L’architetto e urbanista inglese Edwin Lutyens è stato un professionista versatile che, grazie alla collaborazione con la paesaggista britannica Gertrude Jekyll, evolve la sua linea di ricerca con una carica innovativa in continua tensione tra l’Arts and Crafts e i moduli classici.

Edwin Lutyens e l’Arts and Crafts

Completati gli studi al Royal College of Art di Londra nel 1987, Edwin Lutyens ha collaborato con un studio di architetti locali, per poi diventare interprete, insieme a R.N. Shaw e A.C. Voisey, del movimento delle Arts and Crafts. Le prime opere realizzate nel Surrey, in Inghilterra, come la residenza costruita a Chinthurst Hill tra il 1893 e il 1895, sono emblematiche di un approccio teso al recupero del valore dell’artigianato tramite cui assimilare le forme tradizionali degli edifici autoctoni.

 

Il sodalizio tra Edwin Lutyens e Gertrude Jekyll 

L’evoluzione stilistica di Edwin Lutyens si deve all’incontro con la già affermata paesaggista e scrittrice inglese Gertrude Jekyll, progettista di giardini emozionali nella combinazione di arbusti, erbacee perenni e graminacee giustapposte per colore, tessitura e profumo. Il progetto della casa di Munstead Wood, risalente al 1896 e direttamente commissionata dalla proprietaria Gertrude Jekyll, è l’emblema dell’architettura del paesaggio alla scala domestica. Il giardino, ideato dalla committente, completa l’architettura in un dualismo evidente anche nella residenza fatta costruire dalla famiglia Mallet a Varengeville-sur-Mer, in Normandia, nota come Le Bois des Moutiers, risalente al 1898. In questo intervento, la paesaggista inglese ha ritmato il vialetto di ingresso all’abitazione secondo i classici criteri di distribuzione delle altezze, dal più alto al più basso e viceversa creando una pendenza graduale, con piantagioni a blocchi che formano un raggruppamento più largo che profondo, un’alternanza di pieni e vuoti e uno schema basato sul colore dei fiori, in accordo con la teoria del colore, di cui la Jekyll era maestra. È l’unico intervento dei due professionisti creato al di fuori della Gran Bretagna.

La casa di Le Bois des Moutiers, Francia, 1898 © Elisabetta Pozzetti

Casa Goddards, disegnata da Edwin Lutyens nel 1989, è stata liberata dalla decorazione che mostravano le prime opere, anticipando un’attenzione verso la geometria, la simmetria e l’equilibrio tra le parti rintracciabile nel periodo successivo.

Casa Goddards, Surrey, 1898 © aitoff

I giardini di Hestercombe sono stati realizzati per volontà dell’onorevole inglese E.W.B. Portman, su progetto di Gertrude Jekyll e Edwin Lutyens, tra il 1904 e il 1906. L’impianto ha combinato il disegno geometrico dei percorsi, la ricerca di artigianalità nella posa in opera dei materiali della pavimentazione e le bordure fiorite. I due autori hanno definito un nuovo giardino architettonico dallo straordinario impatto emotivo.

I giardini di Hestercombe, Somerset, Inghilterra © xlibber (CC BY 2.0)

 

Classicismo e decorazione indiana a New Delhi

A partire dal secondo decennio del Novecento Edwin Lutyens ha indirizzato la pratica professionale verso progetti di edifici pubblici e piani di città di grandi dimensioni. Nel 1912 è stato nominato consulente per la pianificazione della nuova capitale indiana a Delhi. L’impianto urbano proposto ha risentito delle sperimentazioni di Ebenezer Howard sulle Garden City, traducendole in un nuovo monumentalismo che rappresentava il potere politico indiano. L’asse centrale, destinato alle attività amministrative, ha generato vie radiali inquadrate da filari alberati che collegano le strutture commerciali e religiose. Tra il 1913 e il 1930, l’architetto inglese ha progettato la Casa del Viceré, un’architettura monumentale che si è identificata con la realtà locale nell’utilizzo di elementi decorativi ripresi dalla tradizione indiana e nella sapiente tematizzazione dello spazio aperto verde antistante.

Il Palazzo del Presidente di Delhi, 1912-1929 © VikramGautam

 

Purezza classica: i memoriali di guerra

Al termine della Prima Guerra Mondiale Edwin Lutyens è stato nominato cavaliere e architetto della Imperial War Graves Commission, per la quale ha progettato il Cenotafio di Londra (1919-20), la Pietra della Grande Guerra (1919) e il Delhi Memorial (1921-1931). Alle devastazioni belliche fanno da contraltare architetture dai volumi semplici e puri che, nel pieno della maturità espressiva, rappresentano una rinnovata sintassi in continuità con le esperienze passate.

Elisabetta Pozzetti, Andrea Zanin

 

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