Ortensia in vaso: come coltivarla è l’eterno dubbio che attanaglia i neofiti che devono accontentarsi del proprio balcone per godere dei suoi bei fiori. Il solo nome ortensia evoca immagini romantiche che riportano ai giardini delle nonne, suscitano sensazioni di frescura e, nel contempo, il calore di un ricordo. La chiamiamo ortensia, ma è Hydrangea il suo vero nome: non è un genere difficile da affrontare nella coltivazione ma, come sempre, serve conoscerla nei suoi bisogni essenziali per una buona riuscita. Soprattutto in vaso.

Ortensia in vaso
Un’ortensia in vaso: per una buona riuscita serve un contenitore capiente e profondo – [ph.EDEN/stock.adobe.com]

Ortensia in vaso: quali necessità ha

Le ortensie, si sa, in genere amano l’ombra e le zone fresche. In natura originano nei boschi luminosi del Giappone e della Cina, se si parla di alcune specie. Infatti al di là delle macrophylla che sono le più conosciute, esistono molte specie di Hydrangea e non tutte sono coltivabili in vaso.
Pertanto, il primo step è capire di quali specie siano adatte per riuscire a coltivare un’ortensia in vaso.

Habitat delle ortensie
Giappone, terra di ortensie dove nascono spontanee. In foto ortensie al parco delle rovine del castello di Odawara – [ph.あんみつ姫/stock.adobe.com]

Ortensia in vaso: quali specie esistono?

Quali sono le specie di Hydrangea. Un elenco veloce.

Le più adatte al vaso

  • Hydrangea macrophylla: sono le più conosciute e diffuse, le più ibridate. Sono anche quelle che accettano maggiormente la coltivazione in vaso. Altresì tollerano un’esposizione al sole del mattino, quindi la mezz’ombra;
Hydrangea macrophylla è perfetta come ortensia in vaso
Una bellissima fioritura di Hydrangea macrophylla – [ph.Christine/stock.adobe.com]
  • Hydrangea involucrata: anche questa specie arriva dall’Asia ed è stata la prima ortensia a essere introdotta in Europa. Desidera essere coltivata esclusivamente in ombra. Le dimensioni che alcune di esse raggiungono, consentono la coltivazione in vaso, a condizione che si dia loro piena ombra luminosa;
Hydrangea involucrata
Il tipico bocciolo di una Hydrangea involucrata è appunto come un involucro – [ph.Chasou_pics/stock.adobe.com]
  • Hydrangea serrata: una specie che si può utilizzare come ortensia in vaso. Infatti le varietà, le cultivar e gli ibridi di questa specie, non si sviluppano granché, quindi la facilità di coltivazione assicura un certo successo. Come le macrophylla accetta la mezz’ombra;
Hydrangea serrata
Un magnifico fiore di Hydrangea serrata – [ph.Viktor Kiss/Wirestock/stock.adobe.com]

Le non idonee e le meno indicate al vaso:

  • Hydrangea quercifolia: originano nell’America del nord e sono piante che possono svilupparsi tanto, soprattutto in altezza. Desiderano più sole che ombra e coltivarle in vaso è fattibile solo a condizione di piantarle in un molto vaso capiente e profondo e di dar loro sufficiente spazio, perciò è preferibile collocarle in un grande balcone o un terrazzo vero e proprio;
Hydrangea quercifolia
Deve il suo epiteto specifico alla forma delle foglie che ricordano quelle di una quercia. Hydrangea quercifolia magica in ogni stagione, specie in autunno ma è poco adatta ai piccoli spazi – [ph.Marc/stock.adobe.com]
  • Hydrangea heteromalla: è una specie, questa, che al suo interno vanta piante dallo sviluppo considerevole – alcune arrivano anche ai sette metri di altezza – pertanto anch’essa non si può utilizzare come ortensia in vaso;
Hydrangea heteromalla 'Nepal Beauty'
Hydrangea heteromalla ‘Nepal Beauty’: bellezza delicata e particolare ma è un’altra ortensia poco adatta al vaso – [ph.progarten/stock.adobe.com]
  • Hydrangea paniculata: sono piante di dimensioni importanti a meno di sapere come potarle per contenerne lo sviluppo, ma questo richiede una certa esperienza in merito anche per non perdere le fioriture. Non è quindi adatta ai neofiti;
Hydrangea paniculata 'Phantom'
Prende l’epiteto di specie dalla forma dei suoi fiori: Hydrangea paniculata è una specie bellissima ma poco adatta al vaso a meno di essere esperti nel potarla. In foto la cultivar ‘Phantom’ – [ph.Alexandra/stock.adobe.com]
  • Hydrangea arborescens: una specie che origina nell’est degli Stati Uniti ed è stata introdotta in Europa nella metà circa del 1700. Gli esemplari più noti hanno dimensioni ragguardevoli e come per H. paniculata hanno bisogno di una cerfta dimestichezza con le potature. Non è espressamente idonea alla coltivazione in vaso;
La famosa 'Annabelle', una Hydrangea arborescens di successo
La famosa ‘Annabelle’, una Hydrangea arborescens di successo – [ph.skymoon13/stock.adobe.com]
  • Hydrangea aspera: un’altra specie di questo meraviglioso genere che al suo interno vede grandi esemplari. Sono pressoché tutte piante che si sviluppano molto in altezza e che da ortensia in vaso non trovano la loro migliore collocazione.
Hydrangea aspera strigosa, inidonea come ortensia in vaso
Hydrangea aspera strigosa: un sogno… – [ph.lms_lms/stock.adobe.com]

Quali cure dare alle specie che si possono utilizzare in vaso?

