Sou Fujimoto: realtà immersiva

Al V&A Museum un progetto al confine tra analogico e digitale ispirato al fenomeno dell’aurora boreale

Sou Fujimoto

“È la prima volta che progetto con materiali non fisici, usando esclusivamente la luce e lo spazio. Un’esperienza di architettura completamente nuova e diversa”. Racconta Sou Fujimoto, l’architetto giapponese che, insieme allo studio di tecnologia creativa Tin Drum, ha firmato “Medusa”, l’installazione immersiva allestita al V&A Museum in occasione della London Design Week. Una volta indossate le cuffie speciali per la realtà virtuale e accompagnati dalla colonna sonora originale firmata dal compositore Ryuichi Sakamoto, i visitatori possono letteralmente immergersi nell’installazione di Sou Fujimoto che cambia aspetto, si trasforma e ‘risponde’ a quanto accade al suo interno. Ispirata per forme e reazioni a fenomeni naturali quali l’aurora boreale e la bioluminescenza sottomarina, ‘Medusa’ esplora la relazione di fluido interscambio tra natura e architettura attraverso un mezzo nuovo come la realtà mista, un ambiente in cui digitale e analogico si uniscono grazie a dispositivi indossabili quali caschi o cuffie. Grazie al digitale, barriere con cui gli architetti si scontrano da sempre, a esempio la gravità,  spariscono. In una realtà mista, le strutture sono costruite interamente con la luce, aprendo così un mondo di opportunità e relazioni con l’architettura, pensata prima ancora che realizzata.

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