L’esposizione dei bonsai

Esposizione dei Bonsai

L’esposizione dei bonsai costituisce una parte fondamentale del fascino di questa antica arte orientale. I bonsai sono alberi e arbusti ordinari miniaturizzati mediante diverse tecniche di potatura delle radici e messi in forma mediante legatura con filo. Un’arte antica, che ha avuto origine in Cina, dove, forse più di 1.000 anni fa, gli alberi venivano coltivati in vassoi, contenitori di legno e vasi di terracotta che riproducevano, in piccola scala forme ispirate alla natura. Il bonsai, tuttavia, è stato particolarmente apprezzato e sviluppato In giappone. La prima testimonianza nella terra del Sol Levante di alberi nani in vaso si trova nel Kasuga-gongen-genki (1309), un rotolo di immagini di Takashina Takakane.

Bonsai: cosa sono

L’ispirazione per la creazione dei bonsai si trova in natura: alberi che crescono nelle fessure rocciose di alte montagne, o che sovrastano le scogliere, battuti dal vento. Ognuna di queste caratteristiche, riprodotta su piccola scala ha dato vita, nel corso di oltre un millennio di storia a una grande varietà di stili. I giapponesi premiano nel bonsai l’aspetto invecchiato del tronco e dei rami e un carattere consumato nelle radici superiori esposte. Queste qualità estetiche sono viste per incarnare il concetto filosofico della mutevolezza di tutte le cose. I bonsai in miniatura sono conosciuti in generale come shohin. I più piccoli di questi, keishi e shito, hanno dimensioni fino a circa 5-7 cm di altezza e, partendo da semi o talee, possono impiegare da tre a cinque anni per raggiungere lo stadio di qualità, arrivando a vivere per diversi decenni. I piccoli bonsai mame, che vanno da 7 a 15 cm di altezza, richiedono da 5 a 10 anni o più per la loro formazione. I bonsai medi generalmente hanno una dimensione compresa tra 20 e 40 cm) di altezza, ma parrivare fino a circa a 60 cm in appena tre anni. I bonsai più grandi dai possono essere alti fino a 120 cm.

Giardino di Bonsai a Zhuozhengyuan

Esposizione dei bonsai: il vaso

La scelta del contenitore appropriato in cui coltivare un bonsai è un elemento essenziale dell’arte del bonsai. I vasi per bonsai sono di solito di terracotta, con o senza uno smalto esterno colorato. Possono essere rotondi, ovali, quadrati, rettangolari, ottagonali o lobati e hanno uno o più fori di drenaggio sul fondo. I contenitori sono scelti con cura per armonizzare il colore e le proporzioni con l’albero. Se il contenitore è rettangolare o ovale, l’albero è piantato non proprio a metà tra il punto centrale e un lato, secondo la diffusione dei rami. In un contenitore quadrato o rotondo l’albero è posizionato leggermente fuori dal centro, ad eccezione dei tipi a cascata, che sono piantati verso il lato opposto del contenitore da cui sporgono. I bonsai sono addestrati per avere una parte anteriore, o lato di osservazione, orientato verso l’osservatore quando sono in mostra.

Bonsai, i diversi tipi di esposizione 

La prima regola per un perfetta esposizione del bonsai, riguarda l’altezza del supporto. E’ ideale infatti che la pianta sia posizionata all’altezza dell’occhio, per poter godere al massimo della sua bellezza.

Esposizione del bonsai su panche 

Questo tipo di esposizione del bonsai è la più semplice ed essenziale. La scelta di panche di diversa altezza consente di creare degli angoli di grande impatto scenografico.

Tokonoma 

Tipicamente giapponese, il Tokonoma è un angolo tranquillo, in interno o outdoor, con pavimento rialzato in tatami, nel quale il bonsai viene esposto assieme una pergamena e a una pianta che ha lo scopo di far risaltare l’albero miniaturizzato e conferire un senso di armonia.

Esposizione del bonsai su supporti verticali 

Supporti verticali decorati, ma anche vecchie traversine ferroviarie, pali del telegrafo o tronchi di recupero sono i supporti preferiti da molti giardini professionali di bonsai per esporre a regola d’arte i loro capolavori. Naturalmente l’altezza ideale è ad altezza d’occhio. Altre interessanti possibilità sono rappresentate da pilastri di mattoni, cemento o lastre di pietra.

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Marco Miglio