Louis Kahn, opere e pensiero progettuale

louis kahn opere
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Le opere di Louis Kahn, determinate da un bilanciamento di assi e volumi e una meticolosa attenzione all’aspetto compositivo dell’edificio, diedero vieta a un’architettura monumentale che andava contro le tendenze presenti in America in quegli anni. Louis I. Kahn, per esteso Louis Isadore Kahn, (1901-1974), è stato un architetto americano che si è mosso in opposizione alla corrente dell’International Style.

Kahn nacque in Estonia e successivamente emigrò con i suo genitori in America. Si laureò all’Università della Pennsylvania, a Filadelfia, nel 1924 e successivamente girò l’Europa, studiando e disegnando monumenti architettonici. Da quell’anno fino al 1944 si unì in società con George Howe e Oscar Stonorov. Durante la sua carriera, per più di trent’anni, produsse opere caratterizzate da forme potenti e massicce, che lo collocano in una posizione simile a quella dell’International Style.

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Nel 1944 venne pubblicata un’opera di Louis Kahn ‘Monumentality’. Questo scritto ha un approccio filosofico e si concentra su qualcosa su cui l’architettura moderna non si era mai troppo interessata. Gli ultimi architetti e teorici che se ne occuparono furono quelli presenti nei regimi totalitari, come a esempio durante in fascismo. Kahn ammise che nel capitalismo non si ha bisogno di monumentalità negli edifici, ma lui intese questo concetto con un aspetto legato alla forma più che alla funzione. Ridonare la forma di un valore, di un significato dentro alla città che, con l’architettura, aveva perso la propria capacità di individuazione. Le opere di Louis Kahn devono essere portatrici di significato.

La tecnologia ha svolto un ruolo importante nei suoi edifici, la nuova monumentalità coincide con l’uso di elementi tecnologici. L’architetto, insieme al cemento armato, usa però anche la pietra locale.

Louis Kahn opere 

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Foto di Elijah Porter via flickr.com

Kahn progettò residenze private e alloggi per lavoratori negli anni ’30 e ’40. Dopo una borsa di studio all’Accademia Americana di Roma nel 1950, che approfondì il suo apprezzamento per l’architettura mediterranea, Louis Kahn realizzò la sua prima opera importante nel 1952: la Yale University Art Gallery a New Haven, Connecticut, che segnò un notevole distacco dai suoi edifici in Stile Internazionale del decennio precedente.

Nel 1957 Kahn fu nominato professore di architettura all’Università della Pennsylvania. Il suo Richards Medical Research Building, del 1960, all’università è eccezionale per la sua espressione della distinzione tra spazi “serventi” e “serviti”. Il suo stile maturo, meglio esemplificato dal Salk Institute for Biological Studies, La Jolla, realizzato tra il 1959 e il 1965, e dallo Yale Center for British Art, New Haven del 1977, combinava la tipologia del servizio con l’ispirazione all’architettura classica e medievale, forme geometriche di base e un uso elegante ed espressivo di materiali familiari come il cemento e il mattone.
Il lavoro di Kahn che andò in opposizione all’International Style, fu controverso ma recensito più favorevolmente da una nuova generazione di critici, che lo dichiararono già ai tempi uno degli architetti più originali e importanti del XX secolo.

Phillips Exeter Academy Library, la biblioteca di Louis Kahn

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Foto di 12019-12019 via pixabay.com

Questo edificio, realizzato a Exeter nel 1967 vuole rappresentare idealmente un cubo, con angoli tagliati in spigolo. L’idea di Louis Kahn di biblioteca è un luogo che rappresenta tutto l’universo del sapere riunito in un unico spazio. La forma di questo edificio perciò mira a rappresentare il modello ideale: tutto il sapere è associabile alla forma della sfera, che a sua volta, si può inscrivere al centro di questa opera cubica di Kahn.

L’idea alla base della biblioteca di Louis Kahn è riconducibile all’unione della struttura e della forma. Egli era convinto che esistesse una distinzione tra forma e progetto. La forma ha a che fare con idealità, rappresenta un modello ideale che prescinde da costi e rimane nel mondo delle idee. Il progetto rappresenta concretezza di quella determinata forma nel momento in cui ha un costo. La forma è ideale e progetto è reale, quindi si devono incontrare.

Per il rivestimento delle pareti esterne l’architetto Kahn scelse i mattoni. L’unica luce che crea ombre è pensata per arrivare dall’alto.

Kimbell Museum, Fort Worth, Texas 1967-72

Photographs in the Carol M. Highsmith Archive, Library of Congress, Prints and Photographs Division.

Louis Kahn realizza questa opera nello stato più grande in America, dove all’inizio del 900 i contadini si arricchirono grazie alla scoperta di giacimenti petroliferi.

L’edificio è caratterizzato da una ripetizione di spazi rivestiti da volta a botte. Questa forma deriva dall’antica Roma e, per rimandare e rendere il complesso ancora più romano nel suo aspetto visivo, Kahn decise di rivestirlo in travertino. Acqua, come la luce, diventa materia di costruzione. Infatti i riflessi moltiplicano i fenomeni della luce, come se immettesse il fattore tempo che anima la forma della struttura architettonica.

Il pensiero progettuale alla base si costruisce in base a spazi serviti, quindi espositivi, con spazi serventi, divisi e separati con materiali diversi. La botte che costituisce la copertura viene intagliata nella parte centrale e fa entrare luce dall’alto, che viene fatta rimbalzare su alette in modo da non avere mai luce diretta. 

Salk Institute for biological studied, La Jolla, California  1959-69

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L’opera di Louis Kahn per il Salk Institute prevede due edifici bassi in cemento armato lasciato a vista con inserti in legno. Il vuoto centrale rappresenta il nucleo d’essenza dell’idea, come per la biblioteca che realizzò precedentemente a Exeter.

Non è da intendere come una piazza, infatti Kahn progettò solo panchine basse e non uno spazio da vivere di unione. L’architetto mostrò lo spazio e creò linee prospettiche sulla pavimentazione che ricordano disegni di città ideali del 400. La luce e l’acqua sono parte fondamentale di questa opera di Louis Kahn perché i riflessi fanno parte e si interano alle architetture. L’edificio si affaccia piegandosi come se fosse una quinta teatrale e fa sembrare che si orienta a vedere il sole e l’oceano al tramonto.

Assemblea Nazionale, Dacca, Bangladesh 1962-72

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By Rossi101 at English Wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=19024833

Questo è l’ultimo progetto di Louis Kahn. L’idea di base è di rappresentare un castello moderno, complesso e con acqua intorno come a ricordare un fossato. L’architettura antica e della tradizione non rappresentava un tabù per Kahn ma era qualcosa che si poteva evocare per rappresentare qualcosa di diverso. Per l’architetto deve esserci un radicamento nel luogo dove si costruisce un edificio, ma non ci deve essere la volontà di dare forma in base a tradizioni del luogo.

La geometria è alla base di questo edificio, dove quadrato, cerchio e triangolo dialogano e parlano di universalità. Tutto è ordinato secondo un’idea di simmetria bilaterale.

Al centro del complesso c’è la sala circolare dei lavori parlamentari che prende luce dall’alto e al suo intorno sono posizionati gli uffici.

Chiara Cazzani