Fatta la giusta premessa di cui al paragrafo precedente, non resta che da concludere che le specie che si possono coltivare in vaso sono sostanzialmente tre: H. macrophylla, serrata e involucrata.

Piantumazione di una ortensia in vaso
Piantumazione di una ortensia in vaso – [ph.Cocosss/stock.adobe.com]

Tecniche di coltivazione di un’ortensia in vaso

Una volta individuata la specie, si può procedere secondo questo piccolo vademecum:

  • procurarsi un vaso capiente, possibilmente in terracotta e non in plastica, anche se la pianta acquistata è piccola, tenendo conto che, una volta cresciuta da riempirne la circonferenza, sarà necessario il rinvaso;
  • utilizzare terricci per acidofile, meglio se miscelati a lapillo vulcanico (ne esistono in commercio), terriccio di foglie e stallatico pellettato;
  • mettere a dimora la pianta e irrigare molto bene: tenere leggermente umido senza ristagni, per tutto il corso della prima stagione ma avendo presente che H. serrata ha necessità idriche inferiori a H. macrophylla e che con qualunque ortensia in vaso o in piena terra, si dovrebbe evitare di bagnare le foglie quando le si irriga;
  • rispettare sempre rigorosamente le necessità di esposizione: H. macrophylla e serrata, accettano un po’ di sole del mattino mentre H. involucrata no. Altresì che è preferibile che l’ombra sia luminosa e non buia;
  • qualunque pianta, nondimeno una ortensia in vaso, necessitano di concimazioni, non potendo procurarsi autonomamente i macro e i microelementi necessari alla loro vita. Non eccedere con le dosi e scegliere un concime specifico per ortensie;
  • le potature per una ortensia in vaso sono importanti almeno quanto lo sono per una ortensia che cresce in piena terra, se non di più.
Ortensia in vaso: tante diverse cultivar fra cui sbizzarrirsi
Ortensia in vaso: una bella varietà a fiore verde acido – [ph.Chikako Kamitori/stock.adobe.com]

Potare le ortensie

Le regole di base per potare le ortensie da coltivare in vaso, sono le stesse che necessitano per quelle coltivate in campo.

  • Hydrangea macrophylla: va tenuto in debito conto che è sempre preferibile potare a fine inverno onde evitare che gelate tardive facciano danni, senza contare, poi, che lasciare lo sfiorito sui rami consente di non avere una pianta completamente spoglia che in un balcone vuol dire molto. Inoltre, serve sapere che Hydrangea macrophylla fiorisce sui rami dell’anno precedente, quindi vanno accorciati solo i rami che hanno già fiorito, di almeno due terzi fino alla prima o seconda coppia di gemme. Vanno eliminati i rami sottili o deboli ogni anno e ogni tre o quattro va fatta una potatura di svecchiamento, eliminando i rami più grossi e molto lignificati. Altresì è necessario agire con potature più decise se si deve contenere lo sviluppo dell’arbusto, come nel caso delle ortensie in vaso;
Ortensia in vaso: una macrophylla
Bellissimi i colori di questa H. macrophylla – [ph.Mira Drozdowski/stock.adobe.com]
  • Hydrangea involucrata: in genere non necessita potature perché le piante appartenenti a questa specie non si sviluppano granché. È sufficiente limitarsi ad asportare lo sfiorito se lo si preferisce e a ritoccare la forma. Le infiorescenze si formano da maggio in avanti, pertanto non bisogna intervenire a fine febbraio/inizi marzo ma a fioritura terminata;
Hydrangea involucrata
Meraviglia di delicatezza questa Hydrangea involucrata – [ph.v_0_0_v/stock.adobe.com]
  • Hydrangea serrata: vale quanto detto per le potature di H. macrophylla con la sola differenza che essendo arbusti di dimensioni contenute, il più delle volte non è necessario intervenire.
Hydrangea serrata
Un altro bellissimo esemplare di Hydrangea serrata: ‘Ai-Hime’ – [ph.ecphoto/stock.adobe.com]

Ortensia in vaso: fiori blu o rosa?

Prima di rispondere giova ricordare che i fiori delle ortensie cambiano colore e virano al rosa, solo ed esclusivamente in base al pH del substrato. Essendo acidofile, per fiorire in blu/azzurro/viola hanno bisogno di terriccio acido. Con la coltivazione in vaso mediamente questo processo si mantiene più facilmente, a differenza di ciò che accade in piena terra, ma qualora i fiori iniziassero a virare verso il rosa (succede dopo qualche tempo a forza di irrigazioni molto calcaree) si può ricorrere all’ammendante apposito che si reperisce nei garden senza difficoltà. Se nel frattempo si evidenziassero anche dei segni di clorosi, cioè ingiallimento della foglia che resta verde solo nelle nervature, allora è preferibile non solo dare ferro chelato o altre sostanze adatte allo scopo, ma anche sostituire completamente il terriccio del vaso.

Ortensie in un bosco
In un bosco giapponese: ortensie a distesa – [ph.Faula Photo Works/stock.adobe.com]
Ivana Fabris
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