Un giardino pensile per il nuovo distretto dell’innovazione di Milano

Il verde è protagonista del progetto firmato Piuarch che si è aggiudicato il concorso per la nuova sede di Human Technopole. Gli architetti raccontano fonti di ispirazione e caratteristiche del nuovo edificio

La copertura verde di Human Technopole Headquarter di Milano - Mind

Un grande edificio trasparente di dieci piani, con oltre 16.500 metri quadri dedicati a laboratori per la ricerca scientifica e 3.000 metri quadri di terrazze piantumate e coperture verdi nel cuore di MIND Milano Innovation District, nell’area dove nel 2015 si è tenuta l’esposizione universale.

È questo il progetto, firmato dallo studio Piuarch, che si è aggiudicato il concorso per la realizzazione della sede di Human Technopole. Il nuovo istituto italiano di ricerca per le scienze della vita che si occuperà di medicina e nutrizione per contrastare cancro e malattie neuro-degenerative, integrando genomica, analisi di Big data e lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche.

Human Technopole, il concorso

L’esito del concorso internazionale è stato comunicato durante la conferenza digitale che si è tenuta il 3 aprile, e che ha visto la partecipazione in remoto di Monica Tricario e German Fuenmayor, partner dello studio Piuarch insieme a Francesco Fresa e Gino GarbelliniMarco Simoni, presidente della Fondazione Human Technopole; Iain Mattaj, direttore della Fondazione Human TechnopoleGiovanni Azzone, presidente di Arexpo.

Human Technopole, l’opera

L’opera, che si prevede di realizzare in circa tre anni, avrà una superficie complessiva di 35.000 metri quadrati e sarà alta 61 metri. Vi troveranno posto laboratori di biochimica e biologia molecolare, strumentazioni scientifiche d’avanguardia tra cui microscopi ottici, spazio per un ampliamento della facility di microscopia crio-elettronica e fino a 800 postazioni di lavoro per ricercatori. In aggiunta saranno disponibili ampi spazi comuni, sale riunioni e aule per eventi e corsi di formazione.

Il progetto di Piuarch

Lo studio Piuarch, che ha già contribuito a numerosi interventi di riqualificazione sul territorio milanese in aree quali il Mecenate District e Porta Nuova, ha presentato un progetto pensato per mantenere una continuità con gli spazi circostanti del Decumano e del Cardo.

Il nuovo edificio, costituito un grande volume trasparente e luminoso, si snoda attorno a tre punti focali. Un parterre attrezzato, una piazza coperta e un giardino pensile, che formano una sequenza ininterrotta dal piano terra alla sommità dell’edificio.

Il parterre

Il parterre è un spazio verde che mette in relazione l’edificio principale con le altre architetture del campus, tra cui Palazzo Italia, costruito in occasione di Expo 2015. Da questo spazio all’aperto, che prosegue in parte anche sotto l’edificio, si accede senza soluzione di continuità all’atrio completamente vetrato e da qui, entrando nell’edificio, alla piazza coperta, dalla quale si innalzano i due blocchi principali dell’architettura, separati da un vuoto a tutt’altezza.

La piazza coperta

Questo spazio, inondato di luce naturale, è attraversato da un sistema di rampe e passerelle che connettono i dieci livelli dell’edificio (sopra). Grande importanza, anche qui è dedicata al verde, che si snoderà tra i diversi piani creando un giardino diffuso che culmina nella copertura piantumata accessibile.

La copertura verde

La copertura, pensata come un grande giardino pensile, è composta da falde asimmetriche e da una sequenza di terrazze esposte a sud con vista verso la città di Milano. In questo spazio si alternano prati verdi, piante, gradinate e ampie piattaforme di legno, che offrono ai frequentatori la possibilità di rilassanti pause dal lavoro e momenti di incontro e dialogo.

Un ecosistema sostenibile

Le ampie superfici verdi al livello del suolo e in quota, integrate nell’architettura, permettono un corretto controllo delle acque piovane. Gli impianti fotovoltaici installati sulle pensiline al piano terra, in facciata e in copertura contribuiscono in maniera significativa al fabbisogno energetico dell’edificio, mentre i frangisole che scandiscono i prospetti che aggettano dal filo delle facciate calibrano l’apporto della luce solare nei diversi periodi dell’anno.

Human Technopole, gli architetti raccontano il progetto

In che modo questo progetto è rappresentativo del vostro modo di fare architettura?

Nello Human Technopole Headquarters si ritrovano molti temi ricorrenti della nostra produzione. Ad esempio la compenetrazione tra il pieno dell’edificio e lo spazio pubblico, che lo modella e lo attraversa.

L’elemento portante, il vero cuore del progetto, è uno spazio fluido e continuo, che funziona come un luogo di connessione ed interazione. Nel suo percorso da parterre a piazza coperta, e da piazza coperta a giardino pensile, paesaggio in quota, questo spazio mette in connessione pubblico e privato, esterno ed interno, edificio e paesaggio. Si tratta, in altre parole, di una rivisitazione della tradizionale piazza italiana, una riproposizione contemporanea dei suoi valori umanistici e di sostenibilità ambientale.

Prosegue qui, inoltre, la nostra ricerca sulla traduzione architettonica di un immaginario di riferimento di origine artistica. I frangisole che scandiscono le facciate non sono solo una componente tecnica di efficientamento climatico, ma anche un elemento linguistico, che definisce una partizione memore delle sperimentazioni dell’arte cinetica.

L’edificio è pensato come un ecosistema sostenibile. Quale è il contributo dell’involucro in questo senso?

I prospetti contribuiscono sostenibilità ambientale da almeno due punti di vista. Attivamente, attraverso i vetri fotovoltaici, installati qui e sulle pensiline che proteggono i percorsi al piano terra, che si sommano ai pannelli fotovoltaici presenti in copertura. E passivamente, grazie ai frangisole verticali, lamelle che aggettano dal filo delle facciate e che calibrano l’apporto della luce solare nei diversi periodi dell’anno.

Come è nata l’idea del parterre e perché è così importante?
In questo spazio urbano giovane, poco stratificato, il progetto del piano terra è importantissimo per costruire una relazione tra edifici che, altrimenti, rischiano di esistere come frammenti isolati  e per moltiplicare le pratiche e gli usi possibili all’interno dello spazio pubblico. Il parterre prosegue, virtualmente senza soluzione di continuità, nei piani terra di tutte le architetture che vi si affacciano.

Al di sotto del nuovo Human Technopole Headquarters, con un anfiteatro coperto, ma anche all’interno di Palazzo Italia. All’interno di questo spazio sostanzialmente unitario, le variazioni di pendenza e di materiali, verdi e minerali, suggeriscono la presenza di aree utilizzabili per attività diverse. È un suggerimento, per l’appunto, non una suddivisione vincolante.

Qual è il valore aggiunto della copertura pensile, che rappresenta l’elemento più scenografico del progetto?
Il giardino pensile è il naturale completamento della piazza coperta. Le gradinate e le aree d’incontro, che si dispongono lungo il percorso che risale attraverso l’edificio, proseguono e si moltiplicano sulla sua copertura. In più, se la piazza coperta è uno spazio trasparente ma racchiuso, destinato alla vita collettiva all’interno dell’istituzione, il giardino pensile è un luogo completamente panoramico, aperto sulla città, estroverso.