Drosera, una pianta carnivora gioiello

La Drosera è una pianta carnivora dall’aspetto tentacolare, quasi alieno, che diventa spettacolare quando viene illuminata dal sole e sembra coperta da numerosi piccoli cristalli.

Origine e nomenclatura

Questo genere è riuscito a colonizzare quasi tutti i continenti ma il suo quartiere generale è l’Australia che conta quasi la metà di tutte le specie conosciute, seguita poi dal Sud Africa e dal Sud America. In alcune zone isolate del mondo si sono sviluppate specie endemiche insolite e bizzarre, per esempio nel Madagascar e nella Nuova Caledonia.

Le numerose gocce di secrezione che emettono i tentacoli sulla foglia hanno ispirato il nome di questo genere. Il nome Drosera deriva dal termine greco drosos (δρόσος) che significa rugiada.

Il padre dell’evoluzione Charles Darwin studiò a lungo Drosera rotundifolia e descrisse per primo il funzionamento delle sue trappole, notando che venivano azionate soltanto a contatto con determinate sostanze, laddove altre, come ad esempio l’acqua, non suscitavano alcuna reazione.

La cattura di un insetto

Droseradescrizione della pianta 

Il genere Drosera conta circa 200 specie che si presentano molto diverse tra loro per dimensione e per forma. L’australiana Drosera occidentalis è grande appena 8 mm mentre Drosera regia proveniente dal Sud Africa è caratterizzata da foglie lunghe fino a 45 cm.

Le specie provenienti da zone temperate come Drosera filiformis perdono le foglie durante l’autunno ed entrano nella fase di dormienza invernale per proteggersi dal freddo.

Esistono anche specie, provenienti dall’Australia occidentale, che crescono durante i mesi più freddi e passano dormienti la primavera sotto forma di tubero sottoterra fino all’autunno successivo.

Altre piante australiane come la Drosera pigmea impiegano interessanti tattiche di sopravvivenza al calore estivo ricoprendosi di peli bianchi argentati con la finalità di riflettere il calore del sole.

Fiore 

Sono piante autofertili ma possono avere bisogno di un intervento manuale per l’impollinazione soprattutto in presenza di piante solitarie. I fiori sono rosa o bianchi, non profumati e producono numerosi semi della dimensione di circa 1 mm. Per la raccolta basterà soltanto tagliare lo scalpo fiorale con attenzione per poi capovolgerlo in un piccolo contenitore per raccogliere i semi.

Drosera rotundifolia con stelo fiorale

Trappole

Escludendo i loro particolari adattamenti ambientali le Drosera presentano caratteristiche morfologiche comuni come la presenza di foglie con tentacoli mobili dotate all’estremità di una ghiandola circondata da una sostanza mucillaginosa. Il numero e la posizione dei tentacoli varia tra specie e specie.

Questa mucillaggine ha la caratteristica di riflettere la luce e rappresenta un richiamo allettante per tutti gli insetti che, una volta a contatto con la foglia, rimangono intrappolati dalla stessa sostanza e con i loro movimenti azionano i tentacoli della foglia che si ripiega attorno all’animale bloccandolo completamente.

La digestione dell’insetto è assicurata da enzimi che renderanno poi disponibili alla pianta tutte le sostanze utili al suo nutrimento.

Dettaglio dei tentacoli dotati all’estremità di una ghiandola circondata da una sostanza mucillaginosa

Coltivazione di Drosera

Nonostante la loro apparenza delicata, sono piante molto tolleranti alle varie condizioni, richiedono pieno sole e possono essere coltivate in serra o su un davanzale molto soleggiato senza il rischio di essere danneggiate.

Essendo generalmente specie adattata ad ambienti palustri sarà necessario coltivarle in un ambiente molto umido, per esempio, è utile porre i vasi in un recipiente con un paio di centimetri di acqua possibilmente piovana (acque dure del rubinetto potrebbero portare a morte la pianta carnivora).

Come terriccio può essere usato un mix in parti uguali di torba e sabbia senza calce.

Propagazione

I semi possono essere raccolti a fine estate e conservati in sacchetti di carta in frigorifero per poi essere seminati in primavera, la germinazione impiegherà due o quattro settimane a seconda della specie. Alcune Drosera sono ibridi prodotti dall’uomo e quindi sono sterili: i loro semi non possono essere usati per la semina.

