Autunno a Villa Carlotta

Incastonata nell’esclusiva cornice della riviera di Tremezzina, Villa Carlotta è uno degli esempi più significativi di architettura sul Lago di Como. Edificata alla fine 600 dai marchesi Clerici di Milano, nel 1801 venne acquistata dal marchese Giovanni Battista Sommariva, collezionista d’arte, che iniziò ad acquistare opere di Canova, Thorvaldsen e Hayez e a costituire le basi di un’importante collezione, oggi fruibile dal pubblico.

Successivamente, a metà 800 la principessa Marianna di Prussia la acquistò per donarla a sua figlia, la principessa Carlotta, sposa del duca Giorgio II di Sassonia Mieiningen. Sfortunatamente, Carlotta morì prematuramente nel 1855, lasciando la proprietà e l’immenso giardino (8 ettari) al marito.

Questo parco, luogo di immenso fascino, è ricco di sorprese con una commistione di piante e stili. Dalle geometrie prospettiche del giardino all’italiana, nelle immediate vicinanze della dimora, al romantico giardino all’inglese. Oltre a molti scenari suggestivi, come il giardino orientale di bambù. Una superficie di circa 3000 mq che ispirata ai principi dell’arte giapponese e dello Zen, con piccole cascate e ruscelli. Ma lo stupore del visitatore non si spegne qui. Proseguendo, quello in cui ci si imbatte sono la valle delle felci, ambiente scenografico con platani e tigli, e il giardino roccioso, con ampie nicchie scavate nel terreno. Senza dimenticare il giardino vecchio, a sinistra della villa, e il museo degli attrezzi agricoli.

Le fioriture di Villa Carlotta sono una delle maggiori attrattive del giardino botanico. Le camelie, di diversa varietà e colore, si stagliano al centro del viale d’ingresso, di fronte all’imponente scalinata a tenaglia dell’ingresso. Le azalee multicolori, che a maggio diventano le protagoniste del giardino della villa, compongono un percorso fiorito di forte pregio estetico. Il bosco dei rododendri è una delle collezioni più importanti della villa stessa, è una grandissima testimonianza storica dell’arte topiaria negli anni 70 dell’Ottocento. Se la primavera regala al parco meravigliose fioriture, l’autunno colora le piante del parco di tinte calde che regalano ai visitatori atmosfere affascinanti e suggestive. Perché, come scriveva Albert Camus, “l’autunno è una seconda primavera dove ogni foglia è un fiore”.