della fine Guerra dei Trent’anni nel 1648, quando gli svedesi occuparono la sponda occidentale della Moldava mentre cercavano di avanzare nella Città Vecchia. Durante questi combattimenti danneggiarono pesantemente parti del ponte in cui è stato necessario rimuovere i resti di quasi tutte le decorazioni gotiche.

XIX secolo

Nel 1848, durante la rivoluzione, il ponte rimase miracolosamente illeso alle cannonate.

Nel settembre 1890, un’altra disastrosa alluvione colpì Praga e danneggiò gravemente il Ponte Carlo. Migliaia di tronchi e altri materiali galleggianti portati con la corrente iniziarono ad ammassarsi al ponte. La grande pressione fece crollare tre archi e due pilastri ed altre parti furono danneggiate. Si persero nel fiume due statue di Ferdinand Brokoff Sant’Ignazio di Loyola e San Saverio sostituite da una statua dei Santi Cirillo e Metodio di Karel Dvořák. I lavori di riparazione durarono due anni ed il ponte poté riaprire il 19 novembre 1892.

Ponte Carlo durante l’alluvione del 1872

XX e XXI secolo

Durante l’inizio del 900, come in molte città Europee, il Ponte Carlo di Praga vide un forte aumento del traffico. Tanto che la linea dei cavalli venne sostituita dalla linea del tram elettrico nel 1905 e tre anni dopo da autobus.

Tra il 1965 e il 1978 è stata eseguita una riparazione totale del ponte assicurando la stabilità dei pilastri, sostituendo tutti i blocchi di pietra rotti e rimuovendo la copertura in asfalto. Da allora tutto il traffico veicolare è stato escluso dal ponte, rendendolo completamente pedonale.

Negli anni 90 iniziarono le critiche riguardo la precedente ricostruzione del ponte proponendo ulteriori lavori. Vennero svolti dal 2008 al 2010 e compresero il rafforzamento dei pilastri e la realizzazione di un nuovo sistema di idroisolamento a protezione del ponte. Ma fu il restauro della pavimentazione del ponte che vide la sostituzione di molte delle pietre a destare più di qualche perplessità. L’UNESCO stesso condannò quel tipo di restauro che era stato effettuato senza tenere conto dei materiali e delle tecniche.

Ponte Carlo e il Santo Crocifisso nel 1935 circa

Maria Giulia Parrinelli

Vi potrebbero interessare anche:

©Villegiardini. Riproduzione riservata