Vini italiani DOC – lo Zibibbo

bottiglia di Zibibbo DOC, uve e vitigno
vino di Zibibbo DOC, uve e vitigno

Zibibbo – il bianco siciliano, passito e aromatico

Lo Zibibbo è un vitigno d’origine araba (egiziana), che ha trovato un habitat ideale (clima caldo e secco) in terra di Sicilia e, in particolare, nell’isola di Pantelleria.

Le viti generano grandi grappoli, di color giallo verde, dagli acini molto dolci, ideali sia per la produzione d’uva passa, che per la tavola.

Viene vinificato, principalmente, per realizzare passiti. Il prodotto più celebre è proprio il Moscato di Pantelleria – fermo e secco o dolce e liquoroso – famoso per gli aromi seducenti.

Le uve vengono fermentate in vasche d’acciaio, mentre l’affinamento passa per il riposo in bottiglia.

Le caratteristiche

Lo Zibibbo veste un inconfondibile color giallo dorato e luminoso, che vira sull’ambra con l’invecchiamento.

All’olfatto, presenta un profumo intenso e variegato, con note fruttatefresche (albicocche e mandorle) o candite – e sentori di fiori d’agrumi e miele d’arancio o d’acacia.

All’assaggio, rivela un buon corpo – su un delicato tappeto minerale – e un gusto dolce, elegante, morbido e persistente, in cui gli aromi si fondono, con una sinestesia naso-bocca, che ricorda le mandorle.

Il servizio

Una bottiglia di Zibibbo va stappata poco prima della degustazione e il vino va versato in calici a stelo lungo, particolarmente indicati per i passiti.

La temperatura di consumo, consigliata da produttori ed esperti, si colloca tra gli 8° e i 12° Celsius.

Gli abbinamenti col cibo

I migliori accostamenti enogastronomici dello Zibibbo in versione secca si realizzano con i prodotti della cucina mediterranea, come il pesce, le verdure, i crostacei e i formaggi alle erbe.

In declinazione passita, s’abbina bene ai gelati o ai dessert della tradizione siciliana – come i cannoli, le cassate e i dolci ai pistacchi o alla pasta di mandorle.

La versione secca è un ottimo aperitivo, mentre il passito è un apprezzabile vino da meditazione.

Le immagini della galleria sono tratte dal novero “riutilizzabile” di Google e dalla piattaforma free Pixabay.