I colori della seta

Un mirabile palcoscenico sul lago di Como creato da Pietro Porcinai, che si accende in autunno grazie ai toni brillanti degli aceri e dei melograni

I colori della seta Villa Ratti Como
Il viale di acceso davanti alla facciata verso la montagna. ©Dario Fusaro
TESTO DI PAOLA PORCINAI / FOTO DI DARIO FUSARO

Il giardino di Villa Bonomi Bolchini, meglio conosciuta come Villa Ratti, in seguito al suo acquisto da parte di Antonio Ratti, fondatore delle omonime seterie comasche, è quasi un doveroso omaggio ai maestri setaioli della zona, con le pennellature di vari colori del suo tessuto verde: in autunno, quando i suoi dolci declivi si tingono con il rosso, l’arancio, il giallo del fogliame degli alberi (aceri, querce, melograni, ecc.) e in primavera con il rosa, l’azzurro, il giallo, il bianco delle spettacolari fioriture di azalee, rododendri, camelie.

Villa Ratti Como

Raffinato ed elegante è il giardino (3 ettari di superficie) realizzato negli anni 1957-62 da Pietro Porcinai, il più importante paesaggista del 900. Dialogo emozionale fra la villa, dalle linee rigorosamente squadrate, e la natura; mirabile modellazione del paesaggio senza stravolgimenti. Costruita negli anni 20, venne ristrutturata 40 anni dopo dall’architetto Luigi Caccia Dominioni per il Cavaliere Antonio Ratti.

Villa Ratti Como Porcinai I colori della seta
L’elegante ingresso della proprietà, ricco di elementi decorativi e preziose piante. A destra, il sentiero di pietra di Moltrasio. ©Dario Fusaro

Dal lungo viale di accesso, che è fortemente modulato dalle varie forme di alberi, siepi e cespugli si arriva alla porta di ingresso della villa, semplice e raffinato, spezzato nella sua linearità da tre gradini convessi. L’altissima parete verde di vite americana che avvolge completamente le mura dell’edificio è interrotta da una pianta di glicine che incornicia l’arco della porta di ingresso dell’abitazione.

Villa Ratti como Porcina
La facciata della villa. ©Dario Fusaro

La villa, ubicata sul pendio, non aveva spazio anteriore verso il lago. Mio padre creò un mirabile palcoscenico sull’acqua, progettando un terrazzamento in cemento armato, sorretto da pilastri e ricoperto da prato, nascondendo al di sotto i locali adibiti al soggiorno degli ospiti.

Villa Ratti Como I colori della seta
Parte inferiore del terrazzamento

Anche la piscina, che si trova al lato del prato, e la passeggiata erbosa ai margini del bosco, poggiano su un secondo terrazzamento i cui muri di sostegno sono mimetizzati da folte siepi e da rampicanti sempreverdi.

I colori della seta
La piscina è cinta da una siepe topiata, davanti alla quale trovano posto arbusti da fiore e conifere nane. Sulla destra un platano in forma obbligata. ©Dario Fusaro

Gli alberi e gli arbusti hanno importanza non solo per la loro bellezza, ma anche per la funzionalità: due siepi squadrate orientano la visuale dal salone della villa verso il giardino; due platani sapientemente potati arginano visivamente la prospettiva del prato.

Delle rampe conducono nella parte bassa della proprietà al campo da tennis, alle serre, al cancello del secondo ingresso.

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Nel centro della foto, il campo da tennis. ©Dario Fusaro

In alto il bosco è popolato da una collezione di aceri insieme a carpini, lecci, corbezzoli, azalee, rododendri. Diversi percorsi, fra cui una suggestiva passeggiata panoramica, consentono di ammirare il panorama con la vista del parco, del lago e della città di Como.

Nel 2020 la proprietà è stata acquistata dal flower and event designer Vincenzo Dascanio.