Plumbago: coltivazione e cura

Il Plumbago è una pianta sarmentosa, ossia formata da tralci, come la vite, all’estremità dei quali spuntano dei fiorellini di un azzurro più o meno intenso che sbocciano in primavera fino all’inizio dell’autunno. Pianta sempre verde molto diffusa nelle zone costiere italiane. Conosciuto anche con il nome di gelsomino azzurro, geranio azzurro (data la sua somiglianza dei suoi fiori azzurri come i gerani) o pianta del piombo (in quanto si pensava che avesse effetti benefici nella cura delle intossicazioni causate dal piombo).

Sommario dell’articolo

Plumbago

Le specie del Plumbago

Il Plumbago è originario del Sud Africa, del Sud America e delle zone a clima tropicale dell’Asia.
Fa parte della famiglia delle Plumbacinaceae. Si tratta di piante perenni, piante verdi tutto l’anno, che si mostrano come cespugli, ma anche, adeguatamente indirizzate, in forma rampicante. Sono caratterizzate da lunghi ramoscelli che terminano con numerosi fiorellini di colore azzurro. La disposizione dei fiori sul ramo ricorda una spiga. Ogni spiga è formata da circa venti piccoli fiori costituiti da cinque petali con una striscia più scura che divide simmetricamente ogni petalo in due parti. L’insieme dei fiori fa pensare a dei piccoli ombrelli.

Il Plumbago, quando coltivato in zone più calde, fiorisce in Primavera e resta in fiore fino alla fine dell’estate. Nelle zone più a sud, con temperature che tendono a rimanere alte anche in autunno, anche fino ad ottobre.

In Italia è caratteristico delle zone costiere dove lo si trova coltivato come rampicante nei portici, a terra nei giardini, o in vaso ad abbellire e rinfrescare i balconi.

Plumbago Auriculata

La specie più diffusa è il Plumbago Auriculata. Questa specie ha un fusto legnoso e foglie dalla forma allungata dai bordi ondulati. I fiori sono disposti a cupola, a ombrello, caratterizzati da un colore ceruleo, segnati nel mezzo da una strisci di un blu intenso. Fioriscono in Primavera, e la fioritura si protrae fino ad autunno inoltrato.

Un’altra specie molto diffusa è la variante Capensis “Alba”. E’conosciuta anche con il nome di Gelsomino bianco. E’ simile al Plumbago Auriculari, la differenza principale è il colore dei suoi fiori, in questa variante di un bianco candido.

Plumbago indica rosea

Molto conosciuto e diffuso è anche il Plumbago Indaca Rosea, caratterizzato da piccoli fiori di un rosso vermiglio. Si tratta di una specie dalle dimensioni ridotte rispetto alle altre. Fiorisce dalla Primavera fino all’Autunno ma produce meno fiori.

Plumbago indica rosea

La coltivazione

Il Plumbago è una pianta che ama il caldo e sopporta bene le alte temperature. Si presta sia alla coltivazione a terra sia a quella in vaso e non richiede particolari accorgimenti.
Posizionare la pianta verso Sud gli garantirà luce costante, molto importante per avere fioriture prolungate, preferibilmente evitando le ore più calde e in una posizione al riparo da venti freddi e protetto dalle basse temperature. Nel periodo invernale è meglio spostarlo dentro casa e metterlo davanti ad una finestra. Nella coltivazione in vaso gli accorgimenti da tenere sono gli stessi.

Necessita di un terreno leggero, umido e ben drenato ricco di sostanze nutritive e con drenaggio sul fondo, in modo da evitare i ristagni d’acqua. Teme i ristagni d’acqua che, oltre a richiamare insetti e parassiti, ne porterebbero le radici alla decomposizione.
E’ bene concimare la pianta periodicamente durante la fioritura. Utilizzare un concime granulare o liquido per piante da fiore seguendo le indicazioni sulla confezione.

Anche se sopporta benissimo il caldo e l’afa è meglio tenere il substrato sempre umido. Va annaffiato costantemente in estate e nei momenti più caldi dell’anno che vanno invece sospese in inverno quando sarà sufficiente l’acqua piovana.
Nella coltivazione in vaso la frequenza delle annaffiature è la stessa. Il terreno in superficie deve essere sempre umido e non si devono formare ristagni idrici.

Il rinvaso va fatto ogni anno, quando le radici fuoriescono dal vaso. A inizio primavera si consiglia di metterlo in un vaso dal diametro di qualche centimetro più grande del precedente. Meglio utilizzare vasi in terracotta perché trattengono meglio l’umidità che, con le alte temperature, tende a evaporare dalle foglie. Quando si arriverà ad un vaso molto ampio non sarà più necessario il rinvaso, basterà sostituire il primo strato di terreno con del nuovo terriccio, fresco e ricco di sostanze nutritive.

La potatura del Plumbago

Un’attenzione particolare si deve riservare alla potatura. Questa azione è fondamentale per la fioritura. Alla fine del periodo di fioritura sarà fondamentale provvedere ad un meticoloso sfoltimento della pianta che interessi tutti i rami che avranno perso i fiori. Con l’arrivo della nuova stagione genererà nuovi sarmenti dai quali fioriranno fiori freschi.
Un’accurata potatura e tanto sole durante l’anno permetteranno alla pianta di dare alla luce nuovi meravigliosi ombrellini azzurri in quantità maggiori dell’anno precedente.

Il Plumbago rampicante

Tra le piante per pergolati, Pianta dalla crescita disordinata. Per questo motivo se lo si vuole coltivare come pianta rampicante sarà bene indirizzarlo su delle apposite strutture. Il Plumbago coltivato come decorazione di gazebi e pergolati è più suggestivo di quello coltivato a terra, come cespuglio. Questo perché si tratta di una pianta cadente, ossia i suoi rami fioriti tendono a cascare verso il basso. Questa caratteristica lo rende particolarmente indicato e apprezzato per ricoprire volte, entrare, portici sia in campagna che negli spazi verdi in città.

Testo di Jessica Loddo