Burri, la poesia della materia

Burri

‘Burri. La poesia della materia’, è il nuovo progetto della Fondazione Ferrero di Alba dedicato a uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento, Alberto Burri. La mostra è aperta gratuitamente da sabato 9 ottobre 2021 a domenica 30 gennaio 2022.

Il curatore, Bruno Corà, presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, ha pensato a un allestimento in diverse sale, creato appositamente per gli spazi della Fondazione, in cui sono presentate quarantacinque opere, tra cui lavori di grandi dimensioni. Le opere che saranno esposte sono comprese tra il 1945, con i primi ‘Catrami’ (1948), sino al 1993, con le ultime opere tra cui ‘Oro e nero’.
La mostra ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica ed è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, il patrocinio della Città di Alba e la partecipazione della Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Burri, il rapporto con la poesia

Ritratto Alberto Burri, foto di Aurelio Amendola

“Il titolo della mostra, Burri. La poesia della materia, deve essere preso alla lettera.” racconta Bruno Corà “Non si tratta solo di un ennesimo generico invito a considerare l’importanza decisiva della materia nella poetica di Burri. Ai visitatori della mostra di Alba proponiamo di assistere a un’indagine in fieri sul rapporto strettissimo, non solo a livello di fruizione estetica, ma autenticamente strutturale, costitutivo, tra l’opera di Alberto Burri e la parola in versi, la grande poesia del ‘900 e non solo”.
“È stato Giuseppe Ungaretti, – prosegue Corà- una delle voci oracolari più grandi del XX secolo a pronunciare una indimenticabile sentenza verso l’arte di Alberto Burri: «Amo Burri perché non è solo il pittore maggiore d’oggi ma è anche la principale causa d’invidia per me: è d’oggi il primo poeta»”.

La mostra evidenzia, infatti, il rapporto tra Burri e la poesia inteso come fonte inesauribile di sperimentazioni in una totale libertà di approccio al fare pittorico, generatrice di processi creativi in continua evoluzione. L’opera dell’artista è concepita come un laboratorio di sperimentazione incessante che ha anticipato, con la sua ricerca fondata sulla riqualificazione linguistica, molte delle questioni che hanno interessato le correnti artistiche degli anni Sessanta del Novecento, quali il Nouveau Réalisme, l’Arte povera, l’Arte neuminimale o il Fluxus.

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Alberto Burri, Rosso 1952, Città di Castello, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri. ©Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, Città di Castello, by SIAE 2021

La mostra è pensata per visitatori di tutte le età. Sono stati creati cinque percorsi didattici gratuiti rivolte alle scuole con una visita guidata e attività mirate a stimolare le sensazioni tattili e visive dei partecipanti.

Oltre all’esposizione principale, nel centro di Alba, viene offerta un esposizione ‘Burri. Il Cretto di Gibellinadedicata all’opera di land art e site-specific che Alberto Burri ha realizzato a Gibellina, il paese siciliano distrutto dal terremoto del Belice nel 1968, trasformandolo in un simbolo di rinascita estetica. L’opera è composta da cemento bianco che mira ad inglobare e trasformare le macerie della città travolta dal tragico evento.