Fino al 19 maggio a Milano, allo Spazio Roseto, la mostra Mario Schifano. Compagni in un’oasi sotto il cielo stellato a cura di Monica Schifano e Marco Meneguzzo. “Tuttestelle”, “Inevitabile viaggio a Marrakesh”, “Oasi”, “Compagni compagni”, opere mai esposte al pubblico, raccontano la straordinaria produzione degli anni Sessanta di Mario Schifano visibili per la prima volta a Milano, allo Spazio Roseto, in corso Garibaldi 95.

Mario Schifano, Compagni Compagni, 1968, spray su tela, perspex , 180x130cm ©ArchivioMarioSchifano

Fino al 19 maggio a Milano, allo Spazio Roseto in corso Garibaldi 95, è possibile visitare gratuitamente la mostra “Mario Schifano. Compagni in un’oasi sotto il cielo stellato”, a cura di Monica Schifano e Marco Meneguzzo. L’esposizione presenta per la prima volta dipinti realizzati dal grande artista tra il 1966 e il 1968 e mai esposti al pubblico fino oggi: da “Inevitabile viaggio a Marrakesh” a “Compagni” (bacio), del 1968, Oasi (o Palme) del 1967, Senza titolo (palma, stelle, falce e martello), 1967-68 fino a “Tutte stelle” del 1967 otto tele – mai viste e mai fotografate ad oggi -, che a Roma la principessa Patrizia Ruspoli commissionò a Schifano per ricoprire pareti e soffitto di una stanza, ora fedelmente riprodotta in mostra, dove il pubblico potrà entrare per vivere la stessa emozione di allora.

Mario Schifano, Compagni, 1968, smalto, spray, grafite e pastello su tela 120x100cm ©ArchivioMarioSchifano

Schifano immaginò questo spazio come un luogo immersivo, completamente avvolti dalle stelle in una sensazione di movimento, di leggerezza e di esaltazione dei sensi. La mostra riproduce fedelmente quella stanza creata da Schifano, e i visitatori potranno entrarci e vivere le stesse emozioni circondati dalle opere. In mostra anche l’unica foto d’epoca esistente che ritrae Patrizia Ruspoli in quella stanza, immersa fra i dipinti murali di grande impatto. Schifano si ispirò a esperienze personali, visioni psichedeliche e miti, creando opere che esploravano la dimensione onirica e fantastica della realtà.

Mario Schifano, inevitabile viaggio a Marrakesh, 1968, smalto e spray su tela 400x400cm polittico(particolare_firma)©ArchivioMarioSchifano

In particolare, questa serie, riporta l’artista alla sua nascita ad Homs, in Libia, alle notti trascorse da bambino ad ammirare le stelle e le palme. Le stelle, di diverse dimensioni e colori, sono rappresentate in modo vario, alcune luminose e scintillanti, altre più distanti e sfocate. Anche per questo Tutte stelle è considerato uno dei capolavori dell’arte contemporanea italiana ed è rimasto un punto di riferimento per gli appassionati d’arte e gli studiosi di Schifano, a conferma del suo straordinario talento nel trasformare gli spazi attraverso l’arte.

Mario Schifano, Oasi(palma verde) 1967, smalto, spray e grafite su tela. 80x60cm©ArchivioMarioSchifano

Altro capolavoro esposto per la prima volta è “Inevitabile viaggio a Marrakesh”, polittico composto da otto tele, una delle opere più significative e suggestive dell’artista italiano, appartenente a un ciclo che si ispirò proprio a questo viaggio. Schifano visitò Marrakesh nel 1969 e rimase affascinato dall’atmosfera vibrante e dai colori intensi della città marocchina. Il suo soggiorno a Marrakesh influenzò profondamente la sua produzione artistica successiva, portando alla creazione di opere che riflettevano l’esperienza sensoriale e l’energia della città.

