CHARME SALENTINO

Charme salentino
SERVIZIO DI ANNA MARIA EUSTACHI  / TESTO E FOTO DI ANDREA VIERUCCI

Tra ulivi centenari e natura generosa l’abile opera di recupero di un trullo con
tecniche moderne e criteri sostenibili nel rispetto di tradizione e paesaggio

Dopo aver imboccato un viale di terra battuta si attraversa un oliveto che sembra non avere fine ed è subito un tripudio di colori e profumi che questa terra è in grado di offrire. Nel Salento il mare e la vegetazione si incontrano con una forza che cattura e incanta. Sullo sfondo un tipico trullo a tre coni, tornato a nuovo splendore dopo anni di abbandono è oggi il buen retiro di una coppia di intraprendenti personaggi.
“Un cumulo di sassi circondati da erbacce; ecco come si presentava questa proprietà quando sono arrivato con gli attuali proprietari per la prima volta”, racconta Antonio Maria Becatti, l’architetto milanese che ha seguito tutti i lavori di ristrutturazione di interni ed esterni. Una sfida impegnativa per la particolarità della struttura che ha richiesto un notevole studio delle tecniche costruttive e dei materiali impiegati.
L’andamento terrazzato del terreno ha permesso di ricavare una piscina e diverse zone relax delineate da muretti a secco in pietra calcarea locale, la stessa che ricopre la parte conica del trullo e le volte al suo interno. “Pur rispettando la natura arcaica e spartana di questa architettura abbiamo adeguato gli standard del comfort contemporaneo attraverso scelte ben calibrate, mai invasive”, racconta Becatti. L’impianto di riscaldamento radiante a pavimento ha risolto i problemi di umidità evitando l’uso improprio dei caloriferi mentre per la temperatura dell’acqua in piscina si è adottato un sistema di pannelli solari ben mimetizzati tra le piante del giardino.
Le spesse pareti perimetrali del trullo hanno permesso di ricavare nicchie e alcove e aumentare cosi lo spazio disponibile all’interno, arredato con pochi pezzi di design contemporaneo ed elementi in ferro e legno, tutti su disegno del progettista. La pavimentazione è in cemento industriale grigio che in prossimità dei muri a secco del giardino è stata miscelata con polvere di pietra calcarea per ottenere una nuance a tono caldo che riducesse il contrasto cromatico. Non si sono inseriti materiali di rivestimento tradizionali per rispettare l’effetto originario della pavimentazione in terra battuta. Anche i piani di bagno e cucina come l ‘interno della doccia e della piscina sono privi di piastrelle.
Al loro posto un cemento resinato, versione contemporanea del Tadelakt marocchino, un mix di calce e pigmenti colorati reso idrorepellente
con cere naturali.

ANTENNE

Istruzioni per l’ uso

Questo tipo di strutture arcaiche nate come base per il ricovero di animali, attrezzi da lavoro, ha trovato da qualche anno una nuova destinazione d’uso. Sono sempre di più coloro che scelgono di ristrutturare un trullo e trasformarlo in dimora per le vacanze. L’architetto
Antonio Maria Becatti (studio a Milano, tel. 02-39325535, becatti.it) autore del progetto, è diventato un vero esperto in questo tipo di architetture. “La cosa più importante da tenere presente è che un trullo è un bene storico e come tale necessita un approccio sensibile e conservativo”, spiega Becatti. Ogni amministrazione locale ha le sue regolamentazioni specifiche che devono essere verificate con attenzione. Fondamentale poi la scelta delle
tecniche costruttive e dei materiali, alcuni ispirati alla tradizione, altri più innovativi e razionali, come per esempio il Gasbeton che conserva le caratteristiche estetiche del tufo ma è molto più isolante, antisismico ed ecologico.

Tradizione e design

La struttura del trullo per conformazione architettonica offre spazi assai contenuti ed è importante riuscire a trovare un equilibrio negli arredi. Si è scelto di inserire pochi elementi di produzione contemporanea mantenendo un’austerità stilistica e cromatica di fondo. Per la zona pranzo ricavata nel cono centrale, protagonista assoluto il tavolo “Less” prodotto da Molteni e disegnato da Jean Nouvel per la sede parigina della Fondation Cartier pour l’Art Contemporain.
Le sedie con struttura in alluminio anodizzato e pergamena intrecciata sono il modello “Allu” di Gervasoni. In contrasto con il rigore del design alcuni ricordi di viaggio dei padroni di casa: le due preziose teste in ceramica decorata di Caltagirone e la curiosa coppia di Gargoyle in pietra. Si tratta di copie ispirate alle figure fantastiche e grottesche di animali, usate come elementi decorativi e simbolici sulle facciate delle cattedrali gotiche.