Per alcune specie è possibile attuare la propagazione tramite radici che dovrà essere eseguita in primavera. Dalla pianta madre sarà necessario tagliare a metà dell’apparato radicale e porlo su un terriccio uguale a quello di provenienza. Le nuove piante saranno visibili dopo circa sei settimane.

Drosera su sfagno

 

Specie di Drosera più comuni

Il genere Drosera è distribuito in tutto il mondo, molte specie sono minacciate dall’uomo tanto che negli Stati Uniti e in molti stati europei sono protette dalla legge. Molte altre, invece, sono piante ornamentali diffusissime ovunque, di seguito sono riportate le più comuni.

Drosera adelae

Pianta sempreverde che proviene da zone tropicali, è perfetta per terrari. È caratterizzata da foglie lanceolate lunghe quasi 8 cm che in presenza di bassi livelli di luminosità presentano una colorazione verde brillante mentre sottoposte a luce piena possono diventare  rosso bronzeo. Durante il periodo estivo sbocciano una dozzina di piccoli fiori a forma di stella dai petali rossi.

Drosera adelae
Foglia di Drosera adelae ©David Eickhoff (FlickrCC BY-NC-SA 2.0)

Drosera binata

Questa specie arriva dall’Oceania ed è caratterizzata da foglie biforcute e da notevoli dimensioni. Produce piccoli fiori bianchi o rosati nei mesi estivi. In inverno entrano in dormienza e l’intera pianta annerisce per poi esplodere durante la primavera.

Drosera binata

Drosera aliciae

Specie proveniente dal Sud Africa molto simile alla Drosera adelae. È caratterizzata da foglie dispose in una larga raggiera da dove si originano le trappole verdi chiaro lanceolate e arrotondate all’estremità, coperte da tentacoli rosa scuro. Durante i mesi estivi crescono gli steli fiorali anch’essi ricoperti di piccole ghiandole appiccicose e portano fiori rosa pallido.

Drosera_aliciae
Drosera aliciae

Drosera capensis

È una pianta vistosa ed impressionante dato che produce foglie strette e lunghe fino a 10 cm coperte soltanto per metà da tentacoli rossi vividi. Nel momento in cui insetti e piccole mosche entrano in contatto con la trappola le foglie si arricciano avvolgendole. La fioritura è abbondante ed è portata su alti steli leggermente pelosi. Questa pianta può essere tenuta in casa tutto l’anno.

Drosera capensis

Drosera hamiltonii

Specie australiana dalla fioritura caratterizzata da fiori viola intensi. Le foglie sono larghe di colore verde scuro dotate di tentacoli viola. Questa specie, durante estati particolarmente calde, può effettuare una fase di dormienza.

Drosera_hamiltonii
Drosera hamiltonii

Drosera regia

È la più ampia specie tra quelle conosciute. Le foglie sono lunghe, affusolate, si elevano verso l’alto raggiungendo una lunghezza di quasi 40 cm e sono ricoperte sulla parte superiore da tentacoli appiccicosi. È una delle poche specie in grado di produrre rizomi e, perciò, riescono a colonizzare facilmente l’ambiente circostante. Grazie alla sua stazza è capaci di catturare insetti di dimensioni maggiori come vespe.

Durante l’inverno entra in un periodo di dormienza perdendo tutte le foglie carnivore per poi riprendere la crescita durante la primavera.

Drosera_regia
Foglia di Drosera regia

Drosera slackii

È caratterizzata da grandi e tozze foglie color cremisi e durante l’estate dalla base si sviluppano steli che portano piccoli fiori rosa. È originaria del Sud Africa ed è consigliato, per mostrare tutta la sua colorazione, posizionarla in pieno sole.

Drosera slackii
Drosera slackii

Drosera rotundifolia

E una specie nativa del Regno Unito e può essere trovata in zone palustri. È caratterizzata da foglie che ricordano la forma di un cucchiaino essendo composte da un sottile picciolo sormontato da una parte molto più allargata. I fiori sbocciano in estate e sono di colore bianco.

Drosera rotundifolia

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Di Maria Giulia Parrinelli