Intervista a Kristian Buziol, garden designer

Kristian Buziol è un garden designer di talento, con una grande passione per la natura che va oltre gli aspetti strettamente professionali. Nel corso della sua carriera ha realizzato oltre 500 progetti, in ambito residenziale e ricettivo, dai piccoli terrazzi ai parchi. Villegiardini gli ha chiesto di raccontare la sua esperienza e la filosofia che lo ispira nel suo lavoro. 

Kristian Buziol, garden designer
Kristian Buziol, garden designer
A quale tipo di clientela si rivolge?

Mi rivolgo a clienti che vogliono migliorare la qualità della vita con un giardino progettato secondo le regole della natura, in grado di appagare tutti i sensi e regalare benessere.

Quali ispirazioni la guidano quando inizia un nuovo progetto?

Innanzitutto cerco di non seguire mode, tendenze o uno stile preconfezionato, ma di dialogare con il committente per comprendere le sue esigenze e interpretarle sulla base delle mia esperienza e delle mie idee. Poi cerco subito di entrare in sintonia con lo spirito del luogo, per captare le sensazioni che mi trasmette. Grande importanza hanno anche i fattori climatici. Non si può progettare nella stessa maniera un giardino a Firenze, Bolzano o Pantelleria, anche se alcuni clienti spesso sottovalutano questo aspetto.
Più in generale, il mio lavoro di garden designer è ispirato dall’osservazione della natura, che amo profondamente. Perché credo che per un bravo garden designer sia fondamentale riuscire a comprendere i ritmi e lo sviluppo delle piante, per poi applicare quello che si è appreso nella progettazione.

Quali sono gli elementi ricorrenti nei suoi lavori ?

La prima costante riguarda la percezione olfattiva. I miei giardini sono sempre profumati, perché l’appagamento di questo senso è fondamentale per creare una memoria positiva del luogo. Da un punto di vista strettamente compositivo, nei miei progetti ci sono sempre degli elementi fissi e ordinati, che sono soprattutto sempreverdi. A questi elementi cardine, ispirati al giardino all’italiana, abbino delle parti variabili, come fiori e bacche. Un altro tema a me particolarmente caro, e quindi ricorrente, è quello della stagionalità. Nei miei progetti sono sempre presenti elementi studiati per  rendere il giardino gradevole e bello da vedere per 12 mesi all’anno e non solo nel periodo delle fioriture.

Nel dettaglio, come ottiene questo effetto?

Studio le colorazioni dei fogliami, e quindi i loro viraggi durante l’anno. Poi utilizzo molte piante che producono bacche, che nella stagione fredda si colorano di tinte vivaci, molto piacevoli da vedere. Un altro aspetto che curo particolarmente è quello della scelta delle piante, anche sulla base delle caratteristiche dei fusti. In questo modo si possono ottenere dei giochi di tessiture che rendono interessante il giardino anche in inverno.

Ci sono tronchi più anonimi e altri più interessanti, perché magari più chiari o perché presentano delle scortecciature in inverno, o ancora perché sono più lisci. Senza dimenticare le graminacee e le specie con fioriture invernali molto belle, come gli ellebori e i calicanto (Chimonanthus praecox). Poi ci sono piante come le ortensie, che lascio integre dopo il periodo di massimo vigore della fioritura per godere anche della bellezza delle infiorescenze secche.

Come si svolge la sua consulenza?

Accompagno il cliente dall’analisi preliminare alla realizzazione finale del progetto. Seguo anche la fase di manutenzione, perché il giardino non è un elemento statico e quasi immutabile come un’architettura, ma un’organismo naturale che cresce e si modifica nel tempo.

Di certo questa evoluzione è già stata prevista in fase di pianificazione, ma ogni errore di manutenzione può risultare fatale e rovinare tutto il lavoro fatto in precedenza. Per questo seguo il lavoro dei giardinieri e indico le linee guida per una corretta cura degli spazi verdi che, con grande passione e trasporto, ho progettato.

Marco Miglio