LaGuardia Design: Modernità negli Hamptons

Un progetto che rivela una grande sensibilità per l’ambiente e l’integrità del luogo si pone come esempio per il restauro delle zone costiere

LaGuardia Design
Veduta dalla casa principale: il meadow di piante autoctone lambisce la piscina a sfioro e la pool house, dalle cui vetrate si inquadrano le viste sulla Mecox Bay.

Una vista spettacolare sull’Oceano Atlantico e sulla Mecox Bay, una delle più grandi risorse costiere per bellezza naturale e biodiversità, sono uno dei punti di forza di una proprietà a Water Mill, Southampton (NY), il cui recupero è stato affidato allo studio di landscape architecture LaGuardia Design Group. Il compito non era semplice: la costa è minacciata dall’invasione dell’oceano, che lentamente la erode, e da inondazioni periodiche dovuti ai cambiamenti climatici. A tale scopo, l’Ente federale per la gestione delle emergenze americano impone severe restrizioni edilizie e ovviamente proibisce qualunque azione di livellamento delle dune.

La sinergia tra LaGuardia Design Group e gli architetti Stelle Lomont Rouhani Architects incaricati di sostituire la vecchia struttura abitativa, non più a norma, ha consentito di arrivare a una soluzione di design contemporaneo e sostenibile che fonde natura e architettura, armonizzandole con l’ecosistema e il paesaggio, grazie all’uso di piante autoctone, riuscendo anche a conservare l’integrità del sito. Tra la casa affacciata sull’oceano e la riva della baia è stata creata una nuova struttura rialzata, che al piano superiore ospita una pool house affacciata sulla baia, sulla piscina e sul decking circostante. L’innalzamento di quota, con la piscina parzialmente fuori terra, è stato reso possibile grazie all’inserimento tra le due strutture abitative di una fossa settica, sopra la quale è stato concesso di aggiungere materiale di riempimento.

Una vista dalla piscina verso la casa principale e la duna rialzata con l’oceano alle sue spalle

Nell’area tra le due costruzioni LaGuardia Design Group ha previsto il cuore verde del progetto: un meadow di graminacee ed erbacee autoctone dell’East End che forniscono interesse visivo tutto l’anno, sono adatte a crescere negli ambienti costieri per la loro tolleranza alla salinità e beneficiano la fauna selvatica. Sono specie longeve che sviluppano un buon apparato radicale e non lasciano spazio alle invasive, creando una comunità vegetale stabile. La matrix plant, che costituisce la base del meadow è Carex pensylvanica, una graminacea di taglia bassa con ciuffi di foglie arcuate e semisempreverdi, dall’aspetto delicato, con spighe marrone dorato; le primary plant sono altre due graminacee Panicum virgatum ‘Cape Breeze’, una nuova cultivar scoperta a Martha’s Vineyard con belle foglie verde brillante e un portamento vaporoso quando è in fioritura e Schizachyrium scoparium, con ciuffi eretti di foglie sottili glauche deliziosamente arancio rosse in autunno. Le scatter plant che ritmano lo spazio sono Eutrochium purpureum (syn. Eupatorium purpureum), erbacea di taglia decisamente alta, con grandi infiorescenze a cupola composte da fiorellini rosa opaco che profumano di vaniglia, e la straniera (di Buenos Aires) Verbena bonariensis, di taglia simile, dai piccoli fiori viola chiaro che emergono da alti steli sottilissimi. Nel meadow qua e là sono anche piantate disposte Myrica pensylvanica, arbusti dal portamento arrotondato e con belle foglie brillanti e aromatiche quando toccate. Sono disposte anche all’ingesso della proprietà e, in esemplari, più grandi lungo i confini laterali, insieme a grandi Juniperus chinensis ‘Torulosa’, conifere che da un’iniziale forma a cono si aprono contorcendosi graziosamente. 

Veduta dalla casa principale: il meadow di piante autoctone lambisce la piscina a sfioro e la pool house, dalle cui vetrate si inquadrano le viste sulla Mecox Bay.

L’intimità della piscina progettata da LaGuardia Design Group è assicurata da una siepe di Ilex crenata ‘Schwoebel’. Per arginare l’erosione delle coste è stato progettato un sistema di dune rialzate con ghiaino locale finemente frantumato mescolato a sabbia, con minimi e successivi cambiamenti di grado, ripristinando la vegetazione tipica di Ammophila breviligulata, una graminacea che aiuta a costruire le dune tessendo rizomi intricati, che possono estendersi più di un metro sotto la sabbia ed espandersi rapidamente. Questo progetto ha dimostrato grande sensibilità per l’ambiente, ponendosi come esempio per il restauro delle zone costiere. laguardiadesigngroup.com

Elisabetta Pozzetti

©Villegiardini. Riproduzione riservata

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