Una guida ai principali tipi di ceramica

La ceramica è un materiale particolarmente diffuso nella realizzazione di oggetti per la casa. Dai piatti ai vasi, senza dimenticare gli accessori e i pavimenti per interni ed esterni, moltissimi elementi domestici sono realizzati con questo materiale. Prodotto a partire da materie prime naturali semplici da reperire e che, grazie alla maestria di artisti e artigiani può raggiungere vette di qualità estetica. Come il vetro, che deriva dalla lavorazione della sabbia, anche i vari tipi di ceramica vengono realizzati a partire da materie prime “povere”, ovvero argilla e altre terre. A seconda dei materiali specifici utilizzati e dei metodi di lavorazione, la ceramica assume caratteristiche e possibilità di lavorazione differenti. Tutte comunque idonee alla realizzazione di oggetti per la casa, rivestimenti e creazioni artistiche.

La lavorazione della ceramica

Gli oggetti in ceramica si ottengono grazie alla moderazione di impasti di argilla, che vengono successivamente cotti, modellati e decorati. Sulla base dei tipi di terre utilizzate per l’impasto, si possono realizzare diversi tipi di ceramica, con caratteristiche peculiari.

I diversi tipi di ceramica

La terracotta

La terracotta è il più antico e semplice tra i diversi tipi di ceramica, utilizzato sin dalla preistoria per la realizzazione di utensili e oggetti ornamentali. È costituita da una pasta porosa a base di composti di ferro, che le fanno assumere il caratteristico colore rossastro. Dal punto di vista artistico, la terracotta è un materiale molto utilizzato soprattutto nell’antichità. La terracotta ha trovato vasto impiego anche in campo artistico. Uno degli esempi più spettacolari è probabilmente lesercito di terracotta, un insieme di circa 8000 statue nel mausoleo del primo imperatore Qin a Xi’an. L’esercito è composto da riproduzioni in scala reale di guerrieri  vestiti con corazze e dotati di armi.  Una replica fedele dell’armata che aveva contribuito a unificare la Cina, dal 1987 nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Esercito di Terracotta

In Europa la terracotta è stata utilizzata fin dall’antichità per la realizzazione di anfore, vasellame e statue. Ma anche rivestimenti di templi e decorazioni architettoniche. A partire dal XIV secolo, la terracotta iniziò ad essere utilizzata ampiamente dalle botteghe degli artisti per la realizzazione di bozzetti e studi preparatori per sculture, formelle, bassorilievi in marmo e bronzo.

Sculture in terracotta di Gaudenzio Ferrari al Sacro Monte di Varallo

Considerata un’arte minore, la terracotta non ha avuto uno sviluppo autonomo, anche se non mancano gli esempi magistrali, come le molte realizzazioni di Donatello, la piccola Pietà’ attribuita a Michelangelo, le sculture di Gaudenzio Ferrari al Sacro Monte di Varallo Sesia, lo struggente Compianto (1463-90), di Niccolò dell’Arca nella Chiesa Santa Maria della Vita (Bologna) e le molte creazioni di Guido Mazzoni, tra cui la “iperrealistica” Testa di vecchio (1480-85)

Testa di Vecchio di Guido Mazzoni

La terraglia

A differenza della terracotta, la terraglia presenta, dopo la cottura, un colore bianco. Questo effetto cromatico è dovuto alla mancanza di ossidi coloranti nell’impasto. Viene infatti realizzata a partire da un impasto di argilla chiara, feldspato, quarzo, e successivamente rivestita con una vernice trasparente a base di piombo. A seconda delle proporzioni presenti nell’impasto, le terraglie si distinguono in tenere, medie o forti.

Vaso Impero in terraglia monocroma con ecoro in bassorilievo, e registro centrale raffigurante scene istoriate. Faenza fine del XVIII secolo

Il manufatto essiccato presenta una tonalità di colore bianco avorio, che ebbe un grande successo in Inghilterra a partire dal 700. Chiamata Cream Ware, la terraglia inglese vanta una produzione di assoluta eccellenza, soprattutto nei centri produttivi dello Staffordshire, che svilupparono tecniche di produzione di assoluta eccellenza. Il colore e la traslucenza della “maiolica all’inglese” infatti, ricordano quello della più costosa porcellana.

La maiolica

La maiolica è un prodotto ceramico rivestito da una pasta vetrosa a base di stagno. Il suo nome deriva da quello di Maiorca, l’isola iberica centro di rilievo nel commercio di questi manufatti fin dal Medioevo. Attraverso l’isola delle Baleari la maioliche, di origine araba, si diffusero in Europa, dove alcuni centri artigianali  iniziarono una produzione che in breve tempo divenne d’assoluta eccellenza. Tra questi Faenza, uno dei  uno luoghi più attivi nella produzione di piatti, vasellame e oggetti decorativi realizzati con questo materiale. Come dimostra il fatto che, soprattutto in Europa, i manufatti in maiolica sono noti col nome di faenze.

Ceramica di Faenza del 700

La tecnica di produzione della maiolica consiste nell’immersione del manufatto in terracotta, che è un materiale poroso, in un bagno di sabbie silicee e alcali e piombo accordato, che consiste in una riduzione in polvere di stagno e piombo ossidati. Dopo questo procedimento, la superficie, bianca o colorata, si presta a essere dipinta mediante pigmenti che, dopo una seconda cottura, si incorporano in un unico rivestimento perfettamente impermeabile.

La Terracotta invetriata 

La tecnica della terracotta invetriata fu messa a punto dal celebre artista rinascimentale Luca della Robbia e sviluppata dalla sua bottega. La tecnica dei Della Robbia consisteva nel creare un rilievo di terracotta che veniva poi rivestita con uno strato ceramico policromo e vetroso che, pur ricordando quello della maiolica, era molto più sofisticato.

Una terracotta invetriata di Luca della Robbia

Il rivestimento veniva realizzato grazie a uno smalto “stannifero”, a base di ossido di stagnoossido di piombo e sabbie silicee con un elemento alcalino e vari ossidi metallici per ottenere i diversi colori. I colori di base sono l’azzurro e il bianco, rispettivamente usati nella forma più tradizionale per gli sfondi e per le figure. A questi colori vennero aggiunti il giallo, il verde turchese, il bruno e il nero.

Il grés 

Il grés è un prodotto ceramico a impasto compatto e impermeabile, come la porcellana, e ricoperto con vernici saline. Questa ceramica, adatta a una vasta gamma di applicazioni, si ottiene da una miscela di argilla e rocce effusive, ricche di silicio. La cottura avviene a temperatura molto elevata , tra i 1200 e i 1400 gradi. Utilizzato in Cina a partire dal IV secolo, il grés ebbe molta fortuna anche in Europa, a partire dalla Germania, dove dal IX secolo in poi si sviluppò una fiorente produzione di brocche, bicchieri, stoviglie.

Una teiera in grés Staffordhire

Il grés rosso verniciato, tipico della produzione renana, venne riprodotto anche in Inghilterra a partire dal 600. Nello Staffordshire, in particolare, si sviluppò una fiorente manifattura, con raffinate verniciature che portarono quest’arte a livelli di assoluta eccellenza. Particolarmente pregiate e oggi molto ricercate dai collezionisti, le teiere.

La porcellana 

Un servizio in porcellana di Geminiano Cozzi, tra i maggiori ceramisti della scuola veneziana. Tra i diversi tipi di ceramica, la porcellana è quella più raffinata e preziosa

Tra i diversi tipi di ceramica, la porcellana è quella più preziosa, in virtù di una particolare compattezza, resistenza, impermeabilità, bianchezza e lucentezza. La porcellana è il risultato di una composizione a base di un’argilla bianca solida, il caolino, e del quarzo petunzè. Una tecnica di origine cinese, introdotta in Europa solo un migliaio di anni dopo la sia ideazione. I Primi tentativi di riproduzione della porcellana sono stati realizzati a Firenze alla fine del 500 e diedero vita a alla porcellana a pasta tenera, che si differenzia dall’orginale perché composta da argilla bianca e materiale vetroso che vengono cotti a una temperatura inferiore. Altri tentativi vennero realizzati a Rouen, a Capodimonte e Saint-Cloud, fino a quando il segreto della porcellana cinese venne scoperto da Bottger, a Meissen, nel 1509. Inizialmente la Manifattura di Meissen godette di un monopolio nella produzione di porcellana dura. Successivamente, i segreti della produzione della porcellana dura si diffusero negli altri stati germanici e poi nel resto dell’Europa.

Richard Ginori 1735

Dal 700 in poi, iniziarono a fiorire manifatture europee di grande qualità. Tra le molte, raggiunsero vette d’eccelenza quelle francesi di Sèvres e Limoges, nell’area tedesca la Manifattura imperiale di porcellane di Vienna, la Regia manifattura di porcellane di Berlino e la manifattura di Nymphenburg. In Italia, un posto di rilievo in questo settore spetta alle manifatture di Venezia, Capodimonte, Vinovo.

Servizio in porcellana Labirinto di Gio Ponti per Ginori 1735

Tra le aziende principali, è d’obbligo ricordare Ginori, fondata nel 1735 e ancora oggi attiva nel riproporre i modelli della tradizione accanto a nuove proposte dal design contemporaneo.

Marco Miglio

Giornalista e professore universitario al Dipartimento Architettura e Design della Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Genova. Collabora dal 2014 con la rivista Villegiardini.