Ponte del Gard, gioiello di epoca imperiale

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Il Ponte del Gard è un ponte a tre livelli costruito durante l’Impero Romano che permetteva il passaggio di un acquedotto. Nel medioevo fu utilizzato soprattutto come ponte stradale subendo poi successive modifiche e ristrutturazione finché nel 1985 è stato inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Dove si trova

Il Ponte del Gard si trova a Vers-Pont-du-Gard tra Uzès e Remoulins, non lontano da Nîmes. Convogliava l’acqua dalle sorgenti della Fontaine d’Eure vicino a Uzès al bacino a Nemausus da lì veniva distribuito in una serie di fontane, bagni e case private. Si stima che l’acquedotto a pieno regime fornisse alla città circa 40000 metri cubi di acqua al giorno.

Il percorso dell’acquedotto è di circa 50 km nonostante la distanza in linea retta sia solo di 20 km. Era necessario, infatti, aggirare le pendici meridionali del Massiccio Centrale. Parte dell’acquedotto fu costruito sottoterra, come era tipico al tempo, costruendo una trincea in cui fu costruito un canale in pietra e racchiuso da un tetto ad arco in lastre.

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Storia

La costruzione è il declino

Alcune fonti fanno risalire la costruzione dell’acquedotto al 19 a.C. da parte da Marco Vipsanio Agrippa, genero e aiutante dell’imperatore Augusto, che a quei tempi gestiva l’approvvigionamento idrico di Roma e delle sue colonie. Scavi più recenti invece pospongono la costruzione dell’acquedotto tra il 40 e il 60 d.C. sotto il regno dell’imperatore Claudio.

Dal IV secolo in poi l’acquedotto non ebbe quasi nessuna manutenzione a causa delle invasioni. Il flusso dell’acqua si ridusse notevolmente a causa delle infiltrazioni e delle radici delle piante anche se probabilmente è riuscito a fornire acqua alla città fino al IX secolo.

L’utilizzo successivo

Nonostante i saccheggi dell’epoca il ponte del Gard è rimasto quasi totalmente intatto soprattutto perché veniva usato come ponte a pedaggio per attraversare la valle. Nel XIII Il ponte era proprietà del re che concesse il diritto di imporre pedaggi prima i signori di Uzés e poi ai vescovi. Questi erano responsabili anche della manutenzione.

All’inizio del 1600 subì però gravi danni a causa dell’utilizzo per trasportare l’artiglieria di Enrico II di Rohan utilizzata dagli ugonotti contro i realisti francesi. Il duca fece tagliare un lato della seconda fila di archi per far spazio all’artiglieria lasciando così il ponte gravemente indebolito.

Le grandi ristrutturazioni

Soltanto nel 1703 le autorità locali ristrutturarono il ponte del Gard e quarant’anni dopo fecero costruire un nuovo ponte dall’ingegnere Henri Pitot accanto agli archi del livello inferiore per permettere la circolazione in maniera ottimale. Anche con il nuovo ponte l’acquedotto continuò a deteriorarsi fino all’arrivo di Napoleone III che se ne occupò personalmente.

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Pont du Gard, fotografato nel 1851 da Édouard Baldus

I lavori avvennero tra il 1855 e il 1858 e furono finanziate dal ministero di Stato. Vennero sostituite le pietre erose e riempiti alcuni pilastri con calcestruzzo favorendone la stabilità. Sono state installate anche delle scale così da permettere ai visitatori di camminare lungo il condotto.

Il ponte del Gard è riuscito a sopravvivere a tre grandi inondazioni del XX e del XXI secolo resistendo anche appartiene che hanno spazzato via altri punti o danneggiato installazioni vicine. Dal 1985 è diventato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Architettura

Il ponte del Gard è costruito su tre livelli e da un’altezza di circa 50 metri sopra il normale livello del fiume ed è lungo 274 metri. La larghezza diminuisce dal basso in cui è 9 metri verso l’alto raggiungendo i 3 metri. I tre livelli di archi sono incassati ed il loro numero varia secondo del livello, in quello inferiore sono 6, in quello al centro 11 mentre quello inferiore attualmente ne ha 35 anche se originariamente erano 47. La campata degli archi varia leggermente, poiché ciascuno è stato costruito in modo indipendente per fornire flessibilità per proteggere dal cedimento.

Per costruire il ponte di Gard non è stata usata malta né morsetti ed il suo metodo di costruzione è ormai noto agli storici. È costituito da enormi blocchi di pietra estratta nella cava locale di Estel che si trova a circa 700 m a valle. Questa pietra calcarea rossastra tenera a grana grossa bensì presta per dimensionare blocchi che si adattano perfettamente insieme e si tengono soltanto grazie all’attrito e alla gravità.

L’esterno del ponte del Gard appare grezzo e incompiuto ma l’interno del condotto per l’acqua era stato pensato il più liscio possibile da permettere il flusso senza ostruirlo.

Maria Giulia Parrinelli

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