Jacques-Germain Soufflot e l’unione tra classico e gotico

Pantheon di Parigi già Chiesa di Sainte-Geneviève

Architetto del Pantheon di Parigi, Jacques-Germain Soufflot aveva creato il suo stile personale che riprendeva i principi e gli elementi dell’architettura gotica e li adattava ad un vocabolario antico e classico. Ha lavorato principalmente a Lione ma sarà a Parigi che si farà un nome.

La formazione

Jacques-Germain Soufflot è nato il 22 luglio 1713 a Irancy, un piccolo villaggio vicino ad Auxerre ed p morto a Parigi il 29 agosto 1780.

Appassionato di architettura lasciò gli studi imposti dalla famiglia per frequentare dal 1733 al 1738 l’Académie de France a Roma, senza aver vinto il Grand Prix.

Lione

Le sue prime opere risalgono al soggiorno a Lione una volta tornato in Francia nel 1738. Sotto la protezione delle massime autorità della città lavorò molto curando per esempio la trasformazione dell’Hôtel-Dieu dal 1741.

Hôtel-Dieu

Progettò una facciata di pietra bianca opulenta e dalla ricca decorazione e costruì nel 1755 una grande cupola per consentire un miglior ricambio d’aria negli enormi saloni comuni. La cupola sarebbe stata ispirata dal Duomo del Brunelleschi a Firenze mentre l’interno a cassettoni avrebbe imitato il Pantheon di Roma. Queste ispirazioni continuarono ad influeire anche sulle opere successive. Vennero aggiunte anche statue dei fondatori dell’ospedale, il re Childeberto I e la regina Ultrogothe scolpite da Pierre-Marie Prost. Una volta terminato l’edificio suscitò una grande ammirazione da parte di tutti i viaggiatori tanto da diventare una tappa fissa.

Hôtel-Dieu a Lione – ©Les SIM’s (Flickr CC BY-NC-ND 2.0)

Temple du Change

A Lione Jacques-Germain Soufflot ha progettato anche il temple du Change ed il Grand Théâtre, distrutto da un incendio nel 1826. Per il temple du Change l’architetto ha fornito i piani per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’edificio cinquecentesco già esistente, molte case attigue furono demolite permettendo di costruire un quinto porticato davanti e un grande vano sul retro. La loggia appena realizzata da Soufflot è un porticato stretto tra piatte lesene doriche, con enfatiche linee orizzontali. Durante la Rivoluzione francese l’edificio fu progressivamente abbandonato diventando una locanda.

Maison La Rivette

Per l’elitè di Lione costruirà diverse dimore come, per esempio, la Maison La Rivette, non lontano dalla città, costruita tra il 1738 e il 1740. Questo edificio andò a sostituire un’antica casa di piacere del 1635 con una folie, come andava di moda all’epoca. La costruzione è classica a due piane di nove campate di cui le tre centrali sono sormontate da un frontone triangolare. Per raggiungere all’edificio il visitatore deve percorre una vasta scalinata. A sud si trova una piccola cappella indipendente mentre a est si trova un ninfeo che confina con una vasca.

I giardini contengono una fontana, una piccola cascata ed una grotta rocciosa. Un tempo il parco arrivava fino al fiume Saona.

Maison La Rivette – ©Arnaud Fafournoux (via wikimedia commons CC BY-SA 3.0)

Le opere per il cardinale de Tencin

Su richiesta del cardinale de Tencin, è intervenuto al Palais Saint-Jean. Vi allestì i due portali posti in linea sia con l’ingresso della cattedrale sia a quello dell’abitazione. Questi ricordano le estremità del colonnato di Bernini della Basilica di San Pietro in Vaticano. Jacques-Germain Soufflot ha progettato anche il portale della chiesa di Saint-Irénée.

Lo stesso cardinale de Tencin gli chiese anche di intervenire per la sua residenza estiva situata a Oullins. Avrebbe modificato la parte anteriore e rifatto il parco con i suoi terrazzi, scale e fontane. Intervenne anche nel convento di Genovéfains, ma fu quasi completamente distrutto nel 1793.

Palais Saint-Jean – ©Kirk K (Flickr CC BY-NC-ND 2.0)

Urbanistica

Jacques-Germain Soufflot non è stato soltanto un architetto ma anche un grande urbanista. È riuscito ad affrontare la crescita urbana di Lione utilizzando anche spazi al di fuori dei tradizionali limiti fortificati. Cosa molto insolita per l’epoca è che l’iniziativa di usare questi nuovi terreni non arriva dalle autorità ma dalle classi più abbienti, che ne fiutarono l’opportunità economica. Venne utilizzata un’isola nell’ansa del fiume Rodano.

Parigi

Jacques-Germain Soufflot si trasferì a Parigi nel 1755 potendo esprimersi liberamente. Era stato, infatti, raccomandato dal marchese Marigny, fratello della marchesa de Pompadour, al Vescovo di Rennes che stava, appunto, cercando un architetto. L’architetto frequentò anche i salotti più importanti dove potè confrontarsi con letterati ed artisti della sua generazione.

Chiesa di Sainte-Geneviève

Venne deciso nel 1744 di costruire una chiesa sulla cima della Montagne Sainte-Geneviève. Ma bisognerà aspettare fino al 1757 per avere un modello per il nuovo edificio.

Soufflot scelse di progettare la grande chiesa a forma di croce greca ricordando gli edifici ecclesiastici bizantini. L’architetto francese aveva deciso anche di unire la grandiosità delle cattedrali gotiche al classicismo romano. Per questo motivo progettò la facciata dall’apparenza di un tempio greco-romano ed una grande cupola su un tamburo decorato con colonne, come aveva fatto Michelangelo con la Basilica di San Pietro. Erano gli interni a rimandare alle cattedrali gotiche, infatti, sostituì i pesanti sostegni dell’arte classica con l’eleganza delle snelle colonne e delle volte a crociera.

Immediati furono i lavori dei muri di fondazione, ma ci vollero quasi tre anni a causa dei numerosi vecchi pozzi per l’estrazione dell’argilla. Sopra i pilastri della fondazione venne costruita una cripta, che occupa l’area dell’intera chiesa. La chiesa fu poi completata nel 1790 dagli allievi Maximilien Brébion e Jean-Baptiste Rondelet, ben dieci anni dopo la morte di Jacques-Germain Soufflot, con il collocamento della lanterna.

Ben presto questa chiesa, grazie alla sua magnificenza venne chiamata il Pantheon di Parigi diventando col tempo luogo di sepoltura di molti personaggi famosi francesi.

Interno del Pantheon di Parigi – ©Alex Proimos (Flickr CC BY-NC 2.0)

Maria Giulia Parrinelli

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