STORIE D’ACQUA

Giardino Villa Fantini lago d'Orta
Giardino Villa Fantini lago d'Orta
TESTO DI MARGHERITA DALLAI / FOTO DI DARIO FUSARO

A Pella, Daniela Fantini parla del giardino di famiglia, affacciato sulle dolci sponde del lago d’Orta e dell’atmosfera speciale, laboriosa e serena, che pervade il luogo

Un giardino che si affaccia su un lago ha sempre un fascino particolare. Se poi sullo sfondo si staglia, fra l’acqua e il cielo, l’isola di San Giulio, un piccolo gioiello dove si trovano racchiuse in uno spazio ristretto la basilica romanica, il palazzo vescovile e l’abbazia benedettina, l’incanto è maggiore. Siamo sul lago d’Orta, il più romantico dei laghi italiani, il giardino appartiene, dal dopoguerra, alla famiglia Fantini. Il tema dell’acqua, inscindibile dall’idea di giardino, che porta con sé movimento e meditazione, qui diventa un elemento preponderante. “È stato Giovanni Fantini, mio padre, ad acquistare la proprietà. Apparteneva alla famiglia Motta e lui, come sua abitudine, la comprò di getto, incantato dal luogo. È stata una scelta quanto mai felice, condivisa da tutta la famiglia che negli anni ha sviluppato un forte senso di attaccamento al territorio”, racconta Daniela Fantini. Il giardino è stato realizzato in due tempi:
del vecchio parco rimangono alcuni grandi esemplari come cedri, magnolie e faggi. La veste attuale è più allegra; sono state incrementate le fioriture e piantate tantissime rose. Il clima temperato è una manna per le Hydrangee, le Camelie, le Magnolie, ma si sono ben adattate anche piante non tipiche dei laghi. Non è, la piscina, l’unico elemento legato all’acqua; ci sono anche due fontane con sbuffo, una a pianta circolare e una quadrata, a muovere l’aria.

“Il lago d’Orta rappresenta il genius loci del giardino. Perché le sue acque dolci e tranquille plasmano le persone, i luoghi e anche le piante. C’è un’atmosfera sospesa, un silenzio laborioso che aleggia nell’aria e si concentra in alcuni luoghi mistici come la comunità di suore benedettine di clausura dell’Isola di San Giulio”

continua Daniela. Calmo e sereno, il giardino cambia al mutare delle luci del giorno. Quando la nebbiolina al mattino sale dall’acqua, l’atmosfera è incantata; al tramonto, quando le acque riflettono il cielo e una luce rosata avvolge le sponde, diventa un acquarello delicato.
“Ogni mattina, dalla finestra della mia camera vedo il giardino, il lago e l’isola di San Giulio. È una vista che mi rassicura e di cui ormai non potrei fare a meno. Il tema dell’acqua è nel Dna di famiglia. Mio padre con suo fratello Fino fondarono nel 1947, poco distante dalla proprietà, sempre affacciata sul Lago, la Fantini Rubinetterie, un’azienda che è stata la loro passione e continua a esserlo per tutti noi. E i rubinetti come si sa, regolano le acque”, conclude.