Estinzione delle api: un pericolo per la biodiversità

L’ape, insetto della famiglia Apidae, è una gran lavoratrice e fondamentale per il nostro ecosistema. Purtroppo, a causa del forte aumento dell’inquinamento e della produzione di pesticidi, questo piccolo insetto rischia l’estinzione. Appartiene alle “super-specie” che sono riuscite ad adattarsi ai cambiamenti climatici e alle modifiche apportate dal genere umano. Oggi l’estinzione api è un rischio elevato e la sua scomparsa sarebbe molto dannosa per la produzione alimentare e la riproduzione delle piante.

Struttura di un alveare

L’ape europea, detta anche ape domestica, appartiene ad una società animale monoginica. La monoginimia di questi insetti sociali prevede che, all’interno di un alveare, sia presente un’unica femmina feconda: la regina. Infatti molto spesso, quando le api formano un alveare in luoghi non idonei tipo balconi o alberi in giardini privati, non è necessario colpire l’alveare ma rivolgersi agli apicultori che, prendendo solo la regina, spostano tutto lo sciame. La fedeltà nei confronti della regina da parte della colonia è tale per cui, tolta lei tutta la colonia la seguirà.

Ogni alveare è diviso in caste: l’ape regina, i fuchi e le api operaie.

L’ape regina

L’unica feconda che ha il compito di arricchire la colonia con la deposizione delle uova. A causa della sua struttura boccale non riesce a nutrirsi da sola ma deve essere alimentata a pappa reale. Le sue dimensioni sono maggiori rispetto a quelle delle altri api dell’alveare, vive fino a 5 anni, molto più a lungo delle api operaie che hanno vita media di 4 settimane. Il suo pungiglione non ha uno scopo di difesa o di attacco ma viene utilizzato per eliminare le altre api regina ancora prima che esse nascano. Il suo ruolo è solo quello di deporre le uova e far crescere la colonia. La nascita di una delle tre caste dipende da come  verranno costituite le celle dalle operaie. La particolarità dell’ape regina è che appena nata emette un suono, un SOL diesis per la precisione, utile ad avvisare della sua nascita, ed è considerato un vero e proprio canto udibile anche al di fuori dell’alveare se si è nelle vicinanze.

I fuchi

Sono i maschi dell’ape domestica, hanno il corpo meno longilineo, tendente al tozzo, hanno occhi grandi e molti più recettori visivi e sono completamente innocui poiché privi di pungiglione. Il loro compito all’interno dell’alveare è quello di fecondare la regina e vivono in media 50 giorni. Purtroppo la vita del fuco è breve e frastagliata, se la regina non lo uccide in fase di accoppiamento, vengono uccisi dalle api operaie perché i fuchi, avendo necessità di molto nutrimento, sono considerati di intralcio per la colonia e un peso per le api operaie.

Le operaie

Costituiscono la popolazione dell’alveare, non sono feconde e svolgono lavori necessari per lo sviluppo della colonia. All’interno del gruppo delle api operaie ci sono diversi compiti che le differenziano:

  • le guardiane che hanno il compito di difendere dalle aggressioni esterne;
  • le bottinatrici che raccolgono il nettare, l’acqua, il polline necessari per la cura e la crescita dell’alveare;
  • le immagazzinartici che ripongono il nettare raccolto dalle altre api e lo sistemano nei favi;
  • le ceraiole che producono la cera, costruiscono e riparano il favo;
  • le ventilatrici che con le ali ventilano l’alveare quando la temperatura esterna sale per mantenerla stabile all’interno.
  • le becchine che si occupano dell’igiene e della rimozione delle api morte.

In realtà le suddivisioni dei ruoli non così drastiche perché tutte le api operaie possono svolgere qualsiasi ruolo in base alle esigenze. Quando nascono vengono addestrate e vengono sottoposte ad un periodo di prova. Iniziano come becchine, poi come ceraiole, poi come immaganizzatrici, successivamente guardiane e infine come bottinatrici.

I pesticidi danneggiano la comunicazione fra le api

La comunicazione delle api avviene cerebralmente. Durante il loro lavoro, utilizzano la cognizione spaziale, la memoria e l’apprendimento per la raccolta di polline. Quando un’ape lascia l’alveare, può volare per una distanza di circa 3 chilometri. Questa non deve essere superata poiché qualora accadesse, avrebbero bisogno di un nuovo processo di orientamento per rientrare all’alveare. Per questo motivo, quando un fattore esterno intralcia uno di questi sensi rischia di mettere in pericolo la vita di questo piccolo insetto e ne causa l’estinzione.

Diversi studi dimostrano quanto i neonicotinoidi, che inibiscono il passaggio degli impulsi nervosi, siano negativi e abbiano un effetto deleterio sugli insetti per: sistema nervoso, memoria, capacità di orientarsi e sulla perdita dell’olfatto. Le api sfruttano l’olfatto per procurarsi il cibo e comunicare attraverso i feromoni; perderlo le porterebbe a non memorizzare l’odore del fiore per poi ritrovarlo, visitarlo e ripulirlo dal nettare. Questo tipo di pesticidi  compromette così la vita dell’alveare, delle api e la loro estinzione.

Per far fronte al rischio estinzione api che aumenta di giorno in giorno, l’Unione Europea si è mossa impedendo l’utilizzo di alcune tipologie di pesticidi, riconosciuti anche dall’EFSA(European Food Safety Authority), come particolarmente dannosi e deleteri per la vita degli insetti.

Estinzione delle api: come intervenire per evitarla

Sono innumerevoli le associazioni che si sono mosse a favore della salvaguardia delle api. Iniziative come “adotta un alveare” che prevede la vera adozione di un alveare, il monitoraggio e l’acquisto dei prodotti da esso creati e varie raccolte di donazioni a sostegno di apicoltori del territorio. Greenpeace, il WWF (World Wide Fund for Nature), 3bee e molte altre associazioni hanno a cuore l’estinzione api e per questo motivo si stanno muovendo a tutela della biodiversità. A livello di Comuni, anche la Regione Toscana in accordo con il Comune di Firenze e Arpat (associazione regionale Produttori apistici toscani), si  sta mobilitando a favore e a sostegno del problema dell’estinzione delle api con la sospensione dell’utilizzo di erbicidi sul verde pubblico e interventi di miglioria per la produzione di prodotti naturali degli apicoltori.

Come evitare l’estinzione api

Ci sono diversi modi attraverso i quali tutti noi possiamo collaborare per arginare questo problema e aiutare le nostre piccole amiche gialle e nere, come?

  1. Vedere tra le fioriture quali sono le piante amiche delle api e piantarle. Per esempio Facelia, Calendula, Veccia, Lupinella, Trifoglio, Erba medica, Coriandolo, Cumino, Aneto, Borragine, Rosmarino, Timo, Girasole, Malva, Basilico, Lavanda e molte altre;
  2. Acquistare miele biologico e locale per supportare l’apicoltura;
  3. Adottando un alveare.  Salvare le api è diventato un dovere, un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione.

Anche Fiskars (azienda finlandese leader nella vendita di attrezzi di qualità per il giardinaggio e l’irrigazione), ha deciso di unirsi a Conapi (Consorzio Nazionale Apicoltori) e il suo marchio Mielizia, per lanciare una campagna promozionale a sostegno della biodiversità.  Si ha tempo fino al 31 Luglio per aderire  questa splendida iniziativa, partecipare è facile, una volta effettuato l’acquisto (per un valore di almeno 50 euro), basterà registrarsi al sito fiskars.it/promozioni e richiedere il premio ovvero il “Kit Salva Api” composto da:  un trapiantatole, semi di piante mellifere, un vasetto  da 100 grammi di miele e materiale informativo contenente tutte le indicazioni per un giardinaggio corretto per salvaguardare le nostre amiche api.

Carlotta Cigliana