Dialoghi in giardino

Guido Piacenza
DI GUIDO PIACENZA

Tra gli alberi di New York con l’aiuto della tecnologia

Anche al di là di Lower Manhattan, nel quartiere di Brooklyn, il più popoloso dei cinque, ci sono alberi interessanti, anzi molto, forse perché si tratta di una zona residenziale piuttosto apprezzata, dalla quale spesso si può godere di una spettacolare vista su Manhattan. Una soleggiata e fresca mattina di fine novembre mi trovavo a camminare lungo la Washington Avenue per raggiungere il Brooklyn Botanic Garden. Da un lato ascoltavo le persone che mi accompagnavano, dall’altro controllavo le piante che incontravo sul mio cammino. “Questo è un tiglio, chissà quale, questo è un olmo, chissà quale, questa è una Sophora japonica… ma, cos’è quell’albero che sembra una quercia ma una quercia non è? “Oh wow, my God!”, esclamai una volta arrivato sotto alla chioma. ”Unbelivable! Never seen that before, look at the size! This is a Willow Oak, una quercia a foglia di salice”. Tre esemplari di notevole grandezza, in buona salute. Questa specie americana l’avevo già notata la scorsa estate a Central Park, ma di assai più modeste dimensioni. Si tratta della Quercus phellos L., una specie di grande sviluppo degli Stati Uniti orientali che richiede terreni a reazione acida, proprio come i rododendri e le gardenie. La ramificazione è slanciata e le foglie sono molto simili a quelle di un salice che d’autunno colorano di arancio e di giallo. Fu introdotta in Inghilterra nel 1723. Procedendo lungo un ampio marciapiede di una strada secondaria notai una fila di quattro o cinque esemplari di giovani cipressi calvi, una conifera della Florida, comune nei nostri vecchi giardini. L’ingresso al Giardino Botanico, fondato nel 1910, è libero il martedì e durante i mesi invernali. Appena entrato noto subito un larice di medie dimensioni che mi pare molto simile, dal portamento, a quello che ho nel mio giardino e di cui ogni anno colgo giovani piantine al piede che invaso e faccio crescere.
Si, è proprio lo Pseudolarix amabilis Rehder (Golden larch). Cinese, questo falso (pseudo) larice cresce lentamente e si colora di giallo/oro d’autunno. Io lo amo molto (e lui lo sa). Inoltrandomi mi imbatto in una notevole quercia non specie (cioè selvatica) ma un ibrido che non avevo mai visto prima e di cui neppure avevo sentito nominare. Incastonata in una pietra, una targa che dice: Quercus x (vuol dire ibrido) hawkinsii dedicated in honour of Earl D. Weiner chairman of the Board 1998-2007. L’etichettatura delle piante ovunque è ottima. L’estensione è di circa 30 ettari. Vi sono parecchie linee della metropolitana che portano al Giardino. In aprile consiglio una visita per la fioritura dei ciliegi giapponesi. Se vi trovate a New York nella bella stagione non mancate di fare una scappata al “The New York Botanical Garden”, nel Bronx. Camminando per la città con il vostro smartphone potete avere ogni sorta d’informazione botanica.
Per esempio, cercate “NYC Parks” e poi andate sotto una pianta che vi interessa, prendete una foglia e scaricate “download leaf key showing images of leaves of various specie”. Certamente riuscirete a identificare quell’albero. Evviva la tecnologia!