Ambienti ampi e luminosi, spazi flessibili, ricercati abbinamenti di materiali caratterizzano la dimora di una famiglia cosmopolita e aperta alla convivialità in un elegante palazzo degli anni 30. Nulla è lasciato al caso nel progetto di un attico che lo studio IAA – 3 ha realizzato in un palazzo degli anni 30 di Torino, a Porta Susa, quartiere residenziale caratterizzato da una lunga sequenza di eleganti palazzi costruiti tra gli anni 30 e 50 e da alcuni notevoli esempi di liberty torinese e che, al volgere del millennio ha iniziato a trasformarsi in un polo commerciale e direzionale cresciuto all’ombra del grattacielo di Renzo Piano e a ridosso del centro storico.

vista del soggiorno su falda principale. Sullo sfondo, la vetrata custom in randa Rimadesio divide la zona living dalla cucina. Sul tavolino centrale due coppette in ceramica policroma di Fausto Melotti (la selezione di antiquariato e modernariato è stata realizzata in collaborazione con Brun Fine Art).

“L’idea iniziale dei proprietari”, spiegano Federica Poggio e Marco Orto, “ era quella di limitarsi a realizzare un pied-à-terre. Durante i nostri incontri preliminari, sono tuttavia emerse esigenze più complesse ed è maturata la fondamentale decisione di adibire questo appartamento a residenza principale per la famiglia.

un altro scorcio del terrazzo. Sullo sfondo, cucina outdoor composta custom di Steel.

Abbiamo perciò ridefinito assieme gli obiettivi puntando a realizzare un progetto su misura delle esigenze di uno stile di vita cosmopolita e aperto alla convivialità”. La mutata prospettiva ha avuto come effetto immediato, dal punto di vista architettonico, quello di trasformare e rimodulare completamente gli ambienti attorno alla grande terrazza-tasca panoramica che costituisce il fulcro dell’abitazione.

Le altezze dell’appartamento sono state aumentate grazie a una nuova copertura in legno lamellare, rivestita da doghe in lamiera con verniciatura pigmentata, una soluzione che si è inserita perfettamente nell’estetica d’epoca dello stabile.

La straordinaria luminosità che attualmente caratterizza lo spazio di oltre 400 metri quadrati, inizialmente piuttosto buio, è stata ottenuta realizzando porte finestre con ampie specchiature a tutta altezza oltre a una sequenza di 8 lucernari e 22 abbaini dotati di balconcino per tutto il perimetro dell’abitazione, tutti allineati alle forometrie del palazzo in modo da evitare ogni discontinuità visiva con il corpo originario.

Il grande terrazzo, concepito come una estensione della zona giorno grazie ad una copertura interamente realizzata custom made in collaborazione con Pratic, è arredata con mobili outdoor di Gervasoni disegnati da Paola Navone: tavolini Inout 47 (basso) e Inout 49 (alto); divano Inout 852; poltrona Inout 851; sedia con schienale alto Inout 855; sedie Inout 823. Il rivestimento a parete, realizzato su disegno, in continuità con il torrino sovrastante, è realizzato in collaborazione con VMZinc. A terra Busto in gesso raffigurante Paride (Roma fine 800, Brun Fine Art).

Sulla sommità dell’edificio la parte finale del vano scala è stata trasformata in una torretta, “un punto esclamativo sull’orizzonte” con funzione di camera da letto padronale con vista panoramica sulla collina torinese e la città. Una luminosità che enfatizza la qualità tattile e materica dei rivestimenti tessili, altro elemento di forte identità del progetto: una carta da parati con raffigurazioni di storie di monaci giapponesi, utilizzata nella spina centrale fino ad arrivare alla zona soprastante della camera da letto, e velluto per la boiserie all’ingresso.

in primo piano letto Bolzan, e lampada a parete Mantis di DCW. A parete, un’opera d’arte di Lucio Fontana: “Concetto Spaziale, Attesa” selezione opera Brun Fine Art. Sullo sfondo scorcio di uno dei due bagni presenti nella suite.

“L’insieme degli ambiti della zona giorno  è stato concepito in maniera complessiva, olistica, alla ricerca di una radicale flessibilità degli spazi, ottenuta mediante l’uso di pareti scorrevoli in vetro utilizzate sia per delimitare gli ambienti interni sia quelli esterni”.

la suite padronale, con finestra che inquadra la basilica di Sant’Antonio da Padova. Parapetto realizzato e verniciato custom, come il soffitto rivestito con un’imbottitura in velluto color tortora. Lampade a parete Mantis di DCW

La cucina, per esempio, può essere aperta o isolata rispetto alla zona dining, a seconda delle esigenze specifiche del momento; lo stesso vale per il terrazzo, che grazie alla possibilità di una completa apertura delle vetrate scorrevoli, si integra senza soluzione di continuità al living space.

la doccia realizzata su misura con rivestimento Shine turchese Batik di Italgarniti e soffione Fontane Bianche di Fantini.

“Gli ambienti conviviali sono stati pensati per diventare il palcoscenico di un’esperienza dinamica e mai vincolante o definitiva, il luogo di un abitare fluido, in grado di assecondare e rispondere al meglio alle necessità contingenti della famiglia. La parte speculare dell’appartamento è stata invece adibita a zona notte, con due camere per i figli e una per gli ospiti.

Studio IAA
il bagno ospiti interamente realizzato su misura con rivestimento, lavandino e mobile Custom con Gres Italgraniti. La rubinetteria è Fantini, collezione Fontane Bianche, le lampade Mamì di Penta verniciate custom. In appoggio sul mobile sospeso, scultura di soldato appartenente all’esercito di terracotta dell’imperatore Qin Shi Huang- XIX secolo Cina dinastia Qing (Brun Fine Art).

Completano quest’area più quieta e riservata, una playroom, un miniappartamento semi-indipendente per i collaboratori domestici e gli ambiti di servizio. In tutti gli ambienti della casa, la customizzazione è massima. “La quasi totalità dei contenuti presenti nella casa sono stati modificati ad hoc: le sedie, le lampade, i mobili, i tessuti, le vetrate, i serramenti sono tutti, in un modo o nell’altro ottimizzati”.

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vista frontale sulla scala scultura, autoportante custom made, disegnata in carpenteria. Ogni gradino è diverso dall’altro e tutti insieme sviluppano la slanciata sinusoide che raggiunge il livello superiore. Uno scuretto separa ciascuno gradino facendolo apparire sospeso nell’aria: così facendo si alleggerisce la massa della materia lignea, proiettando sulla parete decorata del vano scala dei giochi di penombra molto suggestivi. L’elemento portante di questa struttura è il parapetto in lamiera di ferro verniciata bianca, che avvolge
come un nastro di seta lo sviluppo della scala. Il diaframma in vetro sulla sinistra è di Rimadesio, carta da parati di Jim Thompson Fabric.

A questa personalizzazione dei dettagli si aggiunge un importante lavoro di creazione di elementi su disegno che riguarda per esempio la scala di collegamento tra il piano principale e la torretta: una vera e propria scultura, realizzata in carpenteria. Lo stesso vale per  il tavolo in marmo da 12 posti, abbinato alle superfici dell’isola cucina in una logica di total look. La sua linea essenziale e la geometria della base sono messe in dialogo con le forme morbide delle sedute, in una logica compositiva che in tutto l’appartamento vive di armonie e delicati contrappunti, come quello tra i toni freddi dei mobili, delle finiture, delle superfici, dei colori eterei della carta da parati e la densa cromaticità del parquet grezzo, scelto per bilanciare la luminosità degli ambienti ed evidenziare, per contrasto, la leggerezza delle tonalità che dominano nel resto della casa.  Ogni ambiente dell’attico torinese è stato pensato, disegnato e modellato con accuratezza e sensibilità nella scelta e nell’abbinamento di cromie,materiali e finiture.

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il corridoio passante/ingresso padronale: la parete rivestita custom in velluto blu nasconde la zona tecnica dell’appartamento oltre la porta di casa con accesso riservato dall’ascensore al piano che entra in contrasto con il lato frontale vetrato verso il terrazzo. Sullo sfondo, mobile a misura con ante rivestite in carta da parati Jim Thompson Fabric. Sulla destra vetrata Rimadesio.

Studio IAA

Erede della lezione dei maestri italiani del 900 e aperta alle suggestioni del contemporaneo, IAA propone un approccio all’architettura e al design rigoroso e umanistico. Fondato a Milano nel 2013 da Federica Poggio e Marco Orto, Icona Architetti Associati è uno studio di architettura e design che realizza progetti all’interno di un’ampia gamma di scale operative. I progetti di Icona scaturiscono sempre a partire da un dialogo: umano, fisico e sensoriale, con le persone e i contesti per dare vita ogni volta una nuova grammatica del progetto, generata e perfezionata insieme ai committenti.

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Federica Poggio e Marco Orto

A questo si aggiunge una grande passione per i materiali ai quali viene affidato un ruolo centrale, tattile oltre che visivo. Un concetto multisensoriale in cui ottico e aptico si fondono in un’unica esperienza. I progetti di Icona sono inoltre caratterizzati dalla possibilità di modulare lo spazio a seconda delle stagioni e delle funzioni, trasformando le abitazioni in eco-sistemi mobili, flessibili e in continua evoluzione sulla base delle diverse esigenze specifiche e concrete dello stile di vita dei committenti. Una tangibile poetica progettuale che, insieme alla linea curva sempre presente nei progetti, simbolizza la vera firma di Icona Architetti Associati. iconaarchitetti.com