Tonelli Design e La storia del vetro.

L’invenzione della pressa per vetro nel 1827 diede inizio alla produzione di massa del vetro che poi in seguito verrà sfruttata da Tonelli Design. Risale al 1903 la prima macchina per la realizzazione delle bottiglie su scala industriale. Nel 1913 viene messo a punto il procedimento Fourcault per la realizzazione del vetro tirato, seguito nel 1916 dal metodo Libbey-Owens e nel 1925 dal metodo Pittsburg. Intorno al 1928 risale la nascita del vetro di sicurezza. Negli anni sessanta viene messo a punto il processo float per la produzione di vetri piani; vetro oggi utilizzato da Tonelli design. Il 90% del vetro piano prodotto nel mondo è fabbricato con il sistema “a galleggiamento” inventato da Alastair Pilkington e per questo detto VETRO FLOAT. Il vetro fuso è versato ad un’estremità di un bagno di stagno fuso in atmosfera controllata, Il vetro galleggia sullo stagno e si spande lungo la superficie del bagno, formando una superficie liscia su entrambi i lati. Il vetro si raffredda e solidifica formando un nastro continuo mentre scorre sul bagno.

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Le tecniche di lavorazione del vetro.

TAGLIO: Il taglio viene eseguito da un banco di taglio, un macchinario a controllo numerico che presenta un piano fisso, vellutato e con fori per generare un cuscino d’aria (utile per lo spostamento del vetro), sopra di questo vi è un ponte mobile che tramite un tagliavetro fornito di una punta in diamante pratica incisioni sul vetro a seconda della programmazione eseguita tramite un software “ottimizzatore”. I vetri tagliati in questo modo verranno poi troncati da un addetto con l’ausilio del banco di taglio.

MOLATURA: Il vetro tagliato presenta un bordo particolarmente tagliente e irregolare, che viene eliminato tramite un’operazione di molatura eseguita da macchinari CNC, che asporta e uniforma il bordo del vetro in modi diversi. •filo lucido tondo •filo lucido piatto •filo grezzo, oppure la bisellatura che permette di eseguire piani inclinati sui bordi del vetro da 1 a 89°.

FORATURA: Il vetro può essere forato al trapano con apposite punte diamantate. Nuovi macchinar permettono di forare con un particolare tipo di sabbia miscelata ad acqua (waterjet).

TEMPRA: Il vetro temprato viene ottenuto per indurimento tramite trattamento termico, il pezzo è posto su un tavolo a rulli su cui scorre all’interno di un forno, che lo riscalda alla temperatura di tempra di 640 °C. Quindi viene rapidamente raffreddato da getti di aria. Questo processo raffredda gli strati superficiali, causandone l’indurimento, mentre la parte interna rimane calda più a lungo. Il successivo raffreddamento della parte centrale produce uno sforzo di compressione sulla superficie, bilanciato da tensioni distensive nella parte interna. Il vetro temprato è circa sei volte più resistente del vetro normale. Il vetro temprato è considerato, un “vetro di sicurezza” in quanto, oltre ad essere più robusto, in caso di rottura si sbriciola in piccoli pezzi smussati non pericolosi in modo da non ferire le persone.

STRATIFICA: Due o più lastre di vetro possono essere accoppiate tra loro, tramite la interposizione di una strato di pellicola trasparente tra le lastre di vetro. Il successivo riscaldamento e la pressatura tramite sistema sotto vuoto, rende le lastre solidali tra loro. In questo modo, si possono raggiungere spessori di lastre piane molto elevati. Il vetro stratificato è considerato “vetro di sicurezza” perché in caso di rottura, la pellicola presente tra le lastre, fa in modo che la lastra di vetro rimanga intera e non si stacchino pezzi di vetro tagliente.

Progettare con il vetro – Cosa c’è da sapere?

Trasparenza, compattezza e omogeneità strutturale, totale inerzia chimica e biologica, impermeabilità ai liquidi, ai gas, ai vapori e ai microrganismi, inalterabilità nel tempo, sterilizzabilità e perfetta compatibilità ecologica grazie alla possibilità di riciclo per un numero infinito di volte. Queste le eccezionali caratteristiche intrinseche del vetro, interamente costituito da sostanze naturali.

Gli spessori più comunemente usati sono i seguenti:

. Vetri per ripiani interni di mobili 6 – 8 mm

. Vetri per vetrine 8 – 10 mm

. Vetri per mensole e tavolini 10 – 12 mm

. Vetri per piani di tavoli: 12 – 15 – 19 mm

. Vetri per basamenti e strutture portanti 15 – 19 mm

Tonelli Design
Design Selection di Tonelli

Il colore del vetro

La principale differenza di “colore” tra le lastre di vetro è nel grado di lucentezza e trasparenza che si ottiene nella fase di produzione delle lastre stesse. Viene definito vetro “trasparente” (o chiaro) il vetro che ha una leggera tendenza al verde, quasi impercettibile sul piano, ma che si nota maggiormente sul bordo. Il vetro “extrachiaro”, ha una tendenza all’azzurro, che è impercettibile sul piano, quindi non altera in alcun modo la vista attraverso se stesso, ed ha una colorazione azzurra sul bordo esterno. Per ottenere vetri colorati è possibile trattare il vetro con diverse tecnologie.

VETRO IN PASTA: la mescola di vetro che viene fusa al momento della produzione della lastra float, può contenere dei minerali che tendono a variare la colorazione della lastra. I colori più comuni sono il fumè (detto anche grigio, grey o dark grey), il bronzo e il blu. Questa tecnologia dona al vetro una colorazione totale su tutta la massa.

VETRO STRATIFICATO COLORATO: le pellicole che si frappongono tra i vetri per ottenere la stratifica di sicurezza, possono essere trasparenti o colorate, in questo modo la lastra di vetro assume il colore della pellicola e possono essere usare pellicole di qualsiasi colore o addirittura stampate su disegno.

VETRO LACCATO: è possibile verniciare una delle due superfici della lastra di vetro, per ottenere qualsiasi colore, sia semitrasparente che completamente coprente.

VETRO STAMPATO DIGITALE: le ultime tecnologie digitali permettono di stampare sulla lastra di vetro, come se fosse un foglio di carta, quindi imprimere sul vetro qualsiasi immagine, anche ad altissima risoluzione e di grandi dimensioni.

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I punti di forza del vetro

Health

Il vetro è l’opzione che ti fa sentire bene. Il vetro è fatto da tutti gli ingredienti naturali: sabbia, calcare e soda. È puro e impermeabile. Il vetro è facile da pulire, sterilizzare e riutilizzare. Il vetro è l’unico materiale a contatto con gli alimenti che la U.S. Food and Drug Administration ritiene “generalmente riconosciuto come sicuro.”

Glass is Made from Fire and Sand

Quando un fulmine colpisce la sabbia, Madre Natura crea il vetro. Quando il vetro si rompe, alla fine ritorna sulla terra invece di sedersi in una discarica.

Environment

Il vetro è la scelta più gentile per il pianeta. Il vetro è riciclabile al 100%, il che significa che un prodotto di vetro riciclato può diventare vetro nuovo più e più volte. Utilizzando vetro riciclato, utilizziamo meno materie prime e il processo di produzione richiede meno energia. Il vetro è anche inerte e naturalmente si decompone nella terra senza lasciare sostanze chimiche nel terreno.

Smell

Il vetro è inodore, fatto di ingredienti puri e naturali della terra. Il vetro non ha alcuna dispersione di odore in atmosfera, nessun trattamento superficiale, nessuna emissione di sostante nocive nell’ambiente.

Experience

Il vetro accende i sensi. È bello e iconico, creando connessioni emotive con i consumatori attraverso il tatto, la vista e il suono. Fare del bene fa sentire bene, e i benefici per la salute e l’ambiente del vetro ispirano marchi e famiglie a scegliere prodotti in vetro.

The Infinite Circularity of Glass

A differenza di altri materiali che non sono riciclabili al 100%, sono complessi da riciclare, possono essere riciclati solo poche volte e, se non riciclati, pongono seri problemi di smaltimento dei rifiuti e inquinamento, il vetro non ha nessuno di questi limiti. Ecco perché il vetro è il materiale più sostenibile

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Il vetro nel distretto di Pesaro.

Le origini del distretto del mobile di Pesaro risalgono al secondo dopoguerra quando, da una fitta rete di artigiani, si sviluppano per gemmazione numerose aziende tra loro simili e poco specializzate in quanto a tipologia di prodotto. In questo quadro di sviluppo orizzontale delle imprese distrettuali, negli anni ’60 si osserva l’aumento delle dimensioni medie aziendali, per effetto dei primi processi di up-grade tecnologici che, aumentando la standardizzazione della produzione, orientano diversi produttori verso il contenimento dei costi attraverso la ricerca di forti economie di scala. 

È in questi anni, inoltre, che inizia a svilupparsi il settore collegato dei macchinari per la lavorazione del legno Nel corso degli anni ’80 e ’90, si va consolidando un gruppo di grandi imprese (definibile come “sistema gerarchico”), prevalentemente operanti del settore cucine, che ha caratteristiche strutturali differenti rispetto al primo gruppo di imprese emerse nel distretto e che si sono nel tempo imposte quali leader del sistema locale, per la capacità di innovare il modello organizzativo interno ed esterno (rete di fornitura) e di presidiare meglio la fase di commercializzazione e distribuzione.

Si conferma così la prima qualità del distretto, quella di una elevata flessibilità che si sposa alla capacità di intrattenere rapporti anche informali con distributori e intermediari giovani, soddisfacendo così una domanda in rapida crescita.

A sostegno e complemento delle attività della filiera principale, si sono sviluppate negli anni alcune specializzazioni produttive correlate, quali il comparto meccanico e quello della lavorazione del vetro. Rilevante è anche il peso del distretto pesarese a livello nazionale: Pesaro è infatti il terzo sistema produttivo locale del mobile italiano (dopo la Brianza e l’asse Treviso-Pordenone) e i suoi addetti contano più del 4% del totale nazionale.

Il distretto pesarese condivide con il distretto brianzolo anche molte singole eccellenze produttive con una specifica e significativa specializzazione nell’ambito delle cucine, che implica tra l’altro un’elevata interazione con tecnologia e innovazione e la diffusa attivazione di produttori complementari appartenenti anche ad altri settori produttivi come il vetro e l’acciaio.

All’interno del distretto industriale di Pesaro e in generale in tutta la regione Marche, si sviluppa ed afferma attorno agli anni ’80 e ’90, uno dei poli industriali della lavorazione del vetro tra i più grandi in Europa, con aziende leader, che ancora oggi operano nel settore dell’elettrodomestico, dell’automotive e dell’architettura.

E’ in questo contesto che, creando un connubio tra l’artigianalità delle imprese del dopoguerra e la tecnologia avanzata delle industrie vetrarie affermatesi negli anni ’90, nascono delle eccellenze nella produzione di mobili in vetro, tra le quali Tonelli design, che nel 1988 presenta la sua prima collezione firmata da Isao Hosoe, Marco Gaudenzi e il gruppo DDL De Pas, D’Urbino, Lomazzi.

Tonelli Design
Design selection di Tonelli

La nascita della Tonelli, 1988.

Eredita il marchio dalla Tonelli Mobili Pesaro, storica falegnameria nata nel dopoguerra, specializzata nella produzione di mobili in legno di alta gamma, caratterizzati da una forte ricerca tecnologica e speciali soluzioni tecniche in legno.

Nel 1988 prende vita la nuova Tonelli Design, con una collezione di complementi di arredi, presentati al Salone del Mobile di Milano. Fattore distintivo, che rende unica la proposta di Tonelli nel mercato internazionale, è l’incollaggio delle lastre di vetro piano. Incollaggio invisibile ed estremamente resistente, che da’ vita a prodotti magici ed inediti. Nascono nel 1988 quelle che oggi identifichiamo come le icone Tonelli, firmate da alcuni tra i più importanti nomi del design italiano degli anni ’90.

ALBERO 1988 di Isao Hosoe / selezionato da Forum Design nel 1988

LA SCALA DEL CIELO 1988 di DDL De Pas, D’urbino e Lomazi / selezionato per il compasso d’oro 1989

ELICA 1989 di Isao Hosoe

STRAPPO 1989 di Luigi Serafini

I prodotti di Tonelli Design spaziano da progetti visivi a riflessioni sullo spazio, indagano il vetro e le sue metafore con spirito intraprendente, fin dal 1988.

Tonelli Design
Il paese delle meraviglie di Tonelli

Kristal Fusion.

La Kristal Fusion Tecnology è un processo di lavorazione che nasce da un’idea di Paolo Lomazzi, di dare nuova vita al vetro di scarto della produzione. E’ una tecnica di produzione innovativa che vede la commistione del vetro con altri elementi, tra cui la resina, generando un nuovo materiale riciclato, ecologico, resistente, trasparente e ad alto tasso di creatività. La sua natura poliedrica gli consente di prestarsi a numerose interpretazioni dal gusto moderno e sempre sofisticato, anche attraverso l’uso del colore. Infatti, Krystal Fusion può essere declinato cromaticamente grazie alla sua base vitrea che garantisce una struttura molecolare analoga a quella dei liquidi, risultando così plasmabile.

Vi siete mai chiesti quanti scarti produce un’azienda del Furniture design? Tonelli consuma circa 200 tonnellate di vetro in lastra piana ogni anno. Di cui, quasi 10 tonnellate, risultano scarti derivanti dagli sfridi di lavorazione!

Kristal Fusion permette di recuperare fino al 100% questi sfridi, facendoli diventare nuovi prodotti:

– Una volta recuperato il vetro di scarto, viene frantumato e i frammenti vengono selezionati per colore e dimensione.

– I frammenti vengono introdotti all’interno di stampi realizzati su disegno del progettista.

– Si introduce il collante, sotto forma di resina epossidica trasparente o colorata.

– Dopo il giusto tempo di essicazione, il pezzo può uscire dallo stampo per la rifinitura a mano.

Il primo prodotto nato con la tecnologia Kristal Fusion è IL PAESE DELLE MERAVIGLIE, collezione di piccoli tavolini di varie forme e colori. Per ogni tavolo prodotto viene recuperato un quantitativo pari a circa 10kg di vetro di scarto.

Paolo Lomazzi, li disegna nel 2017 e scrive di loro:

“La luce fa risplendere i frammenti di vetro al tuo interno, che catturano il mio sguardo con un gioco di luci mai visto prima. Quei frammenti di vetro sono avvolti nel mistero e incastonati nella forma, come cristallizzati nel tempo”. tonellidesign.it