Mario Schifano, Senza Titolo, 1967, smalto e spray su tela, 97x97cm©ArchivioMarioSchifano

Il percorso della mostra prosegue con un altro inedito, Oasi (palma su fondo rosso e stelle) del 1967 e la serie “Inizio moduloCompagni Compagni” del 1968, imponenti dipinti in cui Schifano è influenzato dalla cronaca del suo tempo. Le opere raccontano dell’energia, della vitalità e dell’azione di quel periodo storico che l’artista fa confluire in sagome che non rappresentano manifesti politici, ma vere e proprie icone di quegli anni. Fra queste anche Compagni (bacio), 1968, mai esposta sino ad oggi. “Un unicum, una prospettiva assolutamente nuova nella pur vastissima serie di mostre dedicate all’artista – afferma Meneguzzo, membro della commissione dell’Archivio Opere – con opere di grandi dimensioni, realizzate appositamente per personaggi che come lui stavano vivendo le stesse sensazioni, e mai più esposte da allora…”.

Mario Schifano©Patrizia Ruspoli

L’esposizione riguarda un periodo breve e intenso di Schifano, che lo vedeva da un lato impegnato a vivere, a condividere e a registrare in pittura i cambiamenti nel costume – a partire dalla conquistata libertà nelle relazioni e dalla liberazione sessuale – dall’altra a sondare i movimenti della contestazione politica, a partire dagli slogan di ispirazione maoista – afferma Marco Meneguzzo -. Tra il 1966 e il 1970 Schifano vive la sua personale rivoluzione producendo cicli di opere come “Tutte stelle”, “Oasi” (più noto come “palme”) e “Compagni Compagni” esplicito riferimento alla contestazione del ’68. Ma la novità della mostra sta nell’averli messi insieme in un’unica grande narrazione mai sperimentata prima: aver costruito un “super racconto” accostando questi tre temi come fossero le componenti di un unico paesaggio (ben visibile in mostra) costituisce un unicum e una prospettiva assolutamente nuova nella pur vastissima serie di mostre su di lui. Di più, in mostra sono esposte opere di grandi dimensioni, realizzate appositamente per personaggi che come lui stavano vivendo le stesse sensazioni, e mai più esposti da allora, come la stanza “Tutte stelle” – dal pavimento al soffitto un ambiente psichedelico – creato per Patrizia Ruspoli”.

Mario Schifano
MarioSchifano, Oasi, 1967, spray e pastello su tela, 200x70cm, dittico ©ArchivioMarioSchifano

La mostra è promossa da Roseto e Harves, nuova società specializzata nell’intermediazione di proprietà di pregio del segmento luxury  real estate sostenuta da Hopafin, holding leader in Italia e una delle più importanti in Europa, e organizzata da Art Relation di Milo Goj, società leader nella consulenza a 360° per il mondo dell’arte, in collaborazione con l’Archivio Mario Schifano. “Siamo orgogliosi di ospitare questa mostra, comprendente dipinti di Schifano provenienti da varie collezioni private e opere di proprietà di Roseto, nel nostro spazio, un ex convento, gioiello nascosto nel cuore di Milano. Ristrutturato e restylizzato, il chiostro è ora diventato uno spazio privilegiato per sviluppare connessioni tra l’universo artistico e il contesto cittadino – afferma Andrea Pasquali, Amministratore Delegato di Hopafin S.P.A. -.  La nostra società, specializzata nella locazione di immobili di proprietà, da tempo è impegnata a sostenere l’arte e la cultura sia attraverso eventi nel quartier generale di Corso Garibaldi 95, sia investendo in una propria collezione di arte contemporanea”.

Mario Schifano
MarioSchifano, Tutte stelle (soffitto_stanza), 1967, smalto e spray su tela di 218×163,5cm ©ArchivioMarioSchifano

“ArtRelation, nata nel 2009, ha l’ambizione di creare un legame tra impresa e arte e l’organizzazione della mostra “Compagni in un’oasi sotto un cielo stellato”, rappresenta la massima espressione della filosofia del mecenatismo artistico-culturale – afferma Milo Goj, fondatore e CEO di Art Relation -. In questa occasione, due mondi, quello dell’impresa e quello dell’arte, hanno lavorato insieme per arrivare a un progetto di alto profilo che contribuisca alla conoscenza e all’apprezzamento di un Maestro della grandezza di Mario Schifano, uno degli artisti più amati e più apprezzati (non solo dagli addetti ai lavori) del dopoguerra”. marioschifano.